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Linea d'ombra - "Confini da Gauguin a Hopper" l'ultimo approfondimento di Marco Goldin

Caspar David Friedrich, Viandante sul mare di nebbia (1818; olio su tela, 95 x 75 cm; Amburgo, Hamburger Kunsthalle)

Marco Goldin, ideatore e curatore della mostra, conclude la sua rubrica in sei puntate per annunciare e presentare la mostra stessa: SESTA PUNTATA

La grande mostra Confini da Gauguin a Hopper , composta da oltre 120 dipinti in arrivo da quasi 50 musei di tutto il mondo, si svolgerà a Villa Manin (Passariano di Codroipo, Udine) dall’11 ottobre 2025 al 12 aprile 2026. Prevendite e prenotazioni già attive (biglietto.lineadombra.it oppure 0422 429999, biglietto@lineadombra.it).

La sesta e ultima area della mostra è praticamente impossibile da sintetizzare in una newsletter, tanto ampia quanto è da occupare per intero uno dei due piani dell’Esedra di Levante di Villa Manin. Con una sessantina di opere vale la metà esatta del percorso. Insomma, una mostra da sola questa sezione straordinaria intitolata I confini e gli elementi naturali. È dedicata alla combinazione dei vasti elementi naturali - la montagna, il mare, il cielo - come il segno più schietto del confine nell’universo. Sempre siamo chiamati, nella nostra esplorazione degli spazi, a cercare in questi elementi dell’universo il senso di un confine che talvolta ci sgomenta per la sua dilatazione cosmica.
Il confronto tra la pittura americana dell’Ottocento e quella europea dello stesso secolo troverà il suo punto forse più alto nella parte dedicata all’immagine della montagna. È un primo elemento che caratterizza la dimensione eroica del confine ricercato in natura e dentro sé stessi. La figura di Caspar David Friedrich, l’immenso artista romantico tedesco, campeggerà al principio, con un paio di versioni delle sue montagne dipinte, una delle quali immersa nella nebbia del mattino. L’ispirazione romantica legata a quella rappresentazione tornerà prestissimo nella pittura americana già sul finire degli anni venti dell’Ottocento con Thomas Cole, e poi con pittori come Albert Bierstadt e Sanford Robinson Gifford.
Ma è chiaramente con Cezanne e la sua iconica montagna Sainte-Victoire che questa rappresentazione in mostra toccherà il suo acme, con una splendida versione dal museo di Cardiff. È una vera e propria località sacra, fatta di forza e di spirito quella realizzata dal maestro di Aix. I monti dipinti da Ferdinand Hodler sentiranno forte proprio l’esempio cezanniano e sempre sulle alpi svizzere sarà Giovanni Segantini, anche lui presente, a saldare l’immagine delle vette con l’eterno della natura.
Il secondo, grande elemento che segna un confine da percorrere e attraversare è quello del mare. Anche in questo caso il punto di partenza è il romanticismo, questa volta quello di William Turner. Saranno diversi i suoi quadri in esposizione, sia quando il suo mare è solcato da velieri che vanno verso l’orizzonte, sia quando mare e cielo si confondono entro modalità quasi astratte, sia infine, in un quadro molto famoso, quando il sole cala sotto la linea che divide cielo e mare.
Dall’altra parte della Manica giganteggerà la figura di Gustave Courbet, con alcune tele di incredibile suggestione e atmosfericità che ritraggono le sabbie di Normandia. Quadri con il segno dell’eterno. A Courbet succede ovviamente per filiazione diretta Claude Monet, anche lui presente con alcuni dipinti sempre sulle coste di Normandia fra Pourville e Varengeville. Quindi si entra nel pieno Novecento, con le opere di Pierre Bonnard, Emil Nolde e Nicolas de Staël, in una sequenza mozzafiato che avrà come segno cromatico l’arancio del tramonto.
Infine, l'immagine del cielo che rappresenta per antonomasia il luogo di un confine che il pittore spinge sempre più in là. È con il principio del XIX secolo che esso assume una forma autonoma e indipendente e non è più soltanto uno dei luoghi possibili della rappresentazione storica. Si partirà con la triade ricordatissima dei pittori romantici di punta, ancora Friedrich e Turner, questa volta assieme a John Constable. Alle sue opere si ispirò Eugène Boudin, il maestro di Monet. Di Boudin, isolati su una parete, si vedrà una serie di piccoli studi a olio, realizzata sul motivo sulle spiagge di Normandia. A seguire, i cieli domestici degli impressionisti, da Monet a Alfred Sisley a Camille Pissarro.
Saranno indimenticabili, te lo assicuro, le sale conclusive della mostra. Il passaggio tra Ottocento e Novecento sarà segnato dai cieli dipinti da interpreti incredibili, da Edvard Munch ancora a Monet, da Piet Mondrian a Edward Hopper a Emil Nolde. Fino alla transizione verso quei cieli piatti di De Staël sopra la Senna a Parigi per giungere ai cieli interiori di un pittore immenso e definitivo, Mark Rothko.

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Linea d'ombra S.r.l. - società unipersonale - Strada di Sant'Artemio, 6/8 - 31100 - Treviso - Italia

 

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