I CIPPI ROMANI DELLA VAL BELLUNA
Martedì 29 ottobre, alle ore 17.30 in Sala Bianchi a Belluno
PRESENTAZIONE DELLA TESI DI LAUREA "I CIPPI DELLA VAL BELLUNA", DI JACOPO TURCHETTO
Il 29 ottobre, alle ore 17.30 in Sala Bianchi a Belluno, l'archeologo Jacopo Turchetto presenterà la sua tesi di laurea "Qui nella Città, e per tutto il Territorio, non si faceva una volta consumo che di vin Bellunese.
Ancora due parole sui cippi della Val Belluna", discussa presso l'Università di Padova, corso di Laurea triennale in Topografia Antica. Durante la presentazione interverrà l'agronomo Michele Cassol.
I risultati della ricerca di Jacopo Turchetto sono stati già resi noti nel corso di un convegno specialistico tenutosi a Verona e pubblicati anche sui Quaderni dell'Archeologia. L'evento fa parte dei "Martedì del FAI", gli appuntamenti mensili organizzati dalla Delegazione di Belluno del FAI - Fondo Ambiente Italiano.
La ricerca è nata dalla volontà di chiarire una questione strettamente legata al territorio bellunese e a quello feltrino: vale a dire la funzione di una serie di blocchi di pietra, distribuiti in modo apparentemente casuale nella vallata ed interpretati dapprima come termini muti di centuriazione, poi come contrappesi di torchi di tradizione romana.
Una rinnovata lettura delle fonti latine e un confronto con altri blocchi simili rinvenuti sia in Italia sia in altri paesi mediterranei (Spagna, Francia, Grecia, Cipro) hanno escluso che si trattasse di elementi funzionali ad una suddivisione territoriale operata in epoca romana, confermando, invece, la seconda delle due ipotesi prospettate.
Ma allora, a che cosa servivano tutti questi torchi? Che cosa dovevano ‘spremere’? All’idea iniziale che fossero le noci ad essere state torchiate, si è sostituita l’ipotesi che in realtà tali macchine dovessero spremere l’uva. Si è cercato, quindi, di vedere se una produzione di questo genere fosse attestata nella nostra vallata. E quanto è emerso è che effettivamente essa era fiorente ed abbondante in epoca medievale/rinascimentale, tanto che tutti, nel Settecento, si rammaricavano del fatto che fosse stata abbandonata, forse a causa di una terribile gelata che avrebbe ucciso tutti i vitigni.
Rimaneva, tuttavia, aperta una questione non secondaria, quella della centuriazione. Le ipotesi circa la sua effettiva esistenza in Val Belluna, basate esclusivamente sulla disposizione e sulla distribuzione dei vari cippi, non erano più accettabili alla luce della riconsiderazione funzionale di questi blocchi di pietra. Del resto, la stessa analisi della cartografia storica e moderna, nonché delle fotografie aeree della zona non ha prodotto risultati concreti e le poche tracce rilevate non sembrano essere, per loro limitatezza e per loro distribuzione estremamente rarefatta, indicatori tali da permettere di giudicare sicura una simile ipotesi.
L'appuntamento è fissato quindi per martedì 29 ottobre alle 17.30 presso la Sala Bianchi di Belluno con ingresso libero.
Per informazioni:
FAI – Fondo Ambiente Italiano, Delegazione di Belluno
Mail: delegazionefai.belluno@fondoambiente.it










