LA PROIEZIONE ESTERNA DELL'UNIONE EUROPEA. IL RUOLO DELL’AZERBAIGIAN
Martedì 25 novembre si tiene a Venezia il convegno “La proiezione esterna dell’Unione Europea. Il ruolo dell’Azerbaigian nel Vicinato orientale”. I lavori si svolgeranno, a partire dalle ore 11, all’Università Ca’ Foscari di Venezia (Sala A di Palazzo Vendramin, Dorsoduro 3462).
Fino al 1991 l’Azerbaigian, uno stato del Caucaso meridionale, era una delle repubbliche che costituivano l’Unione Sovietica. L’Italia è stato uno dei primi paesi con cui l’Azerbaigian ha stabilito rapporti diplomatici, a capodanno del 1992. Fin da allora i rapporti economici si sono sviluppati in modo costante e crescente. Il settore trainante dell’economia dell’Azerbaigian è il comparto energetico, e l’esportazione del greggio avviene soprattutto attraverso la linea Baku-Tbilisi-Ceyhan, spina dorsale del transito petrolifero dal Caucaso verso l’Europa.
L’Italia non solo è il primo partner commerciale per l’export azerbaigiano, ma è un partner di tutto rilievo, con quasi il 27% del totale. Al secondo posto si collocano gli Stati Uniti, con l’8,4%, mentre la Germania è in terza posizione, con il 7%. A fronte delle importazioni di prodotti energetici, l’Italia esporta soprattutto macchinari e derrate. Va anche detto che l’Azerbaigian si è impegnato a internazionalizzare la sua economia, introducendo leggi e regolamenti favorevoli agli investitori esteri. Gli impegni si sono tradotti in provvedimenti concreti e così nuove opportunità di penetrazione commerciale sono emerse nel corso degli anni.
Le aziende del nostro paese mostrano interesse anche a comparti diversi da quello energetico: industria leggera, metalmeccanica e chimica, agricoltura e costruzioni. Importanti sono il settore della moda e quello dell’arredamento.
Ma l’Azerbaigian è anche un paese che riveste una importanza strategica per l’Italia e l’intera Unione Europa in un settore quale quello della sicurezza energetica del nostro continente. I recenti sviluppi alle frontiere orientali dell’Unione Europea, con la Federazione Russa che prima si è annessa la Crimea e poi ha proseguito nella destabilizzazione e aggressione militare dell’Ucraina, hanno posto in modo inderogabile all’Unione Europea la necessità di reagire allo sconvolgimento in corso e alla guerra portata nuovamente in Europa. Sullo sfondo, quale risposta alle sanzioni occidentali, veleggia il possibile l’utilizzo da parte di Mosca della cosiddetta “arma energetica”, ovvero l’eventuale riduzione dei flussi o addirittura la chiusura dei rubinetti del gas.
In questo scenario, l’Azerbaigian si ritrova nuovamente a svolgere un ruolo di primo piano. In passato, l’Unione Europea non era stata in grado di fare scelte indispensabili, riconoscendo le aspettative di Baku. Bruxelles ha infatti continuato a riproporre a Baku schemi obsoleti di accesso al mercato mentre la vera questione sul tavolo è il riconoscimento del ruolo dell’Azerbaigian quale partner strategico dell’Unione Europea.
L’Italia, inoltre, si trova a rivestire un ruolo importante quale terminale di arrivo, in Puglia, del gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline).
L’ambasciatore dell’Azerbaigian Vaqif Sadiqov, in una intervista rilasciata alcuni mesi fa all’Ansa, ha sostenuto che TAP costituisce “l’unico progetto realistico” per l’Unione Europea: “Certo, non possiamo competere in termini di volumi con la Russia, ma il gas che dal Caspio raggiungerà il cuore dell’Europa e il sud Italia, rappresenta l'unica alternativa concreta, immediata per l'Europa”. E ha aggiunto: “La scelta compiuta lo scorso anno dal governo di Baku, privilegiando la realizzazione del gasdotto che porterà il gas azero fino all’Italia nel cuore dell’Europa è stata di tipo politico, non certo economico. Avremmo potuto vendere quasi da subito il nostro gas ai nostri vicini. Sarebbe stato più semplice economicamente anziché vendere gas all’Unione Europea ed essere pagati fra cinque anni”.
Insomma, nella partita tra Mosca e Kiev, Baku si aspetta dunque che l’Unione Europea si muova con “maggior forza e coesione”, ma soprattutto che Bruxelles assuma un atteggiamento coerente in tema di sanzioni concernenti le violazioni dell’integrità territoriale: “Sanzioni che non sono mai state adottate contro Erevan nel caso dell’occupazione del Nagorno Karabakh”.
Alcuni di questi nodi vengono affrontati e discussi il prossimo martedì 25 novembre nel corso del convegno “La proiezione esterna dell’Unione Europea. Il ruolo dell’Azerbaigian nel Vicinato orientale”, che si terrà all’Università Ca’ Foscari di Venezia, a partire dalle ore 11 (Sala A di Palazzo Vendramin, Dorsoduro 3462).
Programma:
Introducono:
Vaqif Sadiqov, Ambasciatore della Repubblica dell'Azerbaigian in Italia
Michele Bugliesi, Rettore, Università Ca’ Foscari
Paolo Calvetti, Direttore del Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea, Università Ca’ Foscari
Modera: Aldo Ferrari, DSAAM, Università Ca' Foscari
Relatori:
Stefano Soriani (Ca’ Foscari): Integrazione economica e spazio europeo: vecchi confini e nuove frontiere a Est
Fernando Orlandi (Centro Studi sull'Azerbaigian, Levico Terme): Dopo l’Ucraina: l’Azerbaigian e l’Occidente
Michela Ceccorulli (Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa): Azerbaigian e Unione Europea: la rilevanza della border security
Carlo Frappi (Ca’ Foscari): Il ruolo dell’energia nelle relazioni tra Azerbaigian e Unione Europe
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