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ALBERGO DIURNO - BELLUNO SOTTERRANEA
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Oggi, sabato 21 marzo, prima delle due Giornate Fai di Primavera, organizzate dalla delegazione di Belluno e dal gruppo di Feltre.

A Belluno si è potuto visitare l'ex Albergo diurno, che molti bellunesi ricordano come “i bagni” di piazzale Cesare Battisti. Non vi si dormiva, ma era una struttura dedicata alla cura delle persone, provvista di docce, vasche da bagno, barbiere. Realizzato nel 1953, nacque in un’epoca in cui molte abitazioni non disponevano ancora di acqua calda corrente. Inizialmente frequentato dai residenti, divenne presto punto di riferimento anche per viaggiatori, militari e persone che si recavano all’ospedale vicino per visite o esami.Le Giornate FAI sono eventi di raccolta fondi: partecipare a ogni visita con una donazione significa sostenere la missione della Fondazione. In caso di particolare affluenza l’ingresso al luogo potrebbe non essere garantito. Ingresso dedicato a chi ha la tessera FAI, con possibilità di fare la tessera in loco
L'Albergo Diurno si trova nel cuore di Belluno, in Piazzale Cesare Battisti, area urbana nata tra fine Ottocento e primo Novecento come zona di espansione della città storica. Il piazzale è caratterizzato da un tessuto architettonico eterogeneo, con edifici pubblici e residenziali di epoche diverse, e rappresenta un punto di raccordo tra la Belluno antica e la città moderna. L'Albergo Diurno si sviluppa in ambienti sotterranei, integrati nella sistemazione urbana del piazzale.
L'Albergo Diurno di Belluno fu realizzato nei primi anni Cinquanta del Novecento per rispondere a un'esigenza diffusa di servizi igienici pubblici, in un periodo in cui molte abitazioni erano ancora prive di bagno. La struttura venne costruita e gestita dall'AGIP sulla base di una convenzione con il Comune, all'interno di un più ampio progetto che comprendeva anche un distributore di carburanti nelle immediate vicinanze. Secondo una testimonianza diretta di chi ne curò la gestione, l'Albergo Diurno di Belluno rimase in funzione fino alla fine degli anni Settanta del Novecento, utilizzato soprattutto dai residenti e dai militari delle vicine caserme, prima di essere progressivamente abbandonato, senza mai subire cambi di destinazione d'uso. L'edificio si sviluppa interamente nel sottosuolo, secondo una soluzione funzionale che permetteva di inserire i servizi pubblici senza interferire con l'assetto del piazzale. Gli ambienti, illuminati naturalmente dall'alto tramite ampie cupole ribassate in vetrocemento, sono organizzati in modo razionale e rispondono alle esigenze di igiene, efficienza e controllo tipiche dell'architettura dei servizi del Novecento. All'interno si riconoscono ancora i locali destinati alle diverse funzioni: l'ingresso, la stanza del barbiere, i gabinetti separati per uomini e donne, le sale con vasche da bagno e docce. Particolarmente significativo è il sistema tecnologico, con i resti della centrale termica e dell'impianto di ventilazione meccanica, pensato per garantire comfort e salubrità. L'insieme conserva un forte valore testimoniale, accentuato dai segni dell'abbandono e dagli oggetti rimasti in situ, che restituiscono l'immagine autentica di un luogo sospeso nel tempo.
COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI? - L’apertura dell’Albergo Diurno in occasione delle Giornate FAI di Primavera si inserisce nel percorso tematico “Belluno sotterranea”, dedicato ai luoghi nascosti della città. La visita prende avvio da Piazza Angelina Zampieri, alle spalle di Palazzo Bembo, attraversa Piazzale Cesare Battisti – dove sono visibili anche tre opere dello scultore bellunese Franco Fiabane – e conduce infine nei locali interrati dell’Albergo Diurno. Qui, tra tracce di abbandono e arredi rimasti da decenni, vengono raccontate le vicende della struttura in relazione alla storia urbana e sociale di Belluno. Si scenderà nella sala d’ingresso, sulla quale prospettano la stanza del barbiere, i servizi femminili e le sale con vasche e docce. Si potranno vedere anche i resti della centrale termica, scoprendo un luogo normalmente inaccessibile, capace di restituire una dimensione poco nota ma fondamentale della vita quotidiana novecentesca.     Testo scritto da Antonio Tardino, Delegazione FAI di Belluno
Visite a cura di: Apprendisti Ciceroni Liceo Scientifico "Umberto Follador” di Agordo

Altra visita al Rifugio antiaereo di Lambioi, che si estende al di sotto del centro storico lungo l’asse che collega le piazze dei Martiri e Duomo. Costruito sul finire della Seconda guerra mondiale ma mai del tutto completato, è stato utilizzato 818 volte – dal 16 agosto 1944 al 1° maggio 1945 – per allarmi aerei riguardanti Belluno e provincia.
Cosa faremo - Durante le Giornate FAI sarà possibile accedere a un luogo da sempre noto alla popolazione, ma rimasto a lungo inaccessibile e chiuso al pubblico. Il percorso di visita si snoda lungo il tunnel di ingresso e prosegue nelle gallerie sotterranee che si estendono al di sotto del centro storico. Attraversando i diversi ambienti del rifugio, sarà possibile osservare le grandi scritte segnaletiche originali, realizzate per mantenere l'ordine durante i bombardamenti. All'interno delle gallerie verranno approfonditi il contesto storico della loro realizzazione e gli aspetti strutturali e architettonici di questo complesso sistema di rifugi realizzato a protezione della popolazione civile.
Da ricordare - Accesso solo su prenotazione. Il luogo non è adatto a chi soffre di claustrofobia o di attacchi di panico. La temperatura interna è di circa 10°. L'illuminazione avviene con torce elettriche, si consiglia di dotarsene. In alcune aree ci sono infiltrazioni d'acqua e a terra può esserci della fanghiglia. Non sarà possibile entrare senza calzature e abbigliamento adeguati.
I bambini fino a 11 anni compiuti accompagnati da famigliari possono entrare senza prenotazione. La prenotazione non è modificabile.

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