OTELLO di William Shakespeare
Sabato 31 marzo e domenica 1 aprile 2012 h 20:45 Tib Teatro STAGIONE DI PROSA 2011-2012 Teatro Comunale di Belluno
Sabato 31 marzo e domenica 1 aprile 2012 h 20:45
OTELLO
di William Shakespeare
con Massimo Dapporto, Maurizio Donadoni e Lucia Lavia
Info e prenotazioni
Venerdì 30, sabato 31 marzo e domenica 1 aprile Teatro Comunale (0437-940349) dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20.
Nuova Scena - Arena del Sole - Teatro Stabile di Bologna
in collaborazione con Estate Teatrale Veronese
OTELLO
di William Shakespeare
traduzione, adattamento, regia Nanni Garella
con Massimo Dapporto, Maurizio Donadoni, Lucia Lavia, Federica Fabiani, Woody Neri, Matteo Alì
scene Antonio Fiorentino
luci Gigi Saccomandi
costumi Claudia Pernigotti
foto Raffaella Cavalieri/Iguana Press
La gelosia è un mostro dagli occhi verdi che dileggia la carne di cui si nutre
(W. Shakespeare, Otello)
Otello, come Lear e Macbeth, è sceso nell’abisso, è giunto sino in fondo, ha vissuto l’esperienza umana della gelosia fino all’estremo. Shakespeare è l’unico autore, dopo i drammaturghi greci, che realizza tragedie vere, e Otello, nella storia teatrale è una delle poche vicende conosciute universalmente dal pubblico dall’età romantica in poi.
Il regista Nanni Garella racconta che nell’Otello, alla fine, perdono tutti, i nobili e i malvagi: Desdemona, Emilia, Roderigo assassinati, Otello suicida, Iago travolto dai suoi stessi inganni e dalle sue trame scellerate. Tutti fanno scelte sbagliate. Il mondo non ritrova il suo equilibrio dopo l’atto estremo di Otello e il sacrificio di sua moglie: come dopo un’eclissi di sole e di luna, l’uomo resta sotto un cielo vuoto.
Per Otello il mondo è bello, gli uomini sono nobili, e giustificano la loro esistenza nella lealtà e nell’amore. Per Iago il mondo è abietto e volgare e gli uomini sono come animali, carogne che si divorano l’un l’altro. Da un lato – conclude Garella – c’è un’idea del mondo e della natura umana che volge lo sguardo alla convivenza, alla bellezza e all’armonia. Dall’altro la totale assenza, machiavellica, di ideologia, il pragmatismo empirico più spregiudicato.
Questo avvincente spettacolo è un grande dibattito, profondo e appassionante, sulla natura umana.










