Dolomiti Contemporanee - Casso, workshop sul Colore e la funzione degli oggetti trovati
Nella settimana del 18 maggio 2026, Marta Allegri, artista e docente di scultura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, come ogni primavera dal 2023, torna nel paese di Casso con un gruppo di nove studentesse del proprio Corso, per un laboratorio di ricerca artistica e sociale nel paesaggio, umano e ambientale, del Vajont e delle Dolomiti friulane.
Il progetto di quest’anno s’intitola Il colore è pericoloso.
il progetto si ispira esplicitamente ad un’opera molto nota di Pipilotti Rist, Ever is Over All(1997 installazione audiovisiva), Color is Dangerous. Attraverso di esso, tra le altre cose, si esplora la tintura naturale, com’era prima della scoperta del colore chimico da parte di William Henry Perkin nel 1856.
Dolomiti Contemporanee mette a disposizione il Nuovo Spazio di Casso per il lavoroquotidiano, che si svolge attraverso l’alternanza di esplorazioni territoriali e di conoscenza del paese di Casso dei suoi abitanti, con i quali le giovani artiste sviluppano dialoghi e relazioni,
Il gruppo viene ospitato nella Canonica, e questo è assai importante per cementare gli spiriti in uno spazio di vita comune, ringraziamo dunque Don Fabiano, che è salito da Longarone a salutare il gruppo al suo arrivo.
dice Marta tra le altre cose: … la mia intenzione è sempre stata quella di creare delle relazioni tra gli studenti del corso e una realtà così fragile nel suo territorio e così forte nelle storie degli abitanti. Senza soffermarsi esclusivamente sulla tragedia le nostre camminate spesso prevedono un’attenzione a tutto ciò che è in uno stato di trasformazione … il laboratorio si svolge, da anni, attraverso azioni come camminare, raccogliere, riparare, portare, cucire, stampare, dormire, … stare insieme per cinque giorni, condividere cibo e pensieri, è l’occasione per creare un gruppo …
Le studentesse hanno individuato e proposto un proprio tema di lavoro ulteriore, che le porta ad indagare la funzione, presente o perduta, compresa oppur no, di oggetti d’uso rinvenuti. A Casso, circolano ora per le case e le vecchie stalle, alla ricerca di oggetti e utensili del passato (o del presente? e nel futuro?). Ieri, Karim Manarin le ha condotte in visita all’ex latteria. Domani, saranno al Museo Etnografico degli Zattieri del Piave con Arnando Olivier. Reti territorio.
Qui di seguito, un loro testo programmatico.
Strumenti per ciò che non accade.
Da sempre l’ingegno umano architetta marchingegni per semplificarci la vita, per risparmiare tempo e forze, a partire da un’esigenza, un fine, un desiderio.
Investighiamo il concetto di utilità e inutilità attraverso lo strumento.
La relazione tra strumento e funzione non è così stabile come sembra. Alcuni strumenti, nel tempo, perdono il loro scopo e diventano inutili; altri sembrano nascere già privi di una reale necessità. Ma in base a cosa definiamo l’inutile? E soprattutto in base a chi?
Esistono strumenti per i quali il passare del tempo ci ha reso lo scopo non identificabile, la loro forma, un tempo perfettamente leggibile, diventa poco nitida a uno sguardo distante. D’altro canto vi sono strumenti, che quotidianamente utilizziamo, senza però comprenderne l’esatto funzionamento. Quando i processi interni di una macchina ci sono ignoti, cosa rimane del nostro controllo sugli strumenti? Si apre quindi una frattura tra uso, conoscenza e significato nel tempo.
La forma dello strumento, tuttavia, sopravvive alla sua funzione. Anche quando il suo scopo è esaurito, resta come traccia di un gesto, come memoria del corpo in movimento. Non esiste infatti una separazione netta tra umano e strumento: gli strumenti non sono semplici prolungamenti del corpo, ma partecipano alla costruzione delle nostre possibilità di azione e di pensiero.
In questo senso, lo strumento si colloca tra un momento di impotenza e uno di adattamento. È ciòzche nasce per colmare una mancanza, ma che, nel farlo, ridefinisce continuamente il nostro rapporto con il fare, con il sapere e con il tempo.
Studentesse Ababo coinvolte: Arianna Ricci, Mariachiara Cicerone, Anastasia Mammone, Alma Lanfredi, Chiara Ines Zanzi, Ida Chiara Giordano, Nicole Beraudy, Irene Prandi, Gaia Ziche.
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