Strage Vajont, due anni fa il rap di Siruan per ricordare la tragedia
Oggi ricorre l'anniversario della tragedia del Vajont
S’intitola proprio Vajont il singolo e video del rapper bellunese Siruan, che nel giorno del cinquantennale (2 anni fa) della tragedia della diga del Vojont del 1963 ha voluto ricordare l’evento e le vittime con una canzone.
“La tragedia del Vajont è una storia che va raccontata e soprattutto ricordata -spiega- e non essendo mai stata scritta una canzone sul tema, ed essendo io originario di queste zone, ho pensato di scriverne una”.
Il testo che cita la cronista TinaMerlin, esprime una netta condanna verso i politici e i tecnici che all’epoca non hanno voluto evitare la tragedia. La strofa rappata e ritornello ispirato all’Hurricane di Bob Dylan, vanno di pari passo con chiari riferimenti allo spettacolo di MarcoPaolini (Il racconto del Vajont del 1997 nda), in cui proprio dalla diga del Vajont, in diretta televisiva nazionale, raccontò la storia della tragedia. Nel video, girato nel comune di Erto-Casso (PN), l’enorme gettata di cemento armato che costituisce la diga è la triste protagonista delle immagini assieme al monte Toc, da cui si è staccata la frana che ha provocato l'enorme onda mortale. Scorrono poi le immagini dei giornali dell’epoca, che fotografavano i danni causati dall’impatto dell’onda d’urto prima e dell’acqua dopo. È stato stimato che l'onda d'urto dovuta allo spostamento d'aria fosse di intensità eguale, se non addirittura superiore, a quella generata dalla bomba atomica sganciata su Hiroshima.
VIDEOCLIPhttps://www.youtube.com/watch?v=dCIdbtdBIg0
FOTO GALLERY DIGA, BACSTAGE, MONTE TOC https://drive.google.com/open?id=0B0pYLeSpBks4aFdDZDE2TFNOQkk
Questo il testo della canzone:
VAJONT – Siruan
rit
NON E' UNA STORIA COME TANTE ALTRE
IN QUESTA STORIA NON C'E' LIETO FINE
C'ERA UNA VOLTA E MAI PIU' CI SARA'...
QUI LA GIUSTIZIA E' MORTA E CON LEI LA VERITA'
Giorno di sole a Longarone quel giorno di ottobre /
aria fresca e pulita, si respirava, c'era la vita /
La piccola Milano, la chiamava qualcuno / e di sicuro nessuno /
avrebbe immaginato che un immenso muro d'acqua sarebbe stato la fine del loro futuro!
Una persona c'era, in realtà / si chiamava Tina Merlin /
l'aveva detto e scritto su L'Unità / lei era fatta così /
Giornalista vera e coraggiosa / di quelle con le palle /
aveva detto chiaro e tondo che ci sarebbe stato il finimondo / in quella valle!
Parole scomode e pesanti / troppi interessi economici /
dai ministri ai tecnici / tutti coinvolti, tutti colpevoli /
Giochi di potere soprusi / paesi stuprati, abusi /
l'arroganza di uno stato che si sente autorizzato / a distruggere usi e costumi!
Costruirono la più grande diga del mondo /per fare più energia, più soldi /
La montagna gli parlava ogni giorno / ma loro non ascoltavano, sordi /
Terremoti, frane, vecchi saggi / furono tutti ignorati
fino a quella sera del '63 / un'onda immensa, 2mila corpi dilaniati!
rit.
(bridge parlato, frasi ripetute...)
Un sasso è caduto in un bicchiere e l'acqua è finita sulla tovaglia.
Mille bare con qualcosa dentro e quasi altrettante vuote.
22:39, 9 ottobre 1963










