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Gallerie dell’Accademia di Venezia - Lo sguardo profondo che svela la materia

Lo sguardo profondo che svela la materia

Si inaugura un nuovo spazio multimediale, pensato per integrarsi con il prestigioso laboratorio scientifico e di restauro che da anni costituisce uno dei cuori pulsanti dell’istituzione.

Il progetto, promosso dal direttore Dott. Giulio Manieri Elia, nasce da una visione lungimirante che coniuga l’investimento nelle competenze – sotto la direzione scientifica del Dott. Stefano Volpin, chimico del restauro – con l’adozione di strumenti tecnologici avanzati, al servizio della conoscenza e della conservazione del patrimonio artistico.

Al centro di questa rinnovata infrastruttura si trova il microscopio digitale 3D Hirox, raffinato strumento di analisi tecnica delle opere d’arte, reso disponibile grazie alla donazione della VeniceInternational Foundation. Progettato e realizzato in Giappone appositamente per il settore artistico, il microscopio consente un’osservazione che va ben oltre la superficie, offrendo una lettura scientifica capace di rivelare dati fondamentali per la comprensione, la datazione e l’attribuzione delle opere. Presente in numerosi musei e centri di ricerca a livello internazionale, lo Hirox resta ancora poco diffuso nel contesto italiano. Con la sua introduzione, le Gallerie si pongono all’avanguardia tra le istituzioni museali del Paese, promuovendo una diagnostica più accessibile, precisa e condivisa. Con un sistema di ingrandimento variabile da 6× a 320×, lo strumento coniuga compattezza, elevatissima risoluzione e un’eccezionale profondità di campo. Questa versatilità consente immagini nitidissime, sia in modalità manuale sia attraverso adattatori specializzati, offrendo una lettura minuziosa delle superfici e degli strati pittorici. Emergono così dettagli invisibili a occhio nudo: tecniche esecutive, materiali impiegati, processi di degrado, segni cronologici impressi nella materia. La creazione di questo spazio rappresenta una svolta non solo per il restauro, ma anche per la conservazione a lungo termine delle collezioni: grazie al monitoraggio costante, è possibile pianificare interventi mirati e strategie di tutela preventive. Scienza e tecnologia si fondono in un equilibrio virtuoso per un’attenzione al patrimonio più consapevole e approfondita.

Ma l’iniziativa non si rivolge solo agli specialisti. Uno degli obiettivi principali è coinvolgere anche il pubblico, trasformando l’esperienza museale in un percorso di esplorazione attiva. Attraverso il nuovo microscopio, il visitatore può accedere a un livello di osservazione finora riservato ai restauratori, penetrando nella materia dell’opera con una precisione sorprendente. Il museo diventa così luogo di rivelazione, dove lo sguardo si affina, la conoscenza si amplifica, e ogni dettaglio racconta una storia: il gesto dell’artista, la vita dell’opera, la sua trasformazione nel tempo.

Con questo progetto, le Gallerie dell’Accademia riaffermano il proprio ruolo non solo come custodi di un’eredità storica, ma come promotrici di una cultura aperta, dinamica e profondamente condivisa.

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