"Cervelli che contano" Giorgio Vallortigara , Nicla Panciera
Cervelli che contano è un libro di Vallortigara Giorgio e Panciera Nicla pubblicato da Adelphi nella collana Biblioteca scientifica
Giorgio Vallortigara e Nicla Panciera ci illustrano la differenza tra le due modalità, «continua» e «discreta», che caratterizzano «il senso del numero»: tra una computazione approssimativa (condivisa da tutti gli animali) e una più precisa e arbitraria (presente quasi solo nell’uomo). E dopo aver dispiegato prove sperimentali su un ventaglio sorprendente di specie – come i pulcini, che compiono operazioni aritmetiche «naturalmente e automaticamente» –, risalgono al passaggio evolutivo che ha portato il Sapiens all’elaborazione dei numeri astratti e a quel «salto simbolico» utile in principio per gestire lo scambio e il commercio e asceso via via alle vertiginose complessità formali e concettuali della matematica teorica.
Incontri con i numeri
Incontri con i numeri
18/12/2014 18:30
Cervelli che contano - Incontri
ingresso libero
Palazzo delle Esposizioni - Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 a, Roma
INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI
18/12/2014 18:30
Cervelli che contano - Incontri
ingresso libero
Giorgio Vallortigara e Nicla Panciera
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18/12/2014 18:30
Cervelli che contano - Incontri
ingresso libero
Giorgio Vallortigara e Nicla Panciera
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Quali sono le basi neurobiologiche della nostra conoscenza del numero? Sottostanti le capacità matematiche simboliche e discrete che si sono sviluppate in alcune società umane, giacciono, incarnate nell'attività dei sistemi nervosi, le radici non-simboliche della rappresentazione della numerosità. Basate sulla stima della quantità e sul continuo, esse sono osservabili anche nelle creature prive di linguaggio simbolico, i bambini più piccoli e gli animali.
Quali sono le basi neurobiologiche della nostra conoscenza del numero? Sottostanti le capacità matematiche simboliche e discrete che si sono sviluppate in alcune società umane, giacciono, incarnate nell'attività dei sistemi nervosi, le radici non-simboliche della rappresentazione della numerosità. Basate sulla stima della quantità e sul continuo, esse sono osservabili anche nelle creature prive di linguaggio simbolico, i bambini più piccoli e gli animali.
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