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I fondi per tpl e ferrovie sono spesi male

Bottacin risponde a Reolon e Chisso: «I problemi sono nell’aver evitato la ristrutturazione del servizio, le gare e la dismissione delle società pubbliche»

«I fondi a disposizione della Regione Veneto per i trasporti non sono né tanti né pochi. Sono semplicemente spesi male». Diego Bottacin, capogruppo di Verso Nord, risponde così al collega del Pd Sergio Reolon e all’assessore ai trasporti Renato Chisso. Reolon ha accusato la Regione di aver ridotto le risorse per il trasporto ferroviario con conseguenze sul servizio. Chisso ha risposto che la Regione fa il possibile con l’attuale livello di trasferimenti statali. 

«Purtroppo», rileva Bottacin, «qui nessuno vuol fare i compiti a casa e la responsabilità principale è di chi governa da 20 anni». In cosa consistono i compiti a casa? E’ presto detto: «ristrutturazione del trasporto sia su gomma sia su ferro in tutta la regione, apertura al mercato con gare per assegnare la gestione del servizio, vendita e dismissione delle società pubbliche». 

Dal 1995, anno in cui si prevede per la prima volta l’affidamento dei servizi tramite gara pubblica con la legge 549, «in Veneto non ne abbiamo fatta neppure una». Solo per fare un esempio, ricorda il consigliere Bottacin, «la principale azienda pubblica veneziana dichiara ben 400 esuberi di personale. E’ assicurato che la mancanza di intervento in tali situazioni comporta che le risorse per i trasporti non saranno mai spese in modo efficace».

Inutile, conclude Bottacin,  «chiedersi come mai per produrre un chilometro di trasporto pubblico locale da noi costa quasi il doppio che negli altri paesi europei».

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