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SPAZIO ELETTORALE

Comune unico con Sedico, Ponte e Limana

Risparmio, miglioramento dei servizi ai cittadini e recupero del ruolo di Belluno come capoluogo di riferimento per l’intera Provincia. Sono gli argomenti che sottendono alla proposta di aggregare Belluno con i comuni limitrofi di Sedico, Ponte nelle Alpi e Limana. Il progetto è di Ida Bortoluzzi, candidato sindaco civico. Quest’ultima caratteristica consente di fare una proposta innovativa e anticipatrice. “Solo chi è al di fuori dei partiti e dei loro apparati che ingessano”, afferma Bortoluzzi, “in questo momento può permettersi di guardare al mero interesse dei cittadini”.

Per Belluno e per l’intera provincia l’interesse è un comune capace di fornire servizi di qualità nel campo del sociale, dei trasporti e dell’ambiente a costi tali da mantenere basse le tariffe e le tasse.

“L'eliminazione di fatto della Provincia dal panorama amministrativo e politico costringe il comune capoluogo ad assumere un ruolo di coordinamento e di riferimento per l'intero territorio”, spiega Ida Bortoluzzi. Come avvenuto dal 1993 al 2001, “la rappresentanza degli interessi del territorio di riferimento, quindi non solo del comune, ma dell'intera provincia, andrà assunta da Belluno a livello regionale e nazionale”.

Purtroppo da dieci anni il Comune di Belluno ha smesso qualunque ruolo di riferimento per gli altri comuni della provincia. Ma Belluno è al centro dell'area più dinamica della provincia, in termini demografici, economici e culturali. Tra Longarone e Feltre vivono più di 122 mila persone, cioè il 57,5% dell'intera popolazione bellunese. Inoltre, i Comuni limitrofi, Ponte nelle Alpi, Sedico e Limana si sono sviluppati nell'ultimo decennio grazie alla capacità attrattiva del capoluogo. Sono luoghi a vocazione residenziale e imprenditoriale che sostengono flussi di movimento quotidiani verso e da Belluno.

“L'integrazione dei servizi tra questi comuni e Belluno”, aggiunge Bortoluzzi, “offrirebbe facilitazioni e una consistente riduzione della burocrazia per i cittadini e le imprese, senza contare l'efficienza, le enormi economie di scala e i risparmi che una città di 60 mila abitanti può offrire rispetto a quattro unità distinte, una città di 36 mila e 3 paesi di 9.900 (Sedico), 8.500 (Ponte nelle Alpi) e 5.000 (Limana)”.

Le dimensioni proposte (appena sopra i 60 mila abitanti) sarebbero infatti sufficienti ad attivare processi virtuosi, ma non abbastanza grandi da comportare le problematiche tipiche delle città di dimensioni superiori.

Un'aggregazione come quella proposta, ha concluso la candidata civica, “costituirebbe un esempio e uno stimolo per i comuni minori e per vincere atteggiamenti campanilistici che indeboliscono il nostro territorio. Infine, dobbiamo essere consapevoli che se non saremo noi a governare questi processi, ci saranno imposti dall’alto e allora non avremo alcuna possibilità di intervenire”.

 

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