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Spade delle Dolomiti - manifestazione in programma il 14 e 15 gennaio 2017

spade

Una grande Storia, base identitaria per lo sviluppo di un futuro possibile.

 

“Mastro Ferrara, s’ode un fragor di ferri giungere dalla piazza! Cosa accade?” “Evidentemente devo reputarvi forestiero o poco avezzo alle cose d’arme. Non v'è quindi noto che qui si fabbricano le migliori spade d’Europa? Guardate là mio fratello Zandonà all'incudine con che sapienti e precisi colpi sul ferro incandescente dà forma alle lame! E più in là, al cospetto dei Rettori, ammirate i due spadaccini che duellano con le nostre spade per provarne maneggevolezza e resistenza” “Che storia affascinante mastro Andrea!” “Dici bene forestiero. Ma vieni, anzi venite voi tutti, increduli abitatori delle vallate dolomitiche ad apprendere l'epopea dei maestri spadai bellunesi!”.
L'incontro fra i due è ovviamente immaginario ma non troppo se si pensa a quel periodo fra cinque e seicento che vide riconoscere alla Cividal di Belluno e provincia l'eccellenza, e non solo italiana, nella fabbricazione di spade d'alta qualità. Una grande storia, a guarda bene misconosciuta, soprattutto nella sua dimensione provinciale e oltre. All'epoca, infatti, fu tutto il sistema produttivo ad esserne artefice: dalle miniere dell'alta provincia dove si estraeva l'ottimo materiale da forgiare, ai magli delle fucine “abitate” da esperti artigiani, all'uso dell'acqua motrice sapientemente incanalata, all'approvvigionamento di legno e carbone ma bensì anche per il trasporto su zattere del prodotto finito. Insomma, tutto un mondo che ruotava attorno  a questa filiera ad alta specializzazione, un distretto ante litteram assimilabile oggi ad altri settori che primeggiano in provinci
Due associazioni bellunesi, la Campedel di Belluno (Facebook Associazione Campedel) e la 1595 Club Belluno (www.the1595.com), impegnate nella valorizzazione della cultura nella sua accezione più onnicomprensiva, hanno ritenuto fosse giunto il momento di riportare alla luce questa pagina di storia, sicuramente nota agli studiosi del settore, ma formulata come progetto pluriennale che dia spazio a tutti coloro che a vario titolo vorranno impegnarsi sul filo conduttore dei metalli e della loro lavorazione, a riannodare i fili sparsi della Grande storia dei maestri spadai bellunesi.
Una anteprima delle iniziative programmate per il 14 e 15 gennaio 2017 è andata in scena sabato prossimo, 12 novembre, alle 18.00 in piazza Duomo a Belluno, dove di fronte al Palazzo dei Rettori daranno prova di sé due spadaccini con armi d'epoca e un fabbro maestro spadaio; sotto al portico i canti a cappella del Gruppo Esafonia e nel Salone di rappresentanza della Prefettura, la presentazione del progetto “Spade delle Dolomiti” (Facebook Spade delle Dolomiti).
Al progetto “Spade delle Dolomiti”, ideato da Marta Azzalini e Luca Basile che si avvalgono della collaborazione della Biblioteca Civica di Belluno e del Touring Club Italiano di Belluno, finora hanno mostrato di credere Istituzioni quali la Regione del Veneto, i Comuni di Belluno e Santa Giustina, l'Unione montana bellunese e il BIM. Altri, magari del mondo imprenditoriale e turistico, sarebbe auspicabili s'aggiungessero, considerato l'ambito territoriale che il progetto intende coinvolgere, sia attraverso appuntamenti divulgativi che con uscite sul territorio nella primavera-estate 2017, in centri, siti e musei legati all'estrazione e alla lavorazione del ferro, nonché a tutti gli aspetti a essa connessi.

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