Sportivamente Teatro - Teatro de la Sena, settembre 2016
Il 9 settembre ritorna la rassegna teatrale ideata da Jacopo Dalla Palma
La rassegna è curata dal Servizio Cultura del Comune di Feltre, Sportivamente teatro che propone con il linguaggio teatrale storie, imprese, atleti e tifosi, vittorie e sconfitte del mondo dello sport.
Marco Olmo, intervistato da Ilario Tancon, venerdì 9 settembre, alle ore 21, racconterà la sua vita e le sue imprese, con l'ausilio di brevi filmati. Marco Olmo ha intrapreso l'attività podistica tardi, a 27 anni, “quando gli altri smettevano”, come dice lui. Dopo un periodo passato a gareggiare (e a vincere) nella corsa in montagna e nello scialpinismo, all'età di quarant'anni ha iniziato ad affrontare competizioni estreme nel deserto africano quali la Marathon des Sables, 230 km in assoluta autosufficienza alimentare e condizioni climatiche proibitive nel deserto marocchino, la Desert Cup (168 km nel deserto giordano), la Desert Marathon in Libia e la Maratona dei 10 Comandamenti (156 km sul Monte Sinai), raccogliendo un successo dopo l'altro. Ha, tra l'altro, partecipato al Tible Raid in Martinica, dove è arrivato quinto, alla Badwater Ultramarathon nel deserto della California: 135 miglia non-stop tra la Valle della Morte e le porte del Monte Whitney (da -86m, punto più basso degli USA, ad oltre 2500 m) che si corrono con temperature che superano i 126 gradi F° (circa 52 °C). A 58 anni è diventato Campione del Mondo vincendo l'Ultra Trail du Mont Blanc, la gara di resistenza più importante e dura al mondo: 167 km attraverso Francia, Italia e Svizzera, oltre 21 ore di corsa ininterrotta attorno al Monte Bianco. Ancora oggi continua ad a correre sostenendo che “smettono quelli che corrono per vincere” mentre lui vive per correre. Nel 2012, è uscito per Ponte alla Grazie, il libro Il Corridore, scritto con Gaia de Pascale in cui
Marco Olmo parla della sua “vita riscattata dallo sport”.
Sabato 17 settembre, sempre alle ore 21, sarà la volta dello spettacolo Marco Pantani. Il campione fuori norma di Alessandro Albertin, con lo stesso Alessandro Albertin e Francesca Botti. La regia è di Michela Ottolini, produzione di Overlord Teatro con il patrocinio della Fondazione Marco Pantani Onlus. Il ciclismo è lo sport degli eroi e Marco Pantani, per tantissimi tifosi, diventa presto un eroe. Non sono tanto il suo numero di vittorie, quanto il suo modo di vincere: in solitaria, con gesta atletiche al limite del divino. 5 giugno 1994, Giro d’Italia: Marco Pantani scala il Passo del Mortirolo come fosse una semplice collina ed entra nel cuore dei tifosi italiani. Comincia da lì una carriera straordinaria, costellata da una serie impressionante di infortuni e fatta di poche ma storiche vittorie. L’apice viene raggiunto nel 1998, con la
conquista del Giro d’Italia e del Tour de France. L’anno seguente è quello della definitiva consacrazione, del più che probabile secondo Giro d’Italia, ma il 5 giugno 1999 a Madonna di Campiglio, il suo sogno e quello di tutti i suoi tifosi crolla a due tappe dalla fine del Giro d’Italia, perché il suo sangue presenta dei valori fuori norma. L’ombra del doping si abbatte su di lui e in un attimo passa da eroe a traditore. Chi prima lo osannava, ora gli si lancia contro con un accanimento mediatico-giudiziario che non ha precedenti. Pantani diventa per molti “il dopato d’Italia”. Si può dire che il tutto sia servito a qualcuno? Che abbia fatto comodo a certi meccanismi di potere? Si può dire che Marco Pantani sia stato un capro espiatorio per lo sport italiano? Lo spettacolo parte da queste domande...
La rassegna si conclude domenica 25 settembre alle ore 21 con (S)LEGATI di e con Mattia Fabris e Jacopo Bicocchi, musiche di Sandra Zoccolan, Produzione Atir Teatro. Lo spettacolo è ispirato al libro di Joe Simpson La morte sospesa uscito in prima edizione a Londra nel 1998, dal quale è tratto anche l' omonimo film, girato nel 2003. Mattia Fabris e Jacopo Bicocchi presentano così il loro lavoro: Circa tre anni fa ci siamo imbattuti nell’incredibile storia vera degli alpinisti Joe Simpson e Simon Yates. E’ la storia di un sogno ambizioso, il loro: essere i primi al mondo a scalare il Siula Grande, attaccato dalla parete ovest. Ma è anche la storia di un amicizia, e della corda che, durante quella terribile impresa, lega questi due giovani ragazzi. La corda che mette la vita dell’uno nelle mani dell’altro. Come sempre avviene in montagna. C’è dunque una cima da raggiungere. C’è la estenuante conquista della vetta. C’è la gioia dell’impresa riuscita. E infine, quando il peggio è passato, e la strada è ormai in discesa, c’è la vita, che fa lo sgambetto e c’è la morte, che strizza l’occhio.
BIGLIETTI:
>Incontro con Marco Olmo ENTRATA GRATUITA
>Costo del singolo biglietto degli spettacoli del 17 e del 25 settembre: euro 12,00 - Abbonamento ai due spettacoli: euro 20,00
Prenotazioni obbligatorie: http://cultura.comune.feltre.bl.it - Info: 0439.885242










