Tagli alla farmacia, sciopero il 26 luglio
Roberto Grubissa (Federfarma Belluno): “Così si elimina la parte efficiente del sistema sanitario, mentre aumenteranno gli sprechi nella farmaceutica ospedaliera, costi e disagi per i cittadini”
“Sulla farmaceutica la spending review è fortemente iniqua: a pagare i nuovi sprechi della sanità saranno cittadini e farmacisti”. Roberto Grubissa, presidente di Federfarma Belluno e segretario nazionale Sunifar, era tra i 300 delegati del sindacato che ieri hanno manifestato in Piazza Montecitorio a Roma, di fronte alla Camera, e indetto una giornata di sciopero per il 26 luglio. I farmacisti protestano contro il provvedimento del governo che taglia la spesa farmaceutica territoriale (dal 13,3 all'11,5% nel 2013), ma alza quella ospedaliera (dal 2,4 al 3,2%). Per non sforare, la Regione dovrà alzare i ticket. Le farmacie, inoltre, secondo la nuova norma dovranno praticare uno sconto obbligatorio del 3,65% al Sistema sanitario nazionale, mentre all'industria farmaceutica è riservato un trattamento di favore (dal 2013 sconterà l'1,83%). Federfarma calcola che la revisione costerà mediamente 40 mila euro a farmacia e che si perderà quasi un terzo dei posti di lavoro. I danni maggiori sono previsti nei piccoli centri. Nel Bellunese sulle 71 attive, sono 54 le farmacie rurali, le più esposte a crisi e licenziamenti.
“Così si infligge il colpo di grazia al servizio farmaceutico territoriale, l'unica parte del servizio sanitario perfettamente efficiente e controllata, sempre in linea con i limiti di spesa previsti”, spiega Grubissa, “anche noi farmacisti bellunesi siamo determinati in questa lotta che consideriamo fondamentale soprattutto per tutti quei cittadini, anziani in testa, che oggi possono trovare un professionista di fiducia e i farmaci per le loro cure sotto casa, ma domani, a causa di queste scelte irresponsabili del governo, per averli dovranno rivolgersi agli ospedali sopportando pesanti disagi e pagando più ticket e costi”.
La protesta della categoria inizierà con lo sciopero del 26 luglio, ma potrebbe proseguire con altre serrate e arrivare anche alla disdetta della convenzione che regola il rapporto tra farmacie e sistema sanitario. “A queste condizioni si chiude: è impensabile sostenere i turni notturni e gli altri servizi”, conclude Roberto Grubissa, “il governo sta prendendo una direzione opposta da quella che da tempo proponiamo e che garantirebbe sia il servizio che i risparmi: remunerare in maniera innovativa i farmacisti puntando sulla farmacia come presidio sanitario del territorio vicino ai cittadini, sollevando le strutture ospedaliere da richieste e costi. Questa è la logica nei Paesi più avanzati. Invece, da noi il disegno è ancora quello di alimentare gli sprechi, favorire i poteri forti dell'industria e allontanare i servizi dalla popolazione”.
Grubissa spiegherà gli effetti della spending review e le azioni di protesta dei farmacisti bellunesi in una conferenza stampa venerdì 13 luglio alle 11 nella sede di Federfarma Belluno (Piazza dei Martiri 27).










