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Selezione articoli da Adnkronos - Ucraina, Putin pronto all’escalation: l'attacco all'Europa e il timore di una "mobilitazione invisibile"

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Secondo 007 occidentali, e il Cremlino sta predisponendo le condizioni amministrative per arruolare migliaia di russi dopo le elezioni di questo fine settimana

Vladimir Putin si prepara a intensificare la guerra contro l’Ucraina e ad aumentare gli attacchi ibridi contro gli alleati di Kiev in Europa. È l'allarme rilanciato dal quotidiano britannico 'The Telegraph', secondo cui fonti dell'intelligence occidentale ritengono che il Cremlino stia predisponendo le condizioni per una possibile nuova mobilitazione: Mosca si prepara a integrare le forze armate, messe a dura prova dal conflitto in corso ormai da oltre 4 anni e mezzo. La Russia, tra morti e feriti, perde migliaia di uomini ogni mese. "In certe zone del fronte, l'aspettativa di vita dei soldati che arrivano è di 20-30 minuti", la brutale sintesi del generale Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto degli Stati Uniti.
Si tratterebbe, secondo il Telegraph, di una sorta di 'mobilitazione invisibile', dopo le elezioni di questo fine settimana, al termine delle quali migliaia di russi potrebbero essere arruolati. Nel frattempo, i leader europei hanno avvertito che la guerra ibrida del Cremlino contro l’Occidente potrebbe intensificarsi. Emmanuel Macron, presidente della Francia, ha reagito ordinando un piano per proteggere le infrastrutture critiche e le industrie della difesa del Paese da possibili sabotaggi. Il premier polacco Donald Tusk ha avvertito che la Russia starebbe pianificando attacchi missilistici contro i Paesi che sostengono l’Ucraina, aggiungendo che Mosca potrebbe descrivere gli episodi come "incidenti" per mettere alla prova l’Alleanza Atlantica.
Nei giorni scorsi Varsavia ha dovuto far decollare i propri caccia durante un massiccio attacco russo contro l'Ucraina occidentale, mentre gli aeroporti di Rzeszow e Lublino sono stati temporaneamente chiusi. E il 14 settembre un caccia italiano impegnato nella missione Nato in Lituania ha abbattuto un drone entrato nello spazio aereo lituano.
L'allerta sale ad un paio di settimane dalle rassicurazioni fornite da Donald Trump dopo l'ultimo colloquio con Putin: "Non attaccherà nessun paese Nato", la sentenza del presidente americano.

La mobilitazione invisibile
La Russia, a caccia della spallata in una guerra sempre più complessa, potrebbe integrare le forze armate attraverso un rafforzamento delle procedure di reclutamento su base contrattuale senza ricorrere necessariamente a nuova mobilitazione di massa come quella annunciata del 2022.
Una fonte di un'intelligence occidentale citata dal Telegraph ha spiegato che sono in corso "preparativi amministrativi" che renderebbero possibile una mobilitazione qualora il leader russo decidesse di procedere in questa direzione. Tra le persone coinvolte ci sarebbero anche individui in attesa di processo, persone con debiti o studenti in difficoltà con il percorso universitario. La stessa fonte ha però precisato che una mobilitazione generale non viene considerata lo scenario più probabile, anche perché avrebbe un costo politico elevato e potrebbe creare ulteriori problemi all'economia russa. Le fonti hanno inoltre citato documenti russi che mostrerebbero attività nei centri di reclutamento e prove del fatto che alcuni cittadini russi starebbero cercando di trasferire denaro e beni all’estero per evitare la coscrizione.
Se Putin dovesse ordinare una mobilitazione, sostengono le fonti, il suo obiettivo potrebbe essere rivolto tanto all’Europa quanto all’Ucraina, consentendo a Mosca di schierare le proprie forze in nuove basi lungo il confine occidentale della Russia con la Nato.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva già affermato in precedenza che le valutazioni dell'intelligence di Kiev indicavano la possibilità che Mosca potesse richiamare altri 300mila uomini.

I rischi
La stessa fonte consultata dal quotidiano britannico ha aggiunto che una simile misura sarebbe "politicamente molto rischiosa" per Putin e potrebbe essere "altamente destabilizzante" per un’economia russa già sotto pressione.
Secondo i funzionari, inoltre, sarebbe "discutibile"» che la Russia possa utilizzare davvero 300mila nuove reclute nell’immediato, poiché le forze armate "non dispongono dell’equipaggiamento" necessario per dotare un numero così elevato di persone.

Il nodo della Nato e degli Stati Uniti
A complicare il quadro ci sono anche le discussioni sul futuro della presenza militare americana in Europa. Secondo il materiale riportato dal Telegraph, al Pentagono sarebbe allo studio una possibile riduzione delle truppe statunitensi presenti nel continente. Le indiscrezioni parlano di un ritiro compreso tra 25mila e 40mila militari, oltre alla riduzione della presenza di aerei militari, navi e armamenti nel continente. Se il piano venisse attuato, si tratterebbe della riduzione più significativa della presenza americana in Europa, oggi composta da circa 80mila militari, dai tempi della fine della Guerra Fredda negli anni Novanta.

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articolo di Arianna Menotti

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