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Ana Kramar, IL RITORNO – Storie migrabonde.

Domenica 2 marzo la presentazione ufficiale nella Galleria Decorarte Arte Antiquariato Design di Via Mazzini 94 ad Asola (MN).

È in uscita la nuova raccolta di racconti della scrittrice bosniaca Ana Kramar. Una raccolta di storie ambientate nella Sarajevo dilaniata dalla guerra, ma anche di vite perennemente costrette in una condizione di sospensione della propria identità. Affreschi tratteggiati da un lirismo della disperazione.

Questo libro è un puzzle: di ricordi, nostalgie, desideri, di perdite e di ritrovamenti. La scrittura di Ana Kramar nasce dall’esigenza profonda, umana ancor prima che letteraria, di ricostruire un mondo perduto, distrutto dalla guerra e dalla lontananza, ed è guidata da una vivida immaginazione che sopperisce ai ricordi, quando questi si rivelano incerti o troppo dolorosi. Eppure l’autrice non sfugge certo il dolore, anzi se ne serve per fondare una piccola epica dello sradicamento sulle macerie delle memorie; uno sguardo, al tempo stesso intimo e sociale, assolutamente vitale, a metà tra la disperazione e la speranza, tra il sogno e la reminiscenza. Persino la lingua “matrigna” di cui si serve è funzionale a questa volontà di ri-creare qualcosa che esca dalle secche del memoriale e che si presenta al lettore come un mondo concreto, coraggioso, che guarda al domani e a un’umanità interetnica finalmente pacificata dalla condizione comune della provvisorietà. Da queste storie migrabonde emerge una “potenza ombelicale”, un ponte personale e culturale sul quale Ana Kramar si muove con la disinvoltura di un’equilibrista. Un ponte sospeso ma “edificabile”, che ci rivela le qualità umane e artistiche di una scrittrice vera.

 

Il libro sarà presentato per la prima volta domenica 2 marzoalle ore 16.00 nella Galleria d’Arte Decorarte Arte Antiquariato Design di Franco Barosi in via Mazzini 94 ad Asola (MN).

 

Ilritorno... Quante volte nel corso del nostro vivere desideriamo, vorremmo tornare sui nostri passi, alle scelte fatte o a quelle non fatte, in luoghi antichi abbandonati e mai più rivisti o, se rivisti, non riconosciuti? Ana Kramar ha provato sulla sua pelle il dolore di chi deve andarsene via, il malessere del non ritorno e, forse, la delusione insita nel ritorno (sempre che esso possa avvenire). Un sentimento diffuso, che si spande sottile, (in)controllato, non voluto e pur necessario, intriso di disagio e nostalgia, ma anche calma. Ritorno come ricordo che si fa e sfa, sedimenta nel profondo, condiziona. Un’idea che dimora e staziona inquieta; un animale in gabbia cui un distratto guardiano può lasciare aperta la porta.

Il ritorno, un titolo semplice per un libro idealmente complesso, ma, nel contempo, di straordinario impatto emotivo. Ana Kramar un giorno ha lasciato la nativa Bosnia, laddove, nel cuore dell’Europa, ex Jugoslavia, si è consumata una stupida guerra, fatta di atroci episodi – come non ricordare la triste e trista vicenda di Srebrenica? Oltre ottomila esseri umani, ragazzi e adulti, massacrati e seppelliti senza nome in fosse comuni, un vero genocidio e crimine di guerra – e pulizia etnica (scrivesi pulizia, leggasi vergogna, in quanto una delle cose più sporche che abbiano mai colpito e travagliato l’umanità, la comune umanità che ci dovrebbe legare e non dividere).

 

 

Biografia autrice:

Ana Kramar è nata nel 1977 a Sarajevo, dove ha vissuto fino allo scoppio della guerra nel ’92. Da Sarajevo è migrata con la famiglia nel sud della Croazia, e lì è rimasta fino al ’96, vivendo nella casa dei nonni materni e terminando gli studi superiori.

Nel ’97 è giunta in Italia, e un anno dopo si è iscritta all’Università di Lingue e Letterature straniere di Parma. Si è laureata nell’ottobre del 2004 in Lingua e letteratura russa.

A vent’anni comincia a scrivere le prime poesie. Qualche anno dopo nascono anche i primi racconti brevi (Le due città, Le stanze rosse). Scrive in italiano e nella sua lingua madre, bosniaco-croata, cercando di preservare la sua identità slava.

Attualmente vive in Italia, lavorando come interprete e traduttrice di italiano, russo, croato e inglese.

Per Gilgamesh Edizioni ha pubblicato la raccolta di poesie Il passaggio fra le maniTaccuino delle sensazioni e la raccolta di racconti Il ritorno – Storie migrabonde.  

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