Linea d'ombra - "Confini da Gauguin a Hopper" il quinto approfondimento di Marco Goldin
la grande mostra, composta da oltre 120 dipinti in arrivo da quasi 50 musei di tutto il mondo, si svolgerà a Villa Manin (Passariano di Codroipo, Udine) dall’11 ottobre 2025 al 12 aprile 2026.
"Confini da Gauguin a Hopper" - Prevendite e prenotazioni già attive (biglietto.lineadombra.it oppure 0422 429999, biglietto@lineadombra.it).
Marco Goldin, che ha ideato e curato la mostra, continua la sua rubrica in sei puntate per annunciare e presentare la mostra stessa nella sua QUINTA PUNTATA
La quinta area della mostra presenta un fatto fuori dell’ordinario, quando la ricerca dei confini non porta gli artisti verso la dimensione del lontano - come abbiamo visto nella precedente puntata soprattutto con Gauguin, ma non solo - e sono invece quei confini a farsi prossimità, vicinanza, confidenza d’immagini altrimenti distanti. In mostra ci sarà una quarantina di straordinarie xilografie giapponesi, raccolte in due successive sequenze per non esporre troppo a lungo alla luce quei fogli preziosi. Provengono da un’unica collezione privata, con i maggiori nomi dell’ukiyo-e, da Utamaro a Eisen, da Hokusai a Hiroshige.
E' la cultura figurativa giapponese, tanto affascinante, che sposta il proprio confine in Europa, con quei colori che resteranno memorabili. È soprattutto negli anni sessanta del XIX secolo, subito dopo l’apertura del Giappone al mondo, che la conoscenza dell’arte di quel Paese diventa centrale in Europa e molte delle grandi Fiere espongono centinaia, o a volte migliaia di oggetti e manufatti. La Francia, senza alcun dubbio, è la nazione che più di ogni altra vede nell’arte giapponese una fonte di enorme suggestione, come questa occasione dimostrerà. Nell’Esposizione Universale di Parigi del 1867 vengono presentati oltre cinquemila fogli con xilografie a colori. La maggior parte tra essi era stata commissionata per la circostanza, ma naturalmente faceva bella mostra anche una selezione dei maestri storici, da Utamaro a Hokusai a Hiroshige. L’Esposizione ebbe un enorme successo e più di nove milioni di persone la visitarono. Gli artisti europei, ma anche americani, venivano in possesso a Parigi delle xilografie giapponesi, acquistandole soprattutto nel negozio di un mercante tedesco, Sigfried Bing, che grazie a legami familiari fu per molto tempo l’unico a procurarsele direttamente in Giappone. Bing è citato più volte nella corrispondenza di alcuni tra i pittori che saranno in mostra, a cominciare da Monet e Van Gogh, i quali possedevano molte centinaia di quelle xilografie. L’arte, e quella francese in primis, ne fu ampiamente toccata. Il confine si tendeva al di là degli oceani e raggiungeva chi aveva lo spirito giusto per accogliere quel mondo incantato.
A presto, per la sesta e ultima puntata!
Marco Goldin
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