Touring Club Italiano di Ceneda di Vittorio Veneto
Giornata Touring tenutasi domenica a Serravalle di Vittorio Veneto
Approfittando della mostra Luigi Da Rios (Ceneda di Vittorio Veneto 1843 – Venezia 1892) - Pittore, frescante e decoratore veneto dell’Ottocento, in corso a Serravalle di Vittorio Veneto, una cinquantina di Soci del Touring Club Italiano hanno approfittato domenica scorsa per perlustrare una parte della storica cittadina, proprio là ove la stretta chiude la valle del Meschio, di origine romana, potentemente fortificata in epoca barbarica, e che nel 1174 divenne feudo dei Da Camino. Appuntamento quindi nella fascinosa piazza Flaminio, accolti dal sindaco Da Re e dall’assessore alla Cultura Michele De Bertolis – degno di nota il suo intervento – con ingresso a Palazzo Todesco (XV - XVI secolo, già dimora della famiglia Cesana, e ora restituito all’uso pubblico con un rigoroso restauro) per la visita guidata dedicata alla mostra. Una rassegna di opere ad olio e ad acquerello di un artista meritevole di rivalutazione, la cui opera è rappresentativa della grande produzione veneziana e veneta dell’800. Luigi Da Rios fu artista autenticamente versatile. Ottimo ritrattista e valente decoratore – suoi anche gli affreschi sulla facciata del granaio di Villa Buzzati a san Pellegrino, per i quali sarebbe urgente ed auspicabile il restauro - arriva nel corso della sua carriera ad elaborare un efficace uso della luce e del colore per rappresentare deliziose e vivaci scene di vita quotidiana, soprattutto quella che si svolgeva per calli e campi della città lagunare, dove si potevano cogliere situazioni divertenti, momenti di festa e di lavoro. L’esposizione delle opere di Da Rios dà modo di sottolineare – attraverso il confronto con opere di maestri quali Ciardi e Favretto – la sua valentia nel cogliere e rielaborare le sollecitazioni e le innovazioni del suo tempo. La mattinata di visita non poteva tralasciare il prospiciente Museo del Cenedese, ospitato nell'antica Loggia della Comunità di Serravalle, costruita fra il 1462 ed il 1476 dai Podestà Gabriele e Domenico Venier sopra un precedente palazzo probabilmente trecentesco. Splendida la facciata, con affreschi quattrocenteschi opera di Dario da Treviso (sec. XV) e della sua Scuola; particolare l'adiacente campanile (sec. XIV) con l’originalissimo quadrante d'orologio che viene annoverato fra i più antichi d'Italia e d'Europa. All’interno, il Museo, inaugurato il 2 novembre 1938 e con un grande salone con camino in pietra che recenti restauri hanno riportato all’antico splendore, riserva numerosi motivi d’interesse: dal lapidario alla gipsoteca e alla pinacoteca dove si segnalano opere di Francesco da Milano, Pajetta, Giusti e Giovanni De Min. Il pomeriggio, la visita ha riguardato le chiese di Santa Giustina e di S. Giovanni dei Carmelitani. Tappa imperdibile, la prima, in quello che era il Borgo Superiore, non solo per lo splendido monumento funebre trecentesco di Rizzardo VI da Camino, l'ultimo rampollo della stirpe, ma anche perché parte significativa nelle complesse vicende della famiglia da Camino, che tanta parte ebbero su vasta parte del territorio veneto. L'attuale edificio fu quasi completamente rifatto a fine Cinquecento. Altra storia quella della chiesa di San Giovanni dei Carmelitani; chiesa trecentesca, ricchissima di opere di Francesco Da Milano, Jacopo da Valenza, Andrea Cesa, Jacopo da Valenza (1502), Francesco Frigimelica il vecchio e con due cappelle completamente affrescate nel XIV-XV secolo. Adiacente alla chiesa, il chiostro di quello che fu un convento e che oggi ospita, assieme ai locali retrostanti alla chiesa, una delle sedi del CEIS. Don Gigetto De Bortoli ha riservato una piacevole ed istruttiva sorpresa ai soci del Touring, accogliendo il gruppo in chiesa, fornendo dapprima alcune suggestioni di carattere teologico a corredo delle spiegazioni peculiarmente artistiche e dando successivamente alcune informazioni sull’attività del CEIS nei locali dello stesso, dove sono state offerte caldarroste, vin brulé e strudel preparato con le mele di produzione propria dai volontari e dai ragazzi ospiti della struttura.










