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L’ULTIMO SEGRETO DI BUZZATI: IL DIALOGO SOSPESO CON L’ALDILÀ

Domenica 29 luglio ore 20.30, San Martino di Castrozza (TN) Lucia Bellaspiga giornalista di Avvenire e Sara di Santo sul palco del Sass Maor (San Martino di Castrozza, TN) per una tavola rotonda che chiude le celebrazioni buzzatiane. Modera don Ottone Rinaldo.

Si concluderanno domani a San Martino di Castrozza (TN) le celebrazioni per il quarantesimo dalla scomparsa di Dino Buzzati. “Ricordando Buzzati. 1972 – 2012”: la manifestazione, promossa da Circolo Cultura e Stampa Bellunese ed Ideas Communication in sinergia con l’Associazione Internazionale Dino Buzzati, per sette giornate ha promosso tra i territori delle Provincie di Belluno e Trento. Un omaggio corale fatto dalle “sue” montagne al grande giornalista che si chiuderà domani con due appuntamenti.

 

Alle 18.00 presso Galleria Orler a San Martinoasta dei nove bassorilievi in legno ispirati alle tavole buzzatiane de I miracoli di Val Morel Le opere sono state realizzate da insegnanti, allievi ed ex-allievi della Scuola del Legno di Sedico e portano le firme di noti artisti bellunesi quali Beppino Lorenzet. Il ricavato della loro vendita sarà devoluto all’Associazione Internazionale Dino Buzzati e alla Scuola del Legno.

 

Alle 20.30 il Centro Congressi Sass Maor ospiterà la tavola rotonda “L’ultimo segreto di Buzzati”. Sul palco due relatrici d’eccezione: la nota giornalista ed inviata speciale di Avvenire Lucia Bellaspiga, autrice tra gli altri del volume “Dio che non esisti ti prego. Dino Buzzati, la fatica di credere” (ed. Ancora), e Sara di Santo Prada, docente di Lingue e civiltà italiana presso l’Istituto di Management Europeo degli Affari di Besancon ed autrice del volume “Il coraggio della Bontà” dedicato all’inedita amicizia tra Buzzati e il fondatore di Nomadelfia don Zeno Saltini. A moderare l’incontro don Rinaldo Ottone, già docente presso la Pontificia Università Gregoriana e preside del Liceo Linguistico di Cortina d’Ampezzo.

 

L’incontro sarà occasione per approfondire un aspetto di Dino Buzzati meno noto ma di assoluto interesse. Spiega Luigino Boito, presidente del Circolo Cultura e Stampa Bellunese: “Nell’opera di Buzzati si rivela un dialogo sospeso con l’aldilà. Lui, autore considerato agnostico, fu forse più profondamente credente di quanto si è a lungo ritenuto”.

Dichiara l’ideatore della manifestazione Ivano Pocchiesa: “Ripetutamente negli scritti di Buzzati si trovano espressioni rivolte al divino. Non sappiamo quanto siano profonde; con la serata di San Martino vogliamo proprio capire fino a che punto rispecchiassero il suo intimo pensiero”.

Afferma a questo proposito Lucia Bellaspiga: “Di solito scrivere un libro sulla spiritualità e il senso del divino in uno scrittore ateo è impresa ardua perché il materiale scarseggia. Nel caso di Buzzati il problema è opposto: non c’è pagina che non sia carica di trascendenza e di tensione verso un mondo parallelo, superiore a quello in cui viviamo, che Buzzati costantemente sente sopra di sé anche se non sa che nome dargli” (da Dio che non esisti ti prego – Dino Buzzati, la fatica di credere ed. Ancora).

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