IL CTG – BELLUNO PER UNA PROPOSTA DI REGOLAMENTAZIONE DEI PRODOTTI FITOSANITARI
E’ in atto, soprattutto da parte dei trevisani, la colonizzazione del territorio meridionale del Bellunese finalizzata alle coltivazioni intensive dei vitigni del prosecco, incentivate da consistenti contributi pubblici.
La cosa non sarebbe di per sè grave se, per questo tipo di produzione, non si ricorresse a trattamenti inquinanti con seri problemi per la salute dei cittadini e per la biodiversità ambientale.
Tra i pesticidi usati c’è il glifosato che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha certificato come probabile cancerogeno, ma che la multinazionale Monsanto (già produttrice del DDT) continua a proporre agli agricoltori, trascurando il principio della precauzione.
Nel Trevigiano, durante il periodo delle irrorazioni, viene consigliato di non tenere aperte le finestre e di non far giocare i bambini all’aperto e si sono già verificati diversi casi preoccupanti di carattere sanitario e di inquinamento della falde acquifere.
La nostra provincia, ancora poco contaminata avrebbe i requisiti per una coltivazione di prodotti genuini e di qualità, come quelli promossi dal Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Per questo, diverse Associazioni e Comitati, sotto l’egida del Movimento Terra Bellunese, si sono attivati per spingere i Comuni ad adottare una regolamentazione dell’utilizzo dei prodotti fitosanitari, che vieti l’uso dei pesticidi più tossici e consenta produzioni meno invasive, considerando non solo il conseguimento del profitto, ma anche la sostenibilità sanitaria ed ambientale,.
Oltre una ventina sono i Sodalizi che hanno aderito alla proposta di regolamentazione e stanno raccogliendo le firme per darne forza.
Tra questi anche il CTG di Belluno che invita i propri soci e i cittadini ad aderire alla mobilitazione sottoscrivendo la petizione presso la propria sede oppure sul sito www.change.org/liberi-dai-veleni.










