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ARTE IN SCENA II

Sabato 4 Maggio alle ore 17.30. Introduzione del Prof. Franco Fonzo, presentazione critica a cura della Dott/ssa Roberta Gubitosi, segue brindisi con gli artisti.

ARTISTI:
Anna Maria Consiglio, Paolo Battistin, Christian Bonduan, Hannah Gauntlett, Lara Monica Costa, Barbara Oggianu, Giulia De Serio, Sandra Cocco, Simone Bonato,Valentina Ruggiero.

a cura di Roberta Gubitosi

ARTE IN SCENA II nasce dall'intento di unire linguaggi espressivi diversi sulla scia delle mostre correlate al Festival del Teatro e al premio Arte a Teatro di Spinea, che vedono l'incontro e il dialogo tra arti figurative e arti dello spettacolo.
L’opera d'arte, come l'atto scenico, si caratterizza per l'intensità percettiva che agisce sullo spettatore attraverso la sua capacità di usare il gesto, lo spazio e il tempo in una prospettiva rappresentativa. La fruizione dell'opera è un processo dinamico che si attua concretamente in uno spazio e in un tempo determinati. L'osservatore è un interlocutore attivo e partecipe, che agisce nella percezione dell'opera trasformando il momento della fruizione in un vero e proprio evento. Tale principio viene maggiormente evidenziato in alcune forme d'arte contemporanea, come le installazioni e le performance, per le quali si può parlare di un processo di “teatralizzazione”, in quanto si servono di elementi tratti dall'ambito teatrale, quali gestualità e azione. La spettacolarità dell'opera nasce dal montaggio delle diverse componenti dell'arte, dalla forma alla composizione al colore. Si tratta di una drammaturgia basata su un particolare ordine costruttivo e formale che prevede l'intervento dello spazio e del tempo sia nella realizzazione, sia nella fruizione.
Nella varietà dei lavori esposti, dalla fotografia alle opere pittoriche, dall'incisione alle strutture polimateriche, dalla fiber art alle installazioni, emergono relazioni e confronti.
Nelle opere di Hannah Gauntlett le potenzialità espressive del metallo ossidato e corroso si combinano con l'immediatezza comunicativa dell'immagine fotografica capace di catturare la vita di tutti i giorni che va in scena negli spazi pubblici del grande palcoscenico della città.
Per Valentina Ruggiero invece la fotografia diviene strumento principale e medium per catturare e manipolare la realtà in un processo continuo di mutazione, in cui l'immagine molteplice dei suoi ritratti si sublima in una visione sospesa e astratta di bellezza.
Paolo Battistin si ispira a un principio astratto della forma che nasce, si sviluppa e si moltiplica all’infinito sui pannelli bianchi in dibond attraverso un processo di divisione e separazione generato dalla dinamica fluida della materia cromatica.
La massa informe diviene forma e poi corpo nelle incisioni di Lara Monica Costa, in cui lo spazio è definito dal movimento vorticoso del segno che costruisce la dinamica delle masse. È un moto evolutivo continuo di un processo vitale che nasce dal gesto dell'artista mentre incide la lastra.
Nei dripping di Barbara Oggianu irrompe la forza espressiva della gestualità guidata da emotive pulsioni interiori che si liberano in una visione dell'Universo come una spettacolare scenografia, una meraviglia che ci circonda e ci coinvolge nella magica danza delle infinite particelle luminose.
Christian Bonduan invita l'osservatore a entrare in un mondo surreale, mitico e fiabesco, in cui i colori, gli alberi, il cielo, nella loro innocente semplicità, recuperano antichi significati molto spesso dimenticati nella realtà disincantata della contemporaneità.
Nei “non labirinti” di Sandra Cocco lo sguardo del fruitore vaga alla ricerca di un centro e di un principio regolatore. Nelle sue tele l'articolato intreccio di forme e di segni definisce molteplici percorsi possibili che si sovrappongono, si incrociano, svaniscono, terminano o proseguono all'infinito.
La ricerca di Simone Bonato è invece incentrata sul valore plastico della materia. Le sue opere sono il risultato dell'assemblaggio di resine e plexiglas, capace di generare forme e volumi attraverso il calibrato strutturarsi e amalgamarsi dei materiali e la loro capacità di riflettere o assorbire la luce.
Nell'ambito della fiber art, l'esperienza tecnica di Anna Maria Consiglio riesce a rielaborare materiali e procedure di culture diverse nella creazione di strutture di tessuto leggere che scendono, si muovono, si intersecano nei loro piani come geometrie sospese, immerse nello spazio e attraversate dall'aria.
Nelle opere di Giulia De Serio emerge una sintesi tra il rigore costruttivo della tessitura e il valore percettivo del colore per raggiungere un misurato equilibrio tra la divisione geometrica dello spazio del tessuto e la scansione cromatica dei colori primari e secondari.
Roberta Gubitosi

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