SOS...SALVIAMO IL CEDRO
A Belluno, sul sagrato della Chiesa dei SS. Gervasio e Protasio, si trova un bel Cedro del Libano, che costituisce un ornamento di un pregevole monumento tutelato dai Beni Ambientali.
Risulta ufficialmente che, per motivi che non conosciamo, si voglia abbattere questo albero secolare, che fa ormai parte della fisionomia del paesaggio e della memoria della gente, che sentirebbe, anche affettivamente, il vuoto determinato dalla sua eventuale scomparsa.
Il cedro, appartenente ad una specie provvista di profonde radici a fittone, appare essere ancora sano e quindi non sembra rappresentare alcun pericolo per l’incolumità pubblica o per la struttura della Chiesa. Peraltro se da un esame biomeccanico, non superficiale, fosse confermata la sua instabilità ci sarebbero buoni motivi per la sua eliminazione.
Se invece a suggerire l’abbattimento ci fossero altre motivazioni allora ci sarebbe, oltre alla nostra, pure l’opposizione della popolazione, suffragata anche dalle norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore comunale.
Tale normativa riguarda, tra l’altro, gli interventi sulle costruzioni soggette a tutela, considerando anche gli spazi esterni di immediata pertinenza (corti, giardini ecc.) con preciso riferimento alle alberature di pregio esistenti.
Facciamo pertanto appello all’Amministrazione Comunale per vigilare prevenendo eventuali inadempienze a tali norme.
Non vorremmo si ripetesse quanto è avvenuto in via Feltre con l’abbattimento dell’albero dell’Unità d’Italia, un ippocastano monumentale che abbelliva il giardino della locale Villa Bettiol, in seguito ceduta ad un’impresa edile locale, che lo ha illegalmente eliminato per costruire un parcheggio, provocando le giustificate e indignate proteste di molti cittadini.
Le sezioni cittadine del CTG, di Italia Nostra e del WWF










