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Università popolare dell’Auser bellunese si studia da apprendisti scienziati

Il 23° anno accademico inaugurato il 27 settembre scorso, ha infatti in programma anche un corso di scienze fitto d’appuntamenti.

Della storia della medicina ne ha già trattato il dottor Angelo Pradel a settembre, come pure di psicologia della terza età la dottoressa F. De Biasi. Altre saranno nei mesi a venire le lezioni sulla matematica, l’alimentazione, la geologia e la scienza nel Medioevo. Ultimo argomento ad essere trattato è stato invece forse il più ostico: la Fisica. Il professor Salti però, ha saputo introdurre e dare alcuni elementi base sulla materia e sui suoi protagonisti del ‘900, comprensibili a tutti i partecipanti. E per rendere ancora più “famigliari” termini come astrofisica, fisica delle particelle, materia oscura, neutroni e neutrini (particella elementare di massa piccolissima, il cui nome fu coniato da Enrico Fermi come diminutivo del neutrone, durante i suoi studi del 1934), l’Università ha pensato bene di organizzare un viaggio in Abruzzo, con visita ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dedicati allo studio della fisica delle particelle. Si tratta dei più grandi laboratori sotterranei del mondo. La struttura si compone, infatti, di una parte sotterranea e di una parte esterna, entrambe poste ad una quota di circa 1000 m sul livello del mare. La parte sotterranea è coperta da 1.400 m di roccia del massiccio del Gran Sasso d'Italia, mentre la parte esterna si trova all'Aquila, in località Assergi, vicino all'omonimo casello autostradale. Grazie al professor Renzo Barbazza, primario anatomo-patologo in pensione, che ha reso possibile la visita, i 31 partecipanti dell’Università Auser bellunese accompagnati dal professor Enrico Salti, domenica scorsa si sono potuti rendere conto direttamente di dove e come operino i 900 ricercatori provenienti da tutto il mondo, presenti nei Laboratori. La due giorni abruzzese però, prevedeva altre due mete che essendo in zona sarebbe stato un delitto trascurare. Ad inserire Assergi e Bominaco nell’itinerario ci ha pensato la professoressa di storia dell’arte Attilia Troian. Dapprima il caratteristico borgo medievale di Assergi, cinto da una serie di mura risalenti al XI secolo, che vanta la chiesa di S. Maria Assunta, importante edificio religioso costruito nel XII secolo ed originariamente parte di un più vasto monastero fondato da Sant'Equizio. La facciata, quattrocentesca ed in stile romanico, reca nell'architrave lo stemma del paese. Interessante è l'abside semicircolare della demolita chiesa di Santa Maria della Neve, riadattato nel prospetto di Santa Maria di Assunta, e che è costruito sulla roccia a strapiombo su di un torrente. L'interno presenta alcuni affreschi ed una cripta, che è più propriamente l'antica chiesa di San Franco, scavata in parte nella roccia e formata da tre navate. Altra perla della zona è Bominaco. Piccolo borgo medioevale di circa 85 anime a circa 1000 metri di altezza dal livello del mare, è caratteristico e famoso per le sue chiese benedettine, Santa Maria Assunta e l'oratorio di San Pellegrino che nel medioevo facevano parte di un unico complesso monastico. L'interno dell’Oratorio, una stretta e lunga aula con volta a botte sestiacuta, è completamente rivestito di affreschi del sec. XIII (salvo alcune figure votive del '400), che costituiscono uno dei più importanti cicli pittorici della regione. (ec – uff. stampa Auser)

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