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L'AUSER DI BELLUNO PER IL VAJONT

Domani alle ore 12.00 sarà scoperta una targa nella sede di piazza Mazzini 11

Il 50° del Vajont non poteva che riproporre anche all’Auser tutti i dubbi ed i ricordi di una tragedia, in cui il “sapere” accademico ha colpevolmente sottovalutato le leggi della natura e condisceso all’interesse economico e politico del momento. Per questo, le Presidenze provinciali Auser, il regionale ed il nazionale hanno ritenuto doveroso  nel novembre scorso scegliere Longarone per la formale apertura dell’anno accademico 2013-2014 delle Università Popolari e dei Circoli Culturali. Nell’occasione, oltre alla doverosa deposizione nelCimitero Monumentale di Fortogna d’un omaggio floreale in memoria delle vittime, si ritenne di organizzare il convegno “Dopo il dramma del Vajont il territorio oltre la modernità”. Molti furono i contributi e le testimonianze portati all’attenzione e meditazione del folto pubblico presente nei locali dell’Ente Fiera per ascoltare gli interventi della presidente dell’Associazione Culturale Tina Merlin Adriana Lotto, il Sindaco e presidente Fondazione Vajont Roberto Padrin e il relatore ufficiale Mauro Varotto, professore associato di Geografia all’Università di Padova. Tutti interventi che pur nel ricordo dell’immane tragedia, hanno percorso la strada della proposta, cercando di porre al centro della riflessione alcune idee di sviluppo, nella convinzione che un ambiente salvaguardato e un territorio rispettato, possano offrire alle comunità locali forme anche occupazionali, in un momento di pesante crisi e di incertezze. Domani alle ore 12.00, per ribadire che per Auser è e sarà sempre impossibile dimenticare, per iniziativa dell’Auser regionale Veneto e del Territoriale Belluno, nella sede di piazza Mazzini 11, sarà scoperta una targa riportante la seguente dicitura: “Nell’indelebile ricordo della tragedia del 1963, questa sede dell’AUSER provinciale di Belluno è dedicata alle vittime, ai superstiti e ai soccorritori del disastro del Vajont”.

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