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Touring Club Italiano

Ricca d’acque e straripante d’arte, Padova s’è svelata insolita ai 50 Soci del Touring Club Italiano giunti domenica nella Città accompagnati dal Console Touring Eldo Candeago.

 Sono state infatti privilegiati luoghi ingiustamente poco visitati o poco conosciuti. Chi pensa a Padova come Città del Santo non sbaglia di certo, come chi pensa a Padova come Città universitaria. Ma chi non pensa a Padova come Città d’acque dovrebbe ricredersi. D’arte poi, con la A maiuscola, Padova è sicuramente ricca ma non basta Giotto nella cappella degli Scrovegni per esaurire i desideri di conoscenza. Così s’è programmata dapprima una visita davvero esclusiva con il Direttore del Museo Diocesano, al Palazzo Vescovile divenuto nel 2000 sede del Museo Diocesano, prezioso scrigno quattrocentesco che conserva splendide opere d’arte e dove si resta affascinati dal maestoso Salone dei Vescovi. Nella ristrutturazione del Palazzo recitò un ruolo determinante anche Pietro Barozzi che nel 1487 viene nominato vescovo di Padova, dopo essere stato vescovo della diocesi di Belluno dal 1471 al 1487. Sua la commessa all’architetto Lorenzo da Bologna per la costruzione della deliziosa cappella di Santa Maria degli Angeli cui si accede da un angolo del Salone, mentre la decorazione ad affresco, eseguita secondo precisi dettami vescovili, venne affidata a Prospero da Piazzola e a Jacopo Parisati da Montagnana, quest'ultimo autore anche del trittico dell’Annunciazione che orna l’altare. Inevitabile compendio all’uscita dal Museo, l’illustrazione della Piazza del Duomo dominata dalla maestosa Cattedrale e dell’antico Battistero intitolato a San Giovanni Battista, interamente decorato da uno splendido ciclo di affreschi di Giusto de’ Menabuoi. Imbarcati sulla Padovanella, caratteristica barca di scarso pescaggio e attualmente alimentata da motore elettrico, i partecipanti sono andati alla scoperta di Padova, città d'acque. Dalle Porte Contarine, ispirate al modello di Leonardo da Vinci, il percorso lungo il canale Piovego consente di costeggiare le antiche mura rinascimentali veneziane, passando dal monumentale Bastione Castelnuovo, fino al Portello, antico porto fluviale di Padova. Insomma, di percepire la città qual’era prima di alcuni interramenti ottocenteschi, vale a dire un'isola fluviale. Al pranzo all’“Antica Trattoria Zaramella”, attiva a Padova dal 1856, il pomeriggio è stato dedicato alla grandiosa Basilica di Santa Giustina in Prato della Valle. Il complesso è la più importante opera architettonica di Padova. La facciata è incompiuta e doveva essere completamente ricoperta di marmo, probabilmente bianco. L'interno è la realizzazione più compiuta delle idee rinascimentali, uno dei massimi capolavori dell'architettura rinascimentale. L'attuale complesso (cinque chiostri oltre la Basilica) si deve ad una quasi totale ricostruzione operata nel 1600. Ad accogliere i Soci del Touring, il suono possente del maestoso organo a canne settecentesco disposto su tre lati dell’abside. Il breve concerto offerto dalla giovane ma già affermata pianista Maddalena Murari, ha letteralmente invaso le grandi navate della chiesa, suscitando ammirazione per la bravura della organista e stupore per le potenzialità dello strumento. Ad illustrare le caratteristiche storiche, architettoniche ed artistiche del complesso basilicale, ci ha pensato il giovane e brillante dom Federico Lauretta, nativo di Feltre dove ha frequentato l’istituto dei geometri prima d’intraprendere gli studi nel seminario patavino. Con la sua guida appassionata e sapiente, si sono percorsi interni e chiostri solitamente preclusi ai visitatori, lasciando ai partecipanti di godere delle numerose opere d'arte presenti nella maestosa Basilica. Basti ricordare il Sacello paleocristiano di S. Prosdocimo, primo Vescovo di Padova, del V/VI secolo, con alcuni frammenti di mosaico pavimentale della Basilica coeva o, per un tocco ancora di bellunesità, il dipinto S. Gregorio Magno libera Roma dalla peste nella seconda cappella sinistra, opera di Sebastiano Ricci.
Gran finale col concerto d’organo (prezioso strumento a canne del 1734-37, realizzato da Pietro Nacchini, fondatore della cosiddetta scuola organaria veneta del Settecento, che trovò successivamente in Callido il suo maggior esponente), eseguito, gentilmente prestatasi per l’occasione.

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