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Da SegnoOnLine - Avelino Sala dialoga con Venezia

Avelino-Sala-Venezia

Il 5 settembre si è inaugurata a Venezia la personale di Avelino Sala, Anatomia di una natura morta, visitabile fino al 12 ottobre 2025.

La sede scelta – un’ex macelleria del sestiere di Castello, oggi trasformata nella galleria 10 & zero uno – diventa parte integrante del progetto: non un semplice contenitore, ma organismo vivo in cui architettura e tracce della storia dialogano con le opere.
L’esposizione si articola in tre nuclei. I coltelli da macellaio in vetro di Murano, realizzati dal maestro Marco Giuman, evocano la funzione originaria dello spazio ma, attraverso la fragilità del materiale, si trasformano in allegorie di memoria e precarietà. La collaborazione con il maestro vetraio non è una semplice trasposizione di un’idea, ma incontro tra intuizione artistica e maestria artigianale: il vetro, reso lama e al tempo stesso luce, diventa materia critica e poetica.

Una sequenza di piume, evocative dei colombi cittadini, ospita immagini di Venezia che spaziano dal passato storico e artistico alla vita quotidiana: scorci architettonici, dettagli pittorici, scene di vita urbana. La ripetizione seriale diventa strumento concettuale, riflettendo sulla persistenza e fragilità dell’immagine.
Infine, una mappa di Venezia trasformata in pesce, collocata nella cella frigorifera dell’ex macelleria, ribalta l’immaginario della città, restituendola come organismo vivo, sospeso tra memoria e metamorfosi.

Anatomia di una natura morta mostra la capacità di Sala di instaurare un dialogo profondo con lo spazio e con il pubblico, trasformando oggetti e materiali iconici in allegorie visive e strumenti critici. Venezia, così, smette di essere una semplice cartolina e si rivela città vitale, capace di sorprendere e raccontare storie attraverso l’arte.

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