Finta multa per eccesso di velocità: la truffa spopola nel Bellunese - Selezione articoli dal Corriere delle Alpi
Il raggiro arriva via e-mail. Le verifiche via internet, poi alla Polstrada: è un nuovo tentativo dei malviventi per sottrarre denaro
Sempre più ingegnosi, sempre più subdoli. I malviventi inventano ogni giorno nuove modalità per tentare di truffare le persone. Ci provano con finti sms, link diramati su whatsapp, mail che sembrano inviate dal portale PagoPa, ma che in realtà nascondono il tentativo di carpire i dati del cittadino. E i suoi soldi.
L’ultima frontiera delle truffe online, che si sta diffondendo anche nel Bellunese, è quella delle presunte infrazioni al Codice della strada. Arriva via mail, il mittente è “pagoPA . portale”, scritto esattamente così. PagoPa è la piattaforma nazionale per pagare in modo sicuro e tracciabile tributi, tasse, multe e servizi alla pubblica amministrazione (Comuni, per esempio). L’oggetto fa fare un balzo sulla sedia: “Avviso di iscrizione a ruolo esecutivo (Polizia Stradale)”.
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I raggiri sono in aumento, soprattutto quelli online. Ma con alcuni accorgimenti si può evitare di cadere nelle trappole e farsi sottrarre denaro
Nella mail il cittadino viene informato di non aver pagato una multa, e di avere 96 ore per regolarizzare la propria posizione (con sanzione maggiorata) per evitare l’applicazione di ulteriori oneri o provvedimenti amministrativi.
Il testo è dettagliato, pur con qualche errore di ortografia che dovrebbe insospettire. Ma che rischia di sfuggire, ad una lettura veloce. La mail-truffa di questo tenore arrivata ad una bellunese riporta la data della violazione, il limite di velocità della strada attraversata e la velocità rilevata. Non ci sono gli estremi della targa o della località (altri elementi che dovrebbero far scattare un campanello d’allarme).
In questo caso la strada era interessata da un cantiere dove il limite era 70 km/h e l’automobilista procedeva a 97. Nel testo si precisa che la multa non è stata pagata entro la scadenza (quale?) e “l’importo della sanzione è stato quindi rideterminato secondo quanto previsto dalla legge”. L’utente ha 96 ore per regolarizzare la propria posizione. Segue un link, da cliccare per pagare: “Paga con PagoPa”. Cadere nella trappola non è così remoto. Specie per quei cittadini ligi alle regole, che se prendono una multa la pagano subito.
La bellunese che ha rischiato di essere truffata ha cliccato sul link e ha scoperto che l’importo dovuto per la fantomatica sanzione era di 198 euro. «Ma poi si è aperto un collegamento a Western Union mi sono insospettita», racconta. Perché Western Union è una società che gestisce trasferimenti internazionali di denaro, non certo pagamenti alla pubblica amministrazione. «Ho controllato su internet se PagoPa fosse collegata a questo sistema, e non ho trovato riscontri».
Quindi ha controllato sul Portale dell’automobilista e sul sito di Agenzia delle entrate se risultasse qualche pendenza a suo carico. Ancora nulla. A quel punto il sospetto è diventato più che concreto. Ma per togliersi ogni dubbio si è recata al comando della Polizia stradale, dove gli agenti le hanno confermato che si trattava di una truffa, perché non sono queste le modalità per comunicare un mancato pagamento di una sanzione, e che non era la prima persona a segnalarla.
La donna ha rischiato di perderci quasi 200 euro, c’è mancato poco. La truffa è architettata in maniera tale da insinuare il dubbio, perché la data della presunta violazione risale a quasi due mesi prima, e vai a capire dove ti trovavi quel giorno. Il dubbio viene.
L’unico modo per non essere raggirati è non fidarsi. Leggere con attenzione, verificare errori di ortografia, la mail del mittente (spesso il dominio è sospetto). E, in ogni caso, contattare le forze dell’ordine, che possono chiarire ogni dubbio in merito.
Le truffe più diffuse
Fra le truffe online più diffuse negli ultimi tempi ci sono l’sms che indica che è stato effettuato o disposto un bonifico Nexi, e per confermarlo o revocarlo c’è da contattare un numero di telefono, e la truffa della ballerina (o della cantante).
Arriva via Whatsapp ed è particolarmente subdola, perché il messaggio proviene da un proprio amico o conoscente, qualcuno di cui si ha il numero della rubrica del telefono e che a sua volta è caduto nella trappola. Cliccando il link non si aiuta una bambina a partecipare ad un concorso: si dà accesso al proprio whatsapp ai truffatori. C’è chi ha dovuto cambiare numero di telefono per essere caduto nel raggiro.
Molto diffuse anche le mail con oggetto “convocazione giustizia”, in cui l’utente viene informato che “saranno avviate azioni legali nei suoi confronti, poiché i suoi dati Internet sono stati segnalati dal nostro sistema di sorveglianza per l’accesso a siti vietati”. Seguono link e/o numero di telefono. Nella categoria sms, infine, c’è il finto messaggio dal Cup dell’ospedale: telefonando al numero viene prosciugato il conto telefonico.
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articolo di Alessia Forzin











