Al Label un anno di novità Ricordando l’anno passato
Le festività sono ormai passate e siamo tutti tornati a riempire le nostre settimane con il tram-tram della quotidianità. Ma abbiamo voluto chiudere il 2013 con qualcosa di speciale per spalancare le porte a questo 2014 con, ne siamo certi, una marcia in più.
Il Progetto Crazy T(h)ree Label è nato con l’intenzione di creare progetto un acceleratore di idee in grado di moltiplicare processi sociali e di assecondare la creatività giovanile attorno allo spazio Label.
Così tutto il mese di dicembre ha visto alternarsi, all’interno del nuovo spazio giovani, musicisti, artisti, digital addicted e curiosi, per un totale di circa 350/400 presenze.
“La partecipazione è stata inferiore alle aspettative, ma ci ha dato la grande possibilità di avvicinare a noi, tanti giovani in gamba. Le serate con i ragazzi della nostra sala prove, ad esempio i giovanissimi musicisti delle band Waywar6 o Into The Bridge sono state emozionanti! Vedere la voglia di mettersi in gioco, di divertirsi e di suonare, anche per un modestissimo pubblico, ci ha fatto capire che in città c’è terreno fertile per la creatività e per le nuove proposte.” Roberto Paladini, Responsabile dello spazio Label.
I laboratori digitali, curati dall’agenzia Larin Communication, hanno preceduto alcuni degli argomenti che entreranno a far parte di alcuni degli eventi più importanti per i Geek, come la social media week di Milano.
Pensiamo allo spazio Label come un luogo di aggregazione sociale per tutti, come un contenitore di proposte nuove proprio come lo è stato alla chiusura dell’anno passato. “Un ringraziamento speciale va al Comune, che ci ha permesso in tempi brevissimi di organizzare l’evento e agli artisti della Compagnia degli Zoppi, che hanno allestito in due stanze una mostra bellissima, toccando argomenti importanti come la guerra, la religione, l’anoressia, la violenza sulle donne e hanno coinvolto anche alcuni ragazzi delle scuole superiori. Le arti visive hanno un potere enorme sulle persone, speriamo in un futuro di poter offrire più spazio all’arte.”
Roberto Paladini










