Comunicato Disarmare la finanza
Cinque incontri aperti alla cittadinanza dal titolo Disarmare la finanza, promossi da Acli, Anpi, AVS, Cgil, Fiom, Insieme per Belluno, Libera Bl, M5S, Pace & Disarmo, PD, Rifondazione comunista e Spi-Cgil.
Venerdì 17 ottobre 2025, alle ore 20.15 presso la Sala della Biblioteca di Agordo avrà luogo il primo dei cinque incontri aperti alla cittadinanza dal titolo Disarmare la finanza, promossi da Acli, Anpi, AVS, Cgil, Fiom, Insieme per Belluno, Libera Bl, M5S, Pace & Disarmo, PD, Rifondazione comunista e Spi-Cgil. Le successive tappe saranno a Tai di Cadore il 14 novembre, a Puos d’Alpago il 21 novembre, in collaborazione con il Comitato Alpago, il 5 dicembre a Feltre in collaborazione con Sinistra Feltrina e il 12 dicembre a Belluno, sempre alla stessa ora
Gli incontri saranno suddivisi in tre parti:
nella prima i promotori spiegheranno che cos’è la finanza etica e il perché della necessità di promuoverla; nella seconda il consulente per la finanza etica di Banca etica Gareth Donà presenterà gli strumenti finanziari della Banca; nella terza sarà aperto il dibattito.
Le associazioni, i gruppi politici e sindacali proponenti l’iniziativa si sono messi insieme per contrastare le politiche di riarmo di Ue, Italia e Nato perché le considerano non necessarie, onnivore e incapaci di raggiungere l’obiettivo legittimo della sicurezza territoriale.
Dati alla mano Nato e Paesi europei già spendono molto di più in armamenti di tutti gli altri. I membri europei della NATO nel 2024 hanno speso complessivamente 454 MLD$ e la spesa militare aggregata dei membri dell’Unione Europea nel 2024 ha raggiunto i 370 MLD (+20% rispetto al 2023), la seconda più alta dopo quella degli Stati Uniti. I dati SIPRI dimostrano chiaramente che l’aumento di spesa militare in Europa è in corso da molto tempo (+40% dal 2021 e +77% negli ultimi 10 anni).
Non è vero che siamo impreparati ad affrontare eventuali minacce. Anzi, gli attuali sistemi difensivi già ci permettono di raggiungere un alto grado di deterrenza nei confronti di chicchessia. Perché allora aumentare ancor di più i nostri arsenali attraverso ulteriori 800 MLD del Rearm Europe e un incremento di spesa militare per la NATO di almeno 3% del PIL degli stati dell’UE? È chiaro che sta avvenendo oggi quello che profetizzava il Presidente degli Stati Uniti Eisenhower nel 1961 quando chiedeva di vigilare sull’immenso establishment militare e sulla grande industria delle armi perché è chiara la loro indebita influenza sui processi finanziari, culturali e democratici e sono chiari i rischi potenziali di una disastrosa concentrazione di potere.
Le politiche del riarmo sono onnivore perché si mangiano tutti i fondi statali per scuole, sanità, ambiente, clima, politiche sociali, impoverendo tutti e ingrassando solo i dividendi delle industrie delle armi, Leonardo in testa. E sono foriere di tensioni internazionali dal momento che innescano una pericolosa corsa agli armamenti. Nel 2024 a fronte del massimo valore di spesa militare (2700 MLD$) si riscontrano il numero più alto di conflitti armati nel pianeta. Insomma, invece che raffreddare le crisi e ridurre i rischi, mostrando i muscoli, le crisi si esacerbano, le guerre aumentano, rendendo più vulnerabili le popolazioni e i territori che si dice di voler difendere.
Di fronte a questa folle corsa, tutti sembrano impotenti e passivi rispetto alle scelte dei governi che perseguono altri interessi rispetto a quelli dei cittadini. Ma un potere invece ce lo hanno, quello di scegliere dove investire il proprio denaro. La finanza etica è allora il potente mezzo per rallentare, se non fermare, la folle corsa, tagliando le risorse finanziarie a chi produce e commercia armi.
Ecco allora il significato del titolo "Disarmare la finanza”: occorre finanziare progetti di pace e non strategie di guerra.
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Coordinamento Pace & Disarmo











