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Adnkronos - 1) Guerriglia a Milano, Trump: "In Italia e Francia colpa dell'immigrazione, l'avevo detto". 2) Trump apre a super vertice con Putin e Xi: "E' ora che qualcuno negozi al posto di Zelensky".

Guerriglia a Milano, Trump, In Italia e Francia colpa dell'immigrazione, l'avevo detto.
Trump apre a super vertice con Putin e Xi, E' ora che qualcuno negozi al posto di Zelensky.

1) Guerriglia a Milano, Trump: "In Italia e Francia colpa dell'immigrazione, l'avevo detto". 2) Trump apre a super vertice con Putin e Xi: "E' ora che qualcuno negozi al posto di Zelensky".

1) Guerriglia a Milano, Trump: "In Italia e Francia colpa dell'immigrazione, l'avevo detto".
Il presidente Usa risponde a una domanda dall'AdnKronos sugli scontri verificatisi negli ultimi giorni in Europa con le proteste degli studenti
"Le violenze in Italia e in Francia? Colpa dell'immigrazione, l'avevo detto". Così il presidente Usa Donald Trump ha risposto a una domanda dell'AdnKronos sugli scontri verificatisi in Europa tra studenti e forze dell'ordine. Milano, in particolare, è stata teatro di violenze e saccheggi tra sabato e domenica. "Si tratta di una polveriera pronta ad esplodere", ha aggiunto. "Ho visto quello che succede in Italia e in Francia, c’entra con l’immigrazione. E avevo detto a tutti che sarebbe successo. È una polveriera pronta a esplodere, è molto triste per me assistervi -ha detto ancora Trump- Noi abbiamo chiuso le frontiere, non entra nessuno e stiamo facendo uscire tutte queste persone. Tutti quelli che sono entrati illegalmente se ne stanno andando".

Poi, l'inquilino della Casa Bianca ha concluso: "Quello che è successo" in Italia e Francia "è che hanno lasciato entrare le persone, non le hanno fatte uscire e sono entrate a milioni. E sinceramente, sono Paesi diversi da quelli di dieci anni fa".

Parlando nello specifico della situazione francese, Trump ha dichiarato: "Parigi diventerà una città musulmana molto presto", sottolineando di aver messo in guardia il presidente francese, Emmanuel Macron. "Dovresti chiudere le tue frontiere, gliel'ho detto non appena l'ho incontrato. Ho detto: 'Stai facendo un grande errore'. Noi abbiamo chiuso le nostre frontiere. Lui no", conclude Trump.

articolo di di Iacopo Luzi

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2) Trump apre a super vertice con Putin e Xi: "E' ora che qualcuno negozi al posto di Zelensky".
Il presidente americano: "Se Putin e Xi vogliono un trilaterale in Cina a novembre, lo farò"
Il negoziato sull'Ucraina con Vladimir Putin ma senza l'Ucraina. E in particolare senza Volodymyr Zelensky. Donald Trump è pronto ad un super meeting con il presidente russo e con il presidente cinese Xi Jinping. L'occasione arriverà il 18 e il 19 novembre a Shenzhen, in Cina, dove è in programma il vertice della Cooperazione Economica Asia-Pacifico (APEC) fissato per il 18 e 19 novembre 2026.

"Se Putin e Xi volessero un trilaterale, lo farei. A novembre sarò in Cina per discutere della denuclearizzazione. E se riuscissimo a ottenerla, farei al mondo un favore enorme, davvero enorme", dice Trump rispondendo alle domande dei giornalisti alla Casa Bianca. Al tavolo con Putin e Xi, l'agenda comprenderebbe anche il conflitto in Ucraina. "Stiamo negoziando con Putin sull'Ucraina, non ho intenzione di interrompere il dialogo. Il presidente Xi è stato molto corretto sull'Ucraina finora, lo stesso nei confronti della Russia", dice.

Nuovo attacco a Zelensky
Il presidente degli Stati Uniti continua a puntare il dito contro Zelensky: il presidente ucraino è considerato dalla Casa Bianca il principale ostacolo alla conclusione della guerra. "Io sostengo la fine della guerra tra Russia e Ucraina. È il mio lavoro. E, francamente, Zelensky non sta aiutando molto. Credo che lui non voglia porre fine al conflitto, mentre io voglio evitare che la gente muoia", dice Trump. "Abbiamo dato moltissimo all'Ucraina", dice riferendosi alla fornitura di armi e alla condivisione di intelligence, che secondo il presidente americano non si è mai fermata. Trump respinge anche le accuse relative ad ordini espliciti per rallentare il funzionamento della rete satellitare Starlink, essenziale per le operazioni militari dell'Ucraina: "Non so chi sia stato, vorrei scoprirlo", glissa.

"Zelensky è un uomo che avrebbe dovuto risolvere questa guerra molto tempo fa. Se mi avesse ascoltato, avrebbe concluso un accordo molto migliore molto tempo fa e ora avrebbe un milione di persone in vita...", dice prima di sferrare l'ennesimo fendente: "Penso che sia ora che qualcun altro negozi per conto dell'Ucraina. Credo sia giunto il momento che qualcun altro tratti per conto dell'Ucraina", dice Trump, che nelle ultime settimane ha ripetutamente invocato elezioni in Ucraina per favorire un avvicendamento al vertice del paese. Quindi, la parziale frenata: "Farei qualsiasi cosa in mio potere per porre fine alla guerra, a prescindere da chi sia presente o meno", dice ancora.

Il super vertice piace a Mosca
L'ipotesi di un super vertice ristretto a 3 big piace al Cremlino, a giudicare dalle dichiarazioni del portavoce Dmitry Peskov. "Il tema di un ipotetico incontro tra Putin, Xi Jinping e Trump è stato menzionato tenendo conto del fatto che potrebbero partecipare al vertice in Cina. Nonn sono state formulate proposte concrete né intese riguardo all'incontro trilaterale né sul suo contenuto. La parte americana continua i propri sforzi di mediazione per la pace per la risoluzione della situazione in Ucraina, Mosca li apprezza molto", dice il portavoce di Putin.

Il dialogo Washington-Mosca procede ormai su un binario indipendente dalla guerra. Trump e Putin hanno raggiunto l'intesa per la fornitura di gas russo agli Usa, la Casa Bianca ha congelato le sanzioni nei confronti di Mosca. "Zelensky dice che sono dalla parte sbagliata della storia? Non sa di cosa parla...", taglia corto Trump, impegnato a cercare una nuova intesa con Putin: "Sto provando di ottenere il rilascio di un ostaggio" americano dalla Russia "e staremo a vedere cosa succederà. Sarà una questione che si risolverà a breve", dice Trump. "Naturalmente stiamo negoziando con lui anche sull'Ucraina, quindi non ho intenzione di interrompere le trattative proprio ora. Peraltro, ho il diritto di farlo in qualsiasi momento, con effetto immediato. Perciò, se le cose non dovessero andare come previsto, posso sempre farlo".

 

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