I soci Touring domenica 25 in Cadore
Al motto “Tiziano ma non solo….” una trentina di Soci Touring sono confluiti domenica scorsa dall’intero Veneto a Pieve di Cadore.
La ghiotta occasione di tornare ancora una volta fra i monti del Cadore, è stata generata dalla mostra Tiziano – Venezia e il Papa Borgia, dov’è esposto quello che cronologicamente viene ritenuto il primo capolavoro del Grande Cadorino. La mostra, promossa dalla Fondazione centro studi Tiziano e Cadore in occasione dei suoi primi dieci anni d'attività, dal Comune di Pieve paese natale del grande artista e dalla Magnifica Comunità del Cadore, è ritenuta una vera e propria indagine su un'opera chiave degli inizi di carriera di Tiziano Vecellio. E che quel dipinto, che ritrae il vescovo Jacopo Pesaro e Papa Alessandro VI davanti a san Pietro, ed eccezionalmente prestato dal Museum Voor Schone Kunsten di Anversa, sia davvero da indagare in tutti i suoi particolari lo ha ben dimostrato la studiosa Letizia Lonzi accompagnatrice del gruppo Touring. Una piccola-grande mostra, insomma, che se merita d’essere visitata, dev’essere anche contestualizzata per essere capita a pieno. Proprio a tal fine la giornata è stata strutturata facendo precedere l’ingresso in mostra dall’approfondimento sul tempo di Tiziano. Da qui la visita alla deliziosa casa del notaio Tiziano l’oratore, al salone della Magnifica ed alla chiesa arcidiaconale di Santa Maria Nascente, autentica galleria d’arte Vecelliana. Qui, poi, la fortuna d’incappare nel parroco monsignor Diego Soravia che ha volentieri concesso l’ingresso alla Sacrestia, ricchissima di opere d’arte che farebbero la gioia di molti musei. L’allestimento della mostra nel palazzo CosMo, non poteva che stimolare una visita ai piani soprastanti per conoscere un’altra pagina della storia cadorina: l’occhialeria. Visita rivelatasi davvero sorprendente e meritevole di successivi approfondimenti ma anche leva di curiosità per spingere il gruppo a recarsi là ove nacquero i fratelli Angelo e Leone Frescura, padri dell’occhialeria moderna. Rizzios, piccolissima borgata del comune di Calalzo, ebbe infatti in sorte di essere patria di uomini d'ingegno la cui fama ha varcato anche i confini nazionali. Oltre ai Frescura, che insieme a Giovanni Lozza fondarono la prima fabbrica d'occhiali del Cadore e d'Italia nel 1877, basti ricordare Alessio De Bon, archeologo denominato “rabdomante” delle strade romane e il tenente Giacomo Camillo De Carlo, nominato la "spia volante" (eccentrico viveur, amico di Gabriele D'Annunzio, ebbe un ruolo fondamentale nello svolgimento della Grande Guerra. A Serravalle di Vittorio Veneto, dove morì nel 1968, si visiti palazzo Minucci – De Carlo, rivelatore più di ogni cronaca della sua personalità). Ma Rizzios non è solo memoria. Al centro del borgo si trova, infatti, la chiesetta dedicata a Sant’Anna e a S. Giuseppe che stupisce per la qualità e quantità di oggetti sacri quasi tutti riconducibili al Seicento e che documentano la perseveranza di un frate, Innocente Frescura - originario di Rizzios - di arricchire la piccola chiesa di montagna con decine di reliquiari e tele doni di nobili veneti dediti alla confraternita dell’Immacolata Concezione. Si conserva anche la pianeta attribuita al cappuccino Padre Marco d'Aviano, che pare usò a Vienna nel 1863 nella messa prima della guerra contro i turchi. La borgata, inoltre, permette tuttora di osservare quali fossero le caratteristiche essenziali dell'antico insediamento abitativo cadorino.










