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Assaggi d’Este.

Il TCI Belluno ad Este

Assaggi d’Este.

Là dove si spengono nella pianura le ultime ondulazioni dei colli Euganei, l'atmosfera architettonica e la scena urbana di Este è data dal Castello carrarese. La cinta è intatta, a pianta quasi quadrangolare, lunga circa mille metri, a coronamento guelfo intervallata da 12 torrioni e torresini (in origine 14) e inerpicantesi sul pendio del colle, dove culmina con il mastio dotato di torre quadrata. Verso nord-est v’è un castelletto (o rocca del Soccorso), che fu in origine accesso, con quello attuale, alla fortezza. Ma in periodi pacificati, nel Sei-Settecento, furono le nobili famiglie veneziane a scegliere il luogo non solo per costruirvi dimore per la villeggiatura ma anche perché attratte dalla generosità delle sue campagne. Ne restano chiari esempi sia nel centro storico, vedasi ad esempio in piazza Maggiore il palazzo del Municipio, ricostruito nel XVII secolo sulle fondamenta di una costruzione più antica, sia nelle periferie immediate, quali ad esempio le ville Contarini del Principe alle balze del monte Cero, e Contarini degli Scrigni, detta "Vigna Contarena", entrambe costruite su progetto di Vincenzo Scamozzi. Tutto ciò nonostante le distruzioni causate dal terremoto del 1688 che colpì pesantemente anche il Duomo, ora grande mole in laterizio ricostruita sul precedente edificio, ma la cui facciata è rimasta incompiuta. Stessa sorte subì il campanile, datato 1740 su basamento del sec. VIII. Scenografico l’interno, a pianta ellittica con profondo presbiterio, dove sul dell'abside s’impone la grande pala S. Tecla intercede presso il Padre Eterno per la liberazione della città dalla peste del 1630, opera di Giambattista Tiepolo (1759). Ma a sorprendere il gruppo del TCI condotto dal console Eldo Candeago, non è stata solo la più nota monumentalità e ricchezza artistica di Este, quanto la diffusa e abbastanza insolita “staffetta generazionale” riscontrata nelle visite del mattino. Così è stato alla Este Ceramiche Porcellane, fabbrica di gran gusto e qualità nata nel 1893 e condotta dalla stessa famiglia sino all’attuale quarta generazione, o come al Salumificio Fontana avviato prima a Montagnana nel 1919 e poi aperto anche ad Este nel 1941, dando vita a una delle aziende storiche di questo comune, dove nella conduzione aziendale è già presente la terza generazione. Ciò non bastasse, a confermare questo speciale marchio estense nella conduzione delle attività economiche locali, s’è aggiunto nell’occasione della giornata Touring anche il locale scelto per il pranzo: al Leon d’Oro, infatti, tiene attualmente la barra la terza generazione, senza voler risalire ai bisnonni, proprietari dello scomparso Albergo Sasso, segno inconfutabile di un attaccamento al “mestiere” che rende merito alla tradizionale ospitalità di Este.

 

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