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SegnoOnLine - Da Gonzalo Borondo a He Wei

Gonzalo Borondo - Clessidra 2023 - Courtesy of Fondazione THE BANK ETS - Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea

Fino all’8 Marzo 2026 Fondazione The Bank (ETS) di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, presenta Da Gonzalo Borondo a He Wei. Nuove prospettive della pittura contemporanea dalle recenti acquisizioni di Fondazione The Bank ETS, a cura di Cesare Biasini Selvaggi, con il patrocinio della Provincia di Vicenza, della Città di Bassano del Grappa e il sostegno di Integra Business Consulting

La nuova proposta di The Bank – Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea – è un armonico allestimento delle recenti acquisizioni della Fondazione. Il percorso espositivo presenta oltre sessanta lavori realizzati da quarantanove artisti, oggi già parte di un patrimonio di oltre milleduecento opere, con cui l’ente prosegue lo studio e la ricerca sulle espressioni artistiche del nostro tempo. La Fondazione The Bank, costituita nel 2023, è la prima istituzione nazionale no-profit dedicata esclusivamente alla pittura contemporanea, centro di ricerca e di formazione specialistica, con l’obiettivo di avvicinare un pubblico sempre più ampio all’arte di figura, sia italiana che internazionale.

L’istituzione affonda le sue radici nella raccolta conosciuta come “The Bank”, in quanto esposta dal 2019 all’interno di un’ex filiale della Banca Commerciale Italiana a Bassano del Grappa, edificio riqualificato da un accurato intervento di recupero architettonico e strutturato con competenza per divenire Galleria-Museo privato, oggi sede della Fondazione. Il Presidente Antonio Menon è molto chiaro nell’esprimere l’obiettivo della Fondazione: il voler contribuire alla diffusione della cultura in Italia attraverso la pittura e la scultura contemporanea selezionata.

Alcune parole del Presidente Menon: «Questa esposizione non vuole essere solo una vetrina delle nostre ultime acquisizioni, ma una vera e propria dichiarazione di intenti sul futuro della pittura». «Le nuove opere entrate nella nostra collezione ci permettono di ribadire e rafforzare il ruolo della Fondazione come centro di promozione e studio della pittura contemporanea. Il cuore di questa mostra è il nostro impegno costante nel mecenatismo verso le nuove generazioni. Crediamo che sia nostra responsabilità fondamentale non solo preservare l’arte, ma anche investire attivamente in essa, fungendo da sostegno per gli artisti spesso all’inizio del loro percorso. Affiancare il lavoro di giovani talenti e di outsider – le voci più vivaci e non convenzionali del dibattito odierno – a quello di artisti già affermati, significa costruire un ponteessenziale tra passato, presente e futuro. In questo modo, la Fondazione THE BANK ETS non si limita ad ampliare una collezione, ma contribuisce attivamente a valorizzare il dinamismo e la pluralità delle tendenze attuali. Continueremo con convinzione su questa strada: promuovere nuovi sguardi per sostenere un ecosistema dell’arte generativo e audace».

GLI ARTISTI PRESENTI
Riccardo Albiero, Luca Andreatta, Alessandro Bazan, Alessandro Bellucco, Giovanni Bongiovanni, Gonzalo Borondo, Ariel Cabrera Montejo, Chiara Calore, Nicola Caredda, Alberto Castelli, Guglielmo Castelli, Grazia Cucco, Paolo De Biasi, José Victor De Castro Negreiros, Nebojša Despotović, Marco Fantini, Andrea Fontanari, Rachele Frison, Emanuele Giuffrida, Federico Guida, Laika, Israel Larios, Iva Lulashi, Marco Luzi, Andrea Martinelli, Matteo Massagrande, Silvia Mei, Michele Moro, Laura Omacini, Manuel Pablo Pace, Sergio Padovani, Luca Pignatelli, Davide Quartucci, Leo Ragno, Agostino Rocco, Paul Rog, Raffaele Santillo, Chiara Sorgato, Nazar Strelyaev-Nazarko, Cristiano Tassinari, Lorenzo Tonda, Giuseppe Vassallo, Nicola Verlato, Daniele Vezzani, He Wei, Pete Wheeler, Liu Xuanzhu, Jacopo Zambello, Gahel Zesi.

UNA FONDAZIONE CHE ORGANIZZA PROGETTI IN ALTRE SEDI
È importante comunicare che per sostenere la libera visione delle numerose opere costituenti il patrimonio della Fondazione The Bank, affinché possano essere viste in più contesti, vengano allestite esposizioni anche in altre sedi istituzionali in tutto il territorio italiano. Per quanto riguarda invece le motivazioni di un’attenzione privilegiata data alla pittura, penso che mai come oggi lo sguardo dell’umanità abbia il desiderio profondo di recuperare dall’antichità confronti e dibattiti che hanno reso celebri le arti figurative; poiché com’è noto, formule, sentenze, schemi del mondo classico, continuarono ad agire per secoli, ripresi o travisati da infinite riletture, innamorate o filologiche, esemplari o storicizzanti. La Fondazione The Bank sceglie e promuove opere che valorizzino la figura umana nella sua espressione contemporanea, a volte legata al mondo antico, ma non prigioniera di un ormai spesso diffuso scivolamento d’identificazione con invadenti schemi concettuali e terminologici dell’analisi psichica.

LA RICERCA DI UNA PITTURA D’UMANITÀ
In questo contesto le opere selezionate per rappresentare la ricostruzione del – vero – nel periodo storico in cui viviamo, si compongono di competenze interdisciplinari: attingono principalmente dall’arte ma anche da molti altri ambiti di studio. Le personali esecuzioni di ogni autore, nelle quali sia più o meno evidente l’aver salvato una schematicità o una struttura dal passato, hanno comunque guardato a tradizioni dalle forme visive potenti per una comunicazione di modelli vivi, ossia sintetizzatori di insegnamenti offerti da casi celebri dalla fama larghissima. Scegliere opere d’arte che comunichino per immagini, possiede una grande forza nell’ottenere un più diretto primo coinvolgimento di chi osserva; questo perché vi è l’uso di un linguaggio universale in grado di toccare livelli funzionali ad una comprensione non solo concettuale, ma soprattutto emozionale. La pittura di figura crea storie di rapporti tra l’artista e il proprio mondo circostante, ma queste immagini-chiave o idee-guida così apparentemente disponibili, rivelano d’essere dense di un gioco di cui l’artista si serve.

LA PITTURA DI FIGURA E LA POTENZA DELLA FORMA
L’esecuzione della forma visiva, un tempo risolutiva in quella perfetta perché in relazione di armonia e simmetria, ha lasciato oggi più spazio ad un equilibrio delle masse plastiche, dipinte o scolpite, in rapporto diverso con il modello eseguito rispettando precise misure corporee. Nella pittura di figura della Collezione di Fondazione The Bank, potremmo considerare anche scelte in cui il consapevole e intenzionale rinnovamento di un antico modo di vedere, sia stato in grado di passare attraverso punti essenziali di una concezione tradizionale della figurazione a forme. Questo attraversamento del tempo, fatto di partecipazione intima nella costruzione di una propria individualità, ha creato linguaggi di simboli e messaggi per una pittura dalle inedite intensità, riflesso dell’imprevedibilità della vita reale. Un contenitore di leggi universalmente riconosciute e riconducibili ad un lavoro orientato all’espressione autentica di differenti visioni e forme d’ascolto.

FIGURA NON È COMUNICAZIONE VELOCE
Le rappresentazioni in pittura dell’umanità contemporanea sono forme con variabili oscillazioni: subordinate all’apporto diversamente prepotente degli stimoli alla riflessione, o che dovrebbero evolversi dalla specialistica verità della forma a favore di un luogo d’incontro di tensioni tecniche, ideologiche dell’Arte e dell’Altro. Per fare un esempio basti pensare ad una delle forme letterarie più ricche che ci restano dal mondo antico: l’ékphrasis, il componimento poetico, verso quadri o statue, di tutta la meraviglia del poeta di fronte alla bellezza della figura, e l’ammirazione sconfinata per la bravura dell’artista che si concentra nella monotonia dell’affermazione: par vero!
Due parole comprensibili e risolutive, ma che si rivelano dense di insidie e di difficoltà. Questo perché la mimesi sembrerebbe essere una sorta di modalità utile per la comunicazione veloce ed efficace, vista anche la pressante esigenza di mercato; ma essere e sembrare sono enigmi della conoscenza.

L’ARTE COME ATTIVITÀ LIBERA
Aristotele (Stagira, Grecia, 384 o 383 a.C. – Calcide, Grecia, 322 a.C.) parla di arti come attività libere e coscientemente finalizzate; con caratteri specifici, classificabili, da considerare come il punto di partenza necessario per la descrizione corretta da farsi in un’adeguata valutazione dell’opera e del suo funzionamento. Una logica squisitamente trattatistica per dichiarare l’importanza di definire l’interpretazione della realtà rappresentata come un processo in buona parte autonomo, non schiacciato sull’oggetto ma ricondotto alla sua tecnica, alle abilità e alle competenze dell’esecutore. Per attribuire al gesto una corretta narrazione ai fini dello studio delle opere, è necessario saldare nel racconto la qualità formale in sé, con la totalità umana di senso. La modalità non dovrà essere invadente, non dovrà soffrire di invadenze terminologiche, non dovrà subire quelle forzature che molto spesso annullano la consistenza figurativa.

UNA RIVOLUZIONE SILENZIONA A FAVORE DELLA PITTURA DI FIGURA
Cesare Biasini Selvaggi, curatore della mostra e Segretario Generale della Fondazione, afferma che gli artisti sono: «Cultori della qualità e del ritorno al mestiere, gli autori qui selezionati mostrano, ancora una volta, la rivoluzione silenziosa della pittura, in particolare di quella figurativa, la sua capacità di rinnovarsi nel tempo in forme sempre più attuali, muovendosi sui sentieri accidentati quanto effimeri del presente in divenire. […] 49 artisti che praticano una pittura d’après per reincantare il mondo con evocazioni simboliche della realtà, racconti metaforici non lineari, allusivi e allucinati. A cui si aggiungono percezioni fiabesche con scorribande visionarie tra i secoli e tra gli abitanti della fantasia di ogni tempo, e una memoria immaginifica che, alla David Lynch, riduce talvolta le figure e i paesaggi a immagini tanto essenziali da vacillare sul confine dell’astrazione. Senza, tuttavia, mai rinunciare all’ironia, a riferimenti impertinenti, alle critiche sociali, e senza dimenticare – per dirla con le parole del critico Alfredo Cramerotti – che La pittura non riguarda le idee, ma piuttosto è essa stessa il soggetto dell’opera».

LA MOTIVAZIONE DI UNA PERSONALE SELEZIONE
Credo possiate immaginare quanto sia sempre difficile, nel contesto di una presentazione di numerose opere in esposizione, dover proporre solo una selezione dei lavori presenti. La giustificazione addotta alla scelta è rivelare che per sé ogni sguardo non segua una gerarchia di valori assoluti, ma scelga le produzioni considerandole nella loro totale estensione, e in relazione alla personale percezione di quanto l’artista abbia partecipato intimamente alla sua opera.

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Da Gonzalo Borondo a He Wei. Nuove prospettive della pittura contemporanea dalle recenti acquisizioni della Fondazione THE BANK ETS - A cura di Cesare Biasini Selvaggi - Fondazione THE BANK ETS – Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea - Via Orazio Marinali 52, Bassano del Grappa (VI) - Fino all’8 Marzo 2026
Orari: Sabato e Domenica 16:00>19:00 o su appuntamento. - Aperto il 27, 28 Dicembre 2025 - Chiuso il 3, 4 Gennaio 2026 - Ingresso gratuito

Informazioni: M. +39 335 718 0804 | info@fondazionethebank.org | www.fondazionethebank.org | www.facebook.com/thebankcontemporaryartcollection | www.instagram.com/fondazione_the_bank

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