Mostra Dalla memoria alla coscienza della vita libera e civile
inaugurata per il Giorno della memoria 2012 E' prorogata fino al 23 marzo
orari: lunedì - venerdì ore 9.30 - 13.00
con accesso dall’entrata dell’Archivio di Stato, via Santa Maria dei Battuti, 3
la Mostra si può visitare anche nei pomeriggi di
lunedì, mercoledì e giovedì ore 15.30 - 17.30, previo appuntamento.
visite guidate: grazie alla presenza e alla disponibilità di due stagisti, studenti universitari, si organizzano visite guidate alla mostra per classi e gruppi di persone.
La Mostra documentaria offre l’occasione per conoscere direttamente, in originale o copia fotografica, carte e atti d’archivio relativi alle persecuzioni contro gli ebrei e i militari italiani, di ogni orientamento politico, che furono deportati nei campi nazisti.
L’Archivio di Stato, coerentemente con le sue finalità, intende mettere a disposizione di studiosi e cittadini, giovani in primo luogo, le testimonianze della nostra storia e dei tragici momenti attraversati dal nostro Paese e dall’Europa.
In questa provincia le dimensioni dello sterminio furono inferiori a quelle di altre città, in cui tradizionalmente risiedevano importanti comunità ebraiche. Ma le carte del Gabinetto di Prefettura attestano, nella apparente normalità delle quotidiane procedure burocratiche, l’inesorabile effetto progressivo delle leggi razziali nella vita di chi risiedeva nel territorio bellunese e la concreta attuazione delle norme di controllo sulla razza e sulla fede religiosa fino alle deportazioni nei lager, nel susseguirsi di prescrizioni, circolari, telegrammi, richieste ai funzionari pubblici di eseguire accertamenti, redigere elenchi di uomini, donne e bambini, soprattutto stranieri.
Altre carte ancora intendono riportare all’attenzione la condizione di alcuni ebrei che vivevano e lavoravano a Cortina d’Ampezzo e quella degli ebrei stranieri internati a Mel. A differenza degli ebrei stranieri residenti a Mel, deportati in massa ad Auschwitz, molti tra quelli internati in altri centri della provincia di Belluno riuscirono a fuggire e a salvarsi.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la Prefettura di Belluno, la Scuola comunale di musica “Antonio Miari” di Belluno, e con la partecipazione dell’ANA, Associazione nazionale Alpini – Gruppo di Vallada Agordina, Sezione di Belluno.










