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Linea d'ombra - "Confini da Gauguin a Hopper" - la mostra in sei puntate firmate da Marco Goldin

Gustave Courbet, L'onda, 1869, Edimburgo, National Galleries of Scotland, donata da Sir Alexander Maitland in memoria della moglie Rosalind, 1960 © National Galleries of Scotland

la grande mostra Confini da Gauguin a Hopper, composta da oltre 120 dipinti in arrivo da quasi 50 musei di tutto il mondo, si svolgerà a Villa Manin (Passariano di Codroipo, Udine) dall’11 ottobre 2025 al 12 aprile 2026.

Marco Goldin, ideatore e curatore della mostra, inizia una rubrica in sei puntate per annunciare e presentare "Confini da Gauguin a Hopper".

PRIMA PUNTATA
Comincia un piccolo viaggio che farà conoscere una mostra davvero straordinaria, con un’incredibile serie di capolavori in arrivo da tanti musei di tutto il mondo, dopo oltre due anni di lavoro e preparazione. Il tema del “confine” è articolato in alcune macro aree all’interno delle quali si svilupperanno poi quelli che potremmo definire sotto capitoli.
La prima sala della mostra, nell’Esedra di Levante del tutto ristrutturata e trasformata dalla Regione Friuli Venezia Giulia, nel complesso dogale di Villa Manin, ospiterà, con otto capolavori, un vero e proprio sommario dell’intero percorso espositivo. Che sarà poi un immenso viaggio nella meraviglia della pittura del XIX e del XX secolo, sia in Europa sia in America. La sala inaugurale quindi, a sua volta suddivisa in due distinte zone.         Nella prima, a dominare lo spazio, un autoritratto di Vincent van Gogh che giungerà in Europa in prestito per la seconda volta soltanto. Segnerà il senso più profondo - e chi se non lui - del confine interiore riferito al proprio volto. Sulle pareti laterali, campeggeranno due tra i maggiori pittori del secondo Novecento: Anselm Kiefer a rappresentare l’idea di un orizzonte proprio post vangoghiano, nel superamento di una linea lungo una strada che si fa confine dilagante. Davanti a lui lo strepitoso orizzonte psicologico astratto di Mark Rothko, in cui l’immagine diviene spazio assoluto.
   Nella seconda zona della prima sala a giganteggiare sarà soprattutto il paesaggio. Infatti, gli elementi geografici del mare, del cielo e della montagna sono in questa mostra il raggiungimento che conduce verso i confini di uno spazio che spesso si allinea all’immenso. Dunque, in questo sommario vedrai una delle più belle versioni della famosissima Onda di Gustave Courbet e l’unione di montagne e cielo in un artista forse meno noto al grande pubblico, ma meraviglioso, come lo svizzero Ferdinand Hodler tra fine Ottocento e inizio Novecento.
Il giardino. Il luogo in cui i confini si fanno raccoglimento, apparente chiusura e invece attraverso il cielo diventano larghissima immensità possibile. Non c’è alcun altro giardino nella storia dell’arte, se non quello di Claude Monet a Giverny, che annuncia in questo modo la presenza suadente del confine che si tende fino all’estremo limite. In questa prima sala una vasta tela di Monet racconterà la trama damascata degli iris accanto allo stagno miracoloso delle ninfee.
In chiusura, verrà evocato il senso dell’altrove, dunque la ricerca di un confine che si tende sempre più in là. Se, nel succedersi delle stanze successive, sarà ovviamente Paul Gauguin l’assoluto protagonista di tutto ciò con una serie bellissima di quadri molto famosi, qui il compito di rappresentare l’altrove è invece affidato a Pierre Bonnard, con uno dei suoi paesaggi provenzali. Perché non serve andare sempre in Martinica o a Tahiti, ma l'altrove lo si trova per esempio nel sud della Francia, meta desiderata, come è capitato anche a Van Gogh, a Monet, a Cezanne, che infatti si vedranno nelle sale seguenti.
Infine, un capolavoro di Edward Hopper darà precisa e poetica indicazione a uno dei capitoli di maggiore interesse e suggestione dell’intera mostra, quello relativo al rapporto tra le figure e lo spazio circostante. Si tratta della ricerca immaginata di un confine che passa attraverso lo sguardo. Hopper, sulla scia di una tradizione che in America già da metà Ottocento aveva messo al centro proprio il rapporto tra figura e spazio infinito, più di ogni altro sembra giungere a immagini di straniante bellezza.

Prevendite e prenotazioni già attive (biglietto.lineadombra.it oppure 0422 429999, biglietto@lineadombra.it).

A presto per la seconda puntata!

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Linea d'ombra S.r.l. - società unipersonale - Strada di Sant'Artemio, 6/8 - 31100 Treviso - Italia

 

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