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RIFUGIO NO HARLAN

Comunicato stampa congiunto di FRECCIA 45, ENPA Sezione Monza e Brianza ed AMICICANI

 Nell’ultimo giorno di febbraio, le Associazioni FRECCIA 45, ENPA Sezione Monza e Brianza ed AMICICANI danno avvio al RIFUGIO NO HARLAN, in supporto alle attività di I-CARE.
Negli ultimi mesi, la vivisezione e la sua auspicata abolizione sono al centro delle lotte animaliste. Sempre più testate giornalistiche hanno dato e danno spazio a temi sino a pochi mesi fa quasi sconosciuti, ma i 600 centri connessi alla vivisezione esistono in Italia da moltissimi anni.
Dopo GREEN HILL, l’attenzione mediatica si è spostata su HARLAN, la multinazionale con tre sedi in Italia e con un allevamento ed una quarantena nel cuore della Brianza: a Correzzana.
Il movimento europeo contro la sperimentazione animale è in constante ascesa e lo scorso 19 gennaio, ben 17 città hanno manifestato contro la vivisezione nello stesso giorno.
Ed è con HARLAN che si vuole proseguire.
FRECCIA 45, ENPA Monza e Brianza ed AMICICANI, in supporto al progetto di I-CARE di recupero di animali sottratti a torture ed a morte certa dei laboratori, hanno deciso di impegnarsi in prima persona avviando un rifugio alle porte di Milano: il RIFUGIO NO HARLAN.
Il nostro obiettivo è cercare di salvare il maggior numero di animali destinati alla vivisezione, iniziando da HARLAN, il cui allevamento si trova a pochi chilometri di distanza” spiega Susanna Chiesa, Presidente di FRECCIA 45.
"Sono sempre di più le sperimentazioni su animali che vengono bloccate grazie all'applicazione di metodi scientifici moderni e innovativi”, continua il Dott. Massimo Tettamanti, Coordinatore Europeo dell'International Center for Alternatives in Research and Education, I-CARE, “Il numero di animali salvati dalla morte in laboratorio è, di conseguenza, in continuo aumento e abbiamo raggiunto quota 9681. Per questo motivo è fondamentale aumentare il network di rifugi in grado di ospitare questi animali per una prima riabilitazione, e in alcuni casi, per la successiva adozione".
Riteniamo che la collaborazione fra più associazioni permetta di raggiungere obiettivi più ambiziosi. L’intento comune sarà di: salvare il maggior numero possibile di animali destinati alla vivisezione o provenienti dai laboratori di ricerca che la praticano, nonché coinvolgere nel progetto le associazioni animaliste di ogni tipologia, poiché tutti gli animali hanno bisogno di protezione e quindi non solo quelli ospitati nei rifugi da esse gestiti” concludono i responsabili di ENPA Sezione Monza e Brianza.

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