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ARTE IN SCENA Dal 22 marzo al 4 aprile 2014 - Barchessa Villa Quaglia, Treviso

ARTISTI Giovanni Massarin, Veruska Boscaro, Paolo Beraldo, Katja Dal Bò, Sabrina Schievano, Pasquale Fraccalvieri, Maria Grazia Lissa, Stefania Ginestra, Monica Gobatto, Michele Nave, Simone Bonato.

GALLERIA WEB ART
Barchessa Villa Quaglia,
Viale XXIV Maggio 11, Treviso

ARTE IN SCENA III nasce dall'intento di unire linguaggi espressivi diversi sulla scia delle mostre correlate al Festival del Teatro e al premio Arte a Teatro di Spinea, che vedono l'incontro e il dialogo tra arti figurative e arti dello spettacolo.

L’opera d'arte, come l'atto scenico, si caratterizza per l'intensità percettiva che agisce sullo spettatore attraverso la sua capacità di usare il gesto, lo spazio e il tempo in una prospettiva rappresentativa. La fruizione dell'opera è un processo dinamico che si attua concretamente in uno spazio e in un tempo determinati. L'osservatore è un interlocutore attivo e partecipe, che agisce nella percezione dell'opera trasformando il momento della fruizione in un vero e proprio evento. Tale principio viene maggiormente evidenziato in alcune forme d'arte contemporanea, come le installazioni e le performance, per le quali si può parlare di un processo di “teatralizzazione”, in quanto si servono di elementi tratti dall'ambito teatrale, quali gestualità e azione. La spettacolarità dell'opera nasce dal montaggio delle diverse componenti dell'arte, dalla forma alla composizione al colore.

La varietà dei lavori presenti in questa terza edizione di ARTE IN SCENA permette di creare relazioni e confronti e di riflettere sulle possibilità drammaturgiche dell’opera nella dinamica spazio-temporale della fruizione.

Significativa è la forza scenica del corpo nelle tele di Stefania Ginestra, in cui il nudo femminile si fonde con lo spazio circostante in un’unità figura-ambiente. Grazie alla gestualità e ai contrasti cromatici, la rappresentazione del corpo si carica di un particolare intimismo.

Negli affreschi di Veruska Boscaro domina una visione plastica e sensuale del corpo, nata da una riflessione sulle opere di Canova. L’elaborata tecnica ad affresco permette una resa materica e irregolare della superficie capace di trasmettere particolari effetti tattili della pelle.

Sabrina Schievano reinterpreta la figura femminile attraverso una particolare sintesi formale e grafica incentrata su un forte linearismo. Nella loro estrema contrapposizione, le figure dalle forme a volte amplificate a volte snelle e sottili rievocano con leggerezza e ironia il trascorrere della vita quotidiana.

Le nature morte di Katja Dal Bò si impongono di fronte al fruitore per la rigorosa struttura compositiva e la ricercata orchestrazione delle luci. La frutta, i fiori, le foglie, gli oggetti, perfettamente definiti dalla luce, divengono protagonisti di una vita silenziosa, simbolo della vanitas di tutte le cose.

Michele Nave incentra la sua ricerca sul linguaggio contemporaneo basato sulla forza comunicativa delle immagini. Chiari sono i richiami alla Street art, in cui la bomboletta spray diviene immagine- simbolo in grado di veicolare le forme e i segni di un linguaggio globale.

Esuberanza cromatica e ricchezza d’impasto contraddistinguono le opere di Monica Gobatto. Emerge una percezione intima della natura che si esprime attraverso una festosità cromatica in grado di sollecitare i diversi ambiti sensoriali e di coinvolgere il fruitore in un’ebrezza visiva.

Materiali diversi, recuperati dagli oggetti della realtà quotidiana, si combinano e si strutturano nelle opere di Giovanni Massarin. Attraverso il recupero e il riciclo, ogni materia si libera dal suo valore funzionale e acquista una nuova dimensione nell’opera, caricandosi di significati simbolici.

Il reimpiego di elementi meccanici di ferro e di acciaio contraddistingue le sculture di Paolo Beraldo. Frammenti metallici, appositamente combinati attraverso un accurato processo di saldatura, costruiscono un’immagine umana dalle forme esasperate e dalle forti potenzialità espressive.

La forza strutturale del cemento e del ferro si contrappone alla leggerezza della carta nelle Metamorfosi urbane di Pasquale Fraccalvieri. Le superfici vengono elaborate attraverso la stratificazione dei diversi materiali che nel loro articolarsi esprimono la volontà di rompere lo schema rigido dello spazio urbano.

Simone Bonato conferisce una nuova dimensione formale alle resine realizzando una serie di strutture plastiche e dinamiche. Le sue opere leggere e sospese rappresentano l’esito di una ricerca sulle proprietà intrinseche delle resine, sperimentando procedimenti chimici e tecnici capaci di dare voce alla materia.

Maria Grazia Lissa incentra la sua ricerca sulle diverse potenzialità dell’argilla che morbida e docile prende vita nell’opera attraverso le mani dell’artista. Nei suoi lavori la semplicità originaria della terra si impreziosisce attraverso l’uso di smalti colorati e inserti di stoffe conferendo un valore simbolico a figure mitiche appartenenti all’immaginario collettivo.

Dott.ssa Roberta Gubitosi.

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