Eventi, avvenimenti, manifestazioni, mostre di arte a Belluno e provincia

PRESENTAZIONE DELLA TESI DI LAUREA SU CESARE VECELLIO, DI GIORGIO REOLON

Il 28 gennaio alle ore 17.30 in Sala Bianchi a Belluno, Giorgio Reolon presenterà la sua tesi di laurea "A Cesare quel che è di Cesare. Studio su alcuni aspetti dell’opera e dell’ambiente di Cesare Vecellio, tra pittura, incisione e moda", discussa presso l'Università Ca’ Foscari di Venezia, Facoltà di Lettere e Filosofia.

Durante la presentazione interverrà la storica dell'arte Letizia Lonzi.
L'evento fa parte dei "Martedì del FAI", gli appuntamenti mensili organizzati dalla Delegazione di Belluno del FAI - Fondo Ambiente Italiano.

 

In questo lavoro Giorgio Reolon si occupa dell’artista Cesare Vecellio, vissuto tra 1521 e 1601, indagando, come dice il titolo, la sua opera e l’ambiente attorno alla sua figura di artista. Figura che viene sempre associata a quella del cugino Tiziano e soprattutto alla sua raccolta di costumi, Habiti antichi et moderni, edita una prima volta nel 1590 e una seconda nel 1598, illustrata con un ampio corredo di immagini incisorie.

La ricerca unisce i due campi della produzione di Cesare: la parte pittorica e la parte incisoria.

Mentre la produzione pittorica è da circoscrivere nella sua terra d’origine, il Bellunese, la produzione incisoria va ricercata in Venezia, dove abita e dove gestisce una tipografia, in contrada San Moisé.

La tesi inquadra nuovamente l’attività di questo artista, rivaluta la sua arte e la sua figura.

Uno degli obiettivi di questo lavoro è stato quello di inserire Cesare in una dimensione storica e di allargare il campo di studio all’ambiente, ovvero il contesto.

Una rilettura, dunque, dell’opera di Cesare, una nuova indagine alla luce degli studi recenti, che prende in considerazione più punti di vista, una lettura duplice: in senso orizzontale, aperta al contesto storico, artistico, culturale, religioso, sociale, e in senso verticale, con al centro le immagini, i contenuti e i significati.

Partendo da questa tesi Reolon ha tratto vari saggi, alcuni dei quali sono apparsi su “Dolomiti”: Note su alcune fonti silografiche per Cesare Vecellio pittore (2010), Note sulla Corona di Cesare Vecellio (2010), Note sulle pale d’altare di Cesare Vecellio (2011), Appunti sulla pittura “profana” di Cesare Vecellio (2011), Un dettaglio di Cesare Vecellio. Proposte di lettura (2011), “Miracolo del mondo”. Immagine e celebrazione di Venezia negli Habiti di Cesare Vecellio (2012), Il rapporto Tiziano - Cesare Vecellio negli studi recenti (2012). Sull’ "Archivio storico di Belluno Feltre e Cadore" è invece apparso Fonti incisorie per Nicolò De Stefani e Cesare Vecellio (2012).

 

L'appuntamento è fissato quindi per martedì 28 gennaio alle ore 17.30 presso la Sala Bianchi di Belluno con ingresso libero.

Per informazioni:

FAI – Fondo Ambiente Italiano,  Delegazione di Belluno

Mail: delegazionefai.belluno@fondoambiente.it

CENNI BIOGRAFICI SU CESARE VECELLIO

 

Cesare Vecellio (Pieve di Cadore, 1521 circa - Venezia, 1601), pittore e stampatore, coinvolto, come altri artisti della sua epoca, nella produzione di incisioni, fu cugino di secondo grado con Tiziano Vecellio. Fino al 1570 non si sa nulla della sua attività. Per la parentela con Tiziano è da ipotizzare un periodo di formazione e collaborazione nella bottega del maestro cadorino, da collocare grossomodo negli anni Quaranta e Cinquanta del Cinquecento. Dal 1570 al 1600 è documentata una sua autonoma attività di pittore, così come di stampatore e incisore a Venezia. La gran parte della sua produzione pittorica appartiene a un circuito di committenza ecclesiastica, ma realizzò anche opere per una committenza privata (come i ritratti e gli affreschi per la famiglia Piloni, a lui attribuiti) e civica-istituzionale (per il Consiglio dei Nobili di Belluno e per la Magnifica Comunità di Pieve di Cadore). È autore dell’importante e famoso trattato di costumi Habiti antichi et moderni (1590 e 1598) e del volumetto Corona delle nobili et virtuose donne (1591-1596) che raccoglie disegni e modelli di merletti. L’ambito culturale e artistico di Cesare è sicuramente veneziano: egli attinge non solo all’opera di Tiziano, ma anche a quella degli artisti veneti e veneziani attivi a Venezia nella seconda metà del Cinquecento (in particolare Paolo Veronese e la bottega dei Bassano) e degli altri pittori Vecellio, in primis Francesco (con molte opere nel Bellunese). Non dobbiamo poi dimenticare l’ambiente pittorico locale bellunese e l’apporto di pittori e incisori nordici presenti in laguna alla fine del secolo. Molti stimoli e spunti gli erano offerti da materiale grafico e, soprattutto, incisorio.

Cesare Vecellio realizzò molte pale d’altare per le chiese della sua terra d’origine: infatti la sua intera produzione pittorica, conosciuta e documentata, è da circoscrivere in un’area geografica che occupa principalmente Val Belluna e Cadore. Ciò nonostante egli era iscritto alla corporazione dei pittori veneziani, l’Arte (o “fraglia”) dei Depentori, i figurer come venivano chiamati i pittori veri e propri: infatti, tra i molti nomi che compaiono nella lista dei membri della fraglia, risulta essere iscritto anche un «Cesare sul campo de San Moisé, 1584-1595». Questo Cesare potrebbe essere identificato proprio con il nostro Cesare Vecellio: risiedeva a Venezia già alla data 1570 e lo troviamo a esercitare l’attività di incisore e stampatore proprio a San Moisé, «in Frezzaria nelle case de i Preti». A Venezia però non è documentata alcuna sua opera pittorica ma solo incisoria.

 

Utilizzando questo sito web, acconsenti all'utilizzo di cookie cosa sono
menu
menu