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Comitato Palestina – Feltre e Pace e Disarmo - Belluno: Incontro BDS

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Comitato Palestina – Feltre

Incontro e presentazione della RETE MONDIALE BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni)  alla CASA OPERAIA DI LENTIAI giovedì 10 luglio alle 20.30.

"Si vis pacem, para bellum" - “Se vuoi la pace, prepara la guerra”, è tornato a essere la cornice di tutti i discorsi istituzionali. Il segretario della Nato, afferma che:” Dobbiamo essere pronti a soffrire e morire insieme”. Si è creato un clima di assuefazione alla violenza dove le vere vittime sono i più deboli.

I potenti continuano a tradire i desideri di pace dei popoli con le false propagande del riarmo, nella vana illusione che la supremazia possa risolvere i problemi, quando la triste realtà è che il riarmo di una parte, richiama il riarmo delle parti antagoniste in una spirale senza fine che rende il mondo meno sicuro. Gli investimenti per le armi sono tolti i veri bisogni della madre terra e dei suoi abitanti  e arricchiscono multinazionali che hanno profitti maggiori del PIL di tanti stati sovrani.

Stiamo assistendo inermi alla decomposizione delle nostre democrazie, delle Nazioni Unite, dei valori costituzionali, della Corte Penale Internazionale, fioriti sulla catastrofe dell’ultima guerra per mettere la guerra fuori dalla storia. L’ipocrisia e la doppiezza della politica europea, che lascia impuniti gli “amici” e si accanisce militarmente contro i “nemici”, quando sono entrambi condannati per crimini contro l’umanità, aumentano le divisioni tra i popoli e diminuiscono la nostra credibilità internazionale.

Non possiamo che esprimere lo sdegno per l’indifferenza della politica europea rispetto al genocidio del popolo palestinese che è in corso da più di un anno e mezzo. Questo voltarsi dall’altra parte davanti a decine di migliaia di vittime innocenti, di sepolti sotto le macerie, di mutilati, di orfani, di affamati, di assetati e di civili privati di medicinali e ospedali, rappresenta il fallimento più atroce di ogni valore su cui si fonda la nostra civiltà. Nulla può giustificare il silenzio di chi avrebbe potuto fermare Netanyahu, ha scelto di non farlo e di essere complice.

Noi cittadini sembriamo impotenti, le voci pacate o radicali  di chiunque chieda via alternative alle armi sono inascoltate e ridicolizzate dai grandi della terra e dai poteri che li sostengono.

La relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati Francesca Albanese, ha pubblicato un rapporto in cui illustra i metodi con cui migliaia di aziende e colossi internazionali hanno aiutato Israele, in particolare dopo il 1967 a militarizzare i territori, a sostenere l’espansione israeliana e l’espropriazione dei palestinesi. Sono produttori di armi, aziende tecnologiche, imprese edili e di costruzione, industrie estrattive e di servizi, banche, fondi pensione, assicurazioni, università e associazioni di beneficenza. Molte multinazionali, anche dopo l’ottobre 2023, invece che disimpegnarsi, hanno moltiplicato gli sforzi per quella che Albanese chiama “economia del genocidio”.

L’incontro con un rappresentante nazionale del BDS si propone di aiutare i cittadini che acquistano o vendono prodotti alimentari, per l’igiene, farmaci, elettrodomestici, cosmetici, prodotti tecnologici, automobili, che vanno in banca, che si assicurano, che frequentano università a diventare consumatori critici e cioè a rifiutare tutti quei prodotti che sono legati ad aziende o gruppi finanziari complici del genocidio del popolo palestinese e di crimini contro l’umanità.  L’adozione di questa regola a livello mondiale “contribuisce a togliere linfa alle radici di queste enormi creature economiche complici di guerre e ultraviolenze che non hanno più parola e lingua per essere raccontate”. Questa consapevolezza ha un peso più che minimo ed è importante non solo per la Palestina, ma per tutti i popoli.

Francesca Albanese esorta anche gli Stati a imporre sanzioni e un embargo totale sulle armi a Israele e a sospendere gli accordi commerciali. Chiede anche alle aziende denunciate di sospendere le attività e pagare le riparazioni al popolo palestinese e spinge gli organi competenti a indagare coloro che hanno avuto un  ruolo nella commissione di crimini contro l’umanità.

Un piccolo esempio virtuoso a livello nazionale viene dal sindaco di Sesto Fiorentino che ha revocato l’acquisto e la vendita di prodotti israeliani a livello istituzionale. Auspichiamo che sia un esempio per tanti comuni italiani ed europei!

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Comitato Palestina – Feltre;   Pace e Disarmo - Belluno

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