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Adnkronos - 1) Iran-Usa, segnali di tensione: Washington richiama personale da ambasciate Arabia, Emirati e Qatar. 2) Elezioni Usa, simulazioni e avvocati: la difesa dei dem contro le 'minacce' di Trump.

trump - Iran+Usa segnali di tensione, Washington richiama personale da ambasciate Arabia, Emirati e Qatar
trump_Elezioni Usa, simulazioni e avvocati - la difesa dei dem contro le 'minacce' di Trump.

1) Iran-Usa, segnali di tensione: Washington richiama personale da ambasciate Arabia, Emirati e Qatar. 2) Elezioni Usa, simulazioni e avvocati: la difesa dei dem contro le 'minacce' di Trump.

1) Iran-Usa, segnali di tensione: Washington richiama personale da ambasciate Arabia, Emirati e Qatar.
                                Netanyhau: "Bisogna rovesciare il regime di Teheran"
Segnali di tensione in Medio Oriente. Mentre Donald Trump non esclude una nuova offensiva contro l'Iran, gli Stati Uniti hanno ordinato a tutto il personale della propria ambasciata in Arabia Saudita e ai rispettivi familiari di lasciare il Paese, mentre il regno continua a essere bersaglio degli attacchi dei ribelli Houthi dello Yemen. Lo ha riferito all'Afp una fonte diplomatica, precisando che Washington ha disposto anche l'evacuazione dei familiari del personale delle ambasciate americane negli Emirati Arabi Uniti, in Giordania, Qatar e Bahrein. "A tutto il personale americano e ai loro familiari è stato ordinato di lasciare l'ambasciata degli Stati Uniti in Arabia Saudita", ha dichiarato la fonte.

Nelle stesse ore, le nuove dichiarazioni di Benjamin Netanyahu. "Il regime iraniano non ha ancora imparato la lezione" e "c'è solo un modo per rimuovere la minaccia una volta per tutte" ed è "rovesciare il regime in Iran", dice il premier Benjamin Netanyahu durante una cerimonia militare nel sud del paese. Secondo Netanyahu, "il regime iraniano non ha ancora imparato la lezione, Mojtaba Khamenei ha deciso di seguire le orme di suo padre" e "l'Iran sta ancora una volta tentando di sviluppare le sue armi di morte". "Quindi -prosegue - c'è solo un modo per rimuovere la minaccia una volta per tutte, rovesciare il regime in Iran, ed è la mia direttiva per Idf, Mossaf e agenzie di sicurezza".

Decine di caccia dell'aeronautica israeliana hanno sorvolato lunedì lo spazio aereo di Siria e Iraq, spingendosi fino al confine con l'Iran, in quella che Israele ha descritto come un'esercitazione militare con finalità di deterrenza, secondo la ricostruzione di Axios, che cita funzionari israeliani e americani. L'operazione ha coinvolto anche aerei da rifornimento e seguito una rotta compatibile con un potenziale attacco contro la Repubblica islamica, prima che i velivoli invertissero la rotta e rientrassero. Israele aveva informato preventivamente Washington dell'esercitazione, condotta a una settimana dalle elezioni israeliane del 27 ottobre.

Tuttavia, alcuni funzionari americani sospettano che Israele intendesse deliberatamente provocare una reazione delle difese aeree iraniane, nella speranza che Teheran aprisse il fuoco contro i caccia, fornendo così un pretesto per riprendere gli attacchi contro l'Iran. L'episodio arriva dopo le indiscrezioni, sempre riportate da Axios, secondo cui Netanyahu avrebbe sollecitato Trump a valutare una nuova offensiva contro l'Iran prima delle elezioni israeliane e delle midterm statunitensi. Trump, inizialmente favorevole all'ipotesi, avrebbe poi deciso di non procedere.

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2) Elezioni Usa, simulazioni e avvocati: la difesa dei dem contro le 'minacce' di Trump.
I leader democratici stanno preparando una risposta senza precedenti per arginare e prevenire interferenze o destabilizzazioni del processo elettorale

Gli scenari iniziano a delinearsi, il clima politico si fa sempre più rovente in vista delle imminenti elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, il 3 novembre, e i vertici del Partito democratico hanno deciso di non lasciare nulla al caso. Di fronte ai precedenti legati all’amministrazione di Donald Trump e alle tensioni istituzionali, i leader democratici stanno preparando una risposta senza precedenti per arginare e prevenire qualsiasi tentativo di interferenza o di destabilizzazione del processo elettorale, sia durante le operazioni di voto sia nelle delicate fasi successive di spoglio e di certificazione. L'obiettivo dichiarato è creare una rete di difesa volta a tutelare l'integrità del voto popolare da qualsiasi anomalia o abuso di potere da parte del governo federale.

Guidati da figure chiave delle due Camere - tra cui il leader della minoranza al Senato, Chuck Schumer, e il deputato Joe Morelle, a cui è stata affidata la regia dei preparativi alla Camera dei Rappresentanti - i Democratici hanno elaborato una mappatura esaustiva dei rischi, identificando oltre 150 potenziali minacce e criticità che potrebbero manifestarsi il giorno delle elezioni e nelle settimane successive. A porte chiuse sono state condotte diverse simulazioni pratiche (wargaming) con l’aiuto di esperti ed ex funzionari di governo per cercare di anticipare ogni possibile mossa dell'amministrazione. Tra gli scenari più temuti, vi è il possibile dispiegamento di agenti del Department of Homeland Security (Dhs), di truppe della Guardia Nazionale o di agenti dell'Immigration and Customs Enforcement (Ice) in prossimità o all'interno dei seggi elettorali, per intimidire alcuni elettori e impedire loro di votare.

Altra ipotesi: video falsi generati dall'intelligenza artificiale che potrebbero essere diffusi e resi virali per simulare presunti brogli elettorali e manipolazioni del voto, in modo che alcuni Stati possano richiedere interventi d'urgenza o annullare arbitrariamente le preferenze di alcuni elettori ritenuti non idonei. Uno dei timori è che funzionari federali sequestrino le schede con la scusa che i sistemi di voto siano stati compromessi da un attacco informatico perpetrato da avversari stranieri. "Queste sessioni non ci hanno solo aiutato a capire come sventare le minacce più eclatanti di Trump - ha dichiarato l’ufficio stampa di Chuck Schumer in una nota inviata ad Adnkronos, a seguito di una richiesta di commento - Sono state fondamentali per aiutarci a immaginare i molti colpi di scena che Trump e i suoi alleati potrebbero riservarci, permettendoci di individuare e colmare tempestivamente le falle nella nostra preparazione. I cittadini americani possono riporre fiducia nel fatto che siamo straordinariamente pronti”.

I Democratici hanno dovuto costruire da zero una struttura di sicurezza complessa e autonoma, un'impresa resa ancor più difficile dal fatto che – in un anno di midterm non presidenziale – non è presente la ricca dote finanziaria di un comitato nazionale dedicato alla campagna della Casa Bianca. Su impulso del leader della minoranza alla Camera, Hakeem Jeffries, l’apparato difensivo elettorale si articola su più livelli interconnessi. Innanzitutto, personale qualificato ed esaminatori civili saranno inviati presso i centri di voto chiave e le sedi di spoglio per tracciare e documentare in tempo reale eventuali anomalie o tentativi di ingerenza politica. Il principale studio legale del Partito Democratico, l'Elias Law Group, ha già avviato ben 85 contenziosi e cause elettorali in 41 Stati per tutelare il diritto di voto.

Le équipe di avvocati lavorano con ricorsi preventivi già redatti, pronti a depositare istanze di ingiunzione d'urgenza in tribunale in caso di sequestro delle urne o di tentativi illeciti di bloccare le operazioni. Stessa storia per quanto riguarda la possibilità che il governo federale schieri uomini armati o forze dell'ordine per l'immigrazione nei pressi delle urne. Per legge, è illegale farlo, salvo situazioni eccezionali di difesa da attacchi nemici esteri, e i Dem sono pronti a riaffermarlo di fronte ai giudici nei vari Stati. "Siamo tutti fondamentalmente preparati a essere dislocati in uno Stato con un preavviso di pochi minuti, di fronte a una minaccia o a un contenzioso imminente - ha spiegato Aria Branch, partner di Elias Law Group, alla Cnn - In pratica, abbiamo le valigie operative pronte per partire immediatamente".

La vasta rete difensiva assemblata dai Democratici supera i confini del mondo politico e include una stretta collaborazione con la società civile organizzata e con gruppi non partitici di tutela dei diritti civili. L'American Civil Liberties Union (Aclu) ha messo a disposizione un budget record di 25 milioni di dollari per l'operazione "Election Safeguarding", formando oltre 10.000 volontari, distribuiti prevalentemente nei sette Stati chiave, e sviluppando oltre 25 simulazioni di scenari. "In una democrazia, ogni elettore avente diritto ha il diritto di votare liberamente e di vederne rispettato l'esito - ha dichiarato ad Adnkronos Deirdre Schifeling, attivista della Aclu - Intimidire gli elettori è illegale, punto. Senza se e senza ma. Se ci sono militari, truppe o qualsiasi altra forza dell'ordine con lo scopo di intimidire gli elettori, si sta violando la legge”.

Tale piano di reazione rapida trova riscontro nei primi successi giudiziari ottenuti nel corso del 2026. Le corti d'appello e la Corte Suprema hanno già respinto diversi tentativi di stravolgere le modalità di gestione del voto per corrispondenza e hanno archiviato decine di denunce federali volte a far consegnare alle autorità centrali i dati e i registri elettorali statali riservati.

Lo sforzo dei Democratici ha scatenato una dura reazione da parte della Casa Bianca, che ha risposto accusandoli di alimentare paranoie infondate per distogliere l'attenzione dalle riforme volte a garantire l'integrità del voto. I portavoce dell'amministrazione Trump hanno contestato apertamente la strategia dell'opposizione, difendendo le iniziative legislative repubblicane come il Save America Act, che mira a introdurre requisiti stringenti sull'obbligo di esibire un documento d'identità con foto valido (Voter ID) per impedire che cittadini non americani votino. Sulle speculazioni relative all'invio dell'Ice o di forze d'assalto federali ai seggi, la Casa Bianca ha seccamente smentito l'esistenza di piani in tal senso, definendo tali accuse una mera narrazione dell'opposizione.

articolo di Iacopo Luzi

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