Da SegnoOnLine - ENSEMBLE {2026}: la pittura emergente in Italia – a Bassano del Grappa (VI) fino al 30 Settembre 2026
Alla Fondazione THE BANK ETS – Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea – Osservatorio biennale sulla pittura emergente in Italia, a cura di Cesare Biasini Selvaggi con il Patrocinio di Regione Veneto, Provincia di Vicenza, Comune di Bassano del Grappa e il contributo di Integra Business Consulting.
ENSEMBLE {2026} è il risultato di una continua e attenta selezione di oltre cento opere d’arte pittorica di autrici e autori emergenti under 40 attivi in Italia.
Fondazione The Bank ETS
La Fondazione The Bank ETS, con sede all’interno di un’ex filiale della Banca Commerciale Italiana, è un’istituzione nazionale no-profit nata nel 2023 dalla collezione di proprietà del Presidente Antonio Menon. La Fondazione si occupa esclusivamente di pittura contemporanea: tramite nelle relazioni tra gli artisti e il pubblico. Lo scopo è avvicinare il maggior numero di persone all’arte, offrendo la pittura come solida base culturale da cui partire, poiché da sempre straordinariamente capace di creare spazi di accessibilità, di apertura allo studio e al confronto. Oggi il patrimonio della Fondazione è costituito da oltre mille dipinti, da cui nascerà un Museo della Pittura Contemporanea dotato di una biblioteca specializzata, di un archivio fotografico e di banche dati documentarie dedicate a pittrici, pittori, storiche, storici, critiche, critici, galleriste e galleristi. Si occuperà inoltre della tutela e della conservazione delle opere, ospitando un centro di ricerca, di formazione specialistica e di produzione espositiva. Al fine di sostenere gli artisti del presente, italiani e internazionali, è stato strutturato un serio e competente progetto editoriale per la realizzazione di pubblicazioni specializzate, quali cataloghi, monografie e cataloghi ragionati. I vertici della Fondazione sono costituiti da Antonio Menon (Presidente), Cesare Biasini Selvaggi (Segretario Generale) e Paolo Zanatta (Conservatore delle collezioni).
Un patrimonio a disposizione del pubblico
Per rendere disponibili alla comunità scientifica e al grande pubblico le proprie raccolte, la Fondazione – oltre alla concessione di opere in prestito temporaneo – ha intrapreso un progetto di catalogazione informatizzata. Saranno create ricche banche dati digitali, con immagini ad alta definizione e documenti accessibili liberamente attraverso un sito dedicato. Allo sviluppo del progetto sarà affiancata un’intensa attività di formazione, ricerca e sperimentazione, con l’obiettivo di divulgare l’interpretazione delle opere attraverso una critica diretta e priva di pregiudizi teorici. Lo scopo è trasferire a un pubblico eterogeneo i contenuti superiori della pittura contemporanea: arte più immediatamente emotiva. Il colore e la luce creano materia viva, ideale per attivare percorsi educativi, di riflessione, ludici e di approfondimento, volti a sostenere un bene comune di destinazione universale. Con questi presupposti, la Fondazione si propone di organizzare appuntamenti dedicati alla specializzazione e al confronto, complementari alla didattica accademica e universitaria con summer school, seminari specialistici rivolti a studiosi, studenti ed esperti del settore. Gli approfondimenti riguarderanno temi legati alla pratica, alla storia, alla cura e alla gestione degli archivi d’artista, delle gallerie, di storiche/storici o critiche/critici d’arte specializzati nella pittura contemporanea.
Premio Fondazione The Bank
In un contesto virtuoso non avrebbero potuto mancare un Premio Fondazione The Bank per la Pittura Contemporanea, borse di studio, pubblicazioni scientifiche, convegni, conferenze e incontri di divulgazione aperti al pubblico con relatori competenti. L’approccio privilegiato è multidisciplinare e policy-oriented reso possibile da un gruppo di ricerca favorito dal lavoro di un network nazionale e internazionale di istituzioni, musei, università e centri di studio. Nel grande lavoro della Fondazione è inclusa la partecipazione attiva al sistema dell’arte e della cultura veneta per i suoi temi fondamentali: la priorità della pittura rispetto alle altre arti perché immediatamente emotiva. Un tempo la tradizione coloristica veneta emerse per l’altissima qualità di una produzione pittorica eccezionale per impasto e sostanza luminosa. L’attivazione e la condivisione di reti in dialogo con gli enti pubblici, il terzo settore culturale, le comunità locali e le aziende sono la chiara dimostrazione di una proposta sviluppata in un territorio dove l’immediatezza dell’emozione visiva non ha mai sovrastato l’altezza dei contenuti e dei significati. L’esperienza concreta del reale, nella pittura antica, precede e sollecita ogni attività intellettuale o morale; per cui, pur non negando il pensiero, si afferma la priorità dell’esperienza di ogni individuo. Lo sguardo non osserva con un’idea preconcetta, riflette su ciò che vede: il disegno è funzionale a fissare e approfondire l’emozione data dal colore.
Collezione The Bank
La Collezione The Bank, iniziata nel 2001 attraverso il dialogo con artisti, galleristi, curatori, critici è affidata in comodato a tempo indeterminato alla Fondazione The Bank. I dipinti riflettono la pluralità delle ricerche pittoriche dagli anni Ottanta del Novecento ad oggi, in Italia e in alcune aree selezionate del mondo. La motivazione alla base della creazione di una Fondazione è stata determinata dal desiderio di ideare un’organizzazione che produca cultura in un luogo di conservazione ed esposizione di un patrimonio unito per il bene comune, aperto alla dimensione pubblica e alla collettività. Scegliere la figurazione significa perseverare nel considerare la tradizione pittorica figurativa come detentrice di fondamenta sempre funzionali all’innovazione contemporanea. Gli studi di figura, seppur differenziati per ricerca, dimostrano sia nei contenuti sia nelle forme un impegno privo di condizionamenti o uniformità nella creazione di comunicazioni emotive, affidate a valori visivi e cromatici. Alle acquisizioni per selezione – basata sulla lettura del tempo vissuto dall’opera, sulle modalità di trasmissione del messaggio nell’impianto compositivo e sul coinvolgimento del critico come spettatore – si aggiungono periodicamente tramite committenza o acquisizione, nuovi lavori scelti in specifici campi di interesse. Questo preciso orientamento programmatico è l’espressione di un’intenzione delineata affinché Fondazione The Bank diventi nel tempo il riferimento per la pittura contemporanea italiana e internazionale. Una sezione sarà dedicata alla scultura di figura.
Cesare Biasini Selvaggi e il suo sguardo sul territorio nazionale
L’indagine svolta dalla Fondazione THE BANK ETS, relativamente al ruolo di Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea, ha coinvolto l’intero territorio nazionale focalizzando l’attenzione sui nuovi sguardi della pittura veneta. La selezione eseguita da curatore Cesare Biasini Selvaggi ha dato vita alla prima edizione di un progetto espositivo biennale dedicato alla promozione della pittura di artiste e artisti under 40, privilegiando la figura umana in tutti gli ambiti della ricerca. Le motivazioni di questa nascita possono essere ricondotte al ruolo svolto dal Salon d’Automne (Salone d’Autunno) al Grand Palais dal 1903. La manifestazione, sin dalle sue origini, dimostrò voler offrire un’alternativa alle esposizioni più ufficiali perché aperta all’Avanguardia non accademica. Per questo nacque in Autunno e fu chiamata d’Automne, un periodo in opposizione a quello del Salon di Parigi del Museo del Louvre. Il Grand Palais (Palazzo grande) è un grande padiglione espositivo, costruito in muratura e vetro per l’Esposizione Universale del 1900, con sede nell’VIIIarrondissement di Parigi, all’interno dei Giardini degli Champs Élysées.
Al centro del progetto c’è il “diritto all’insieme”
ENSEMBLE {2026} dimostra di essere non solo un omaggio al Salon d’Automne di Parigi – che all’inizio del Novecento si contrappose all’accademismo più radicale del Salon ufficiale – ma un progetto espositivo capace di offrire visibilità alle espressioni più determinate e anticonvenzionali della contemporaneità. Il curatore Cesare Biasini Selvaggi scrive: «Al centro del progetto si pone il “diritto all’insieme”, un principio fondante che trasforma lo spazio espositivo in un ecosistema vibrante, dove la forza della coesione corale e l’armonia collettiva prevalgono sul solismo del singolo virtuosismo.» Il percorso espositivo presenta attività con un forte riferimento alla realtà, alla «materia della vita […] da re-immaginare». L’attenzione verso le figure emergenti in Veneto si rivolge a percorsi in cui prevalga il ritratto, con l’utilizzo di tecniche antiche rivisitate. Le ricerche potranno essere libere di attingere dall’interno e dall’esterno di ogni autore, purché nutrito da un’ossessione per la pittura e sospinto dal puro desiderio di creare. Il mondo è da ri-rappresentare. Realtà e fisicità in pittura hanno rappresentato elementi di selezione tra giovani con una formazione da autodidatta o che avevano da poco concluso gli studi accademici. Ad accomunare le loro esperienze è il desiderio ossessivo di trasferire in segno e colore i vissuti più intensi, gioiosi, dolorosi o traumatici della vita. Sui supporti dei lavori, le parole rese in pittura sono ricerca per sé nella migliore qualità pittorica; ogni gesto si traduce in una simbologia densa del proprio vissuto, espressione e comunicazione di inclusione e integrazione, perché l’arte è cura.
Pittura e Pittura-espansa
Tutte le ricerche spingono a reinventare un mondo raccontato quotidianamente come pervaso dall’incertezza diffusa dalle espressioni contraddittorie e terribili dei media. Oltre alla pittura tradizionalmente intesa, alcune opere presentano pittura-espansa, un concetto derivato dagli approfondimenti del Filosofo Mario Perniola (Asti, Piemonte, Italia, 20 Maggio 1941 – Roma, Lazio, Italia, 9 Gennaio 2018). Il noto teorico di arte contemporanea definì arte espansa un manufatto artistico che rispetto ai canoni tradizionali includa qualsiasi elemento naturale o artificiale, reale o virtuale. In L’arte espansa(Einaudi 2015) Mario Perniola scrisse: «Si apre dinanzi a noi un orizzonte artistico sconfinato. Qualsiasi cosa può essere qualificata come arte, non importa se naturale o artificiale, organica o inorganica, reale o virtuale, materiale o spirituale… trovata o costruita, fatta o anche solo pensata.». In ENSEMBLE {2026}, all’interno dei molteplici contesti tematici in cui si sviluppano i vari linguaggi visivi – tra i quali è inclusa la tessitura – è inevitabile osservare come le indagini non solo si interfaccino con la quotidianità del vivere, affrontando temi ancora socialmente tabù con la creazione di visioni destabilizzanti, ma riflettano anche su possibili scenari futuri.
Dichiara Cesare Biasini Selvaggi: «Le opere in mostra presentano la pittura sia nella sua dimensione oggettuale sia nella sua pratica di rifondazione di modelli di rappresentazione e di narrazione classici con approcci, sperimentazioni, perlustrazioni nel solco di una ridefinizione dei generi tradizionali –ritratto, paesaggio e natura morta–anche attraverso l’appropriazione di immaginari provenienti da ambiti visivi eterogenei, dalla letteratura alla danza, al cinema, fino ai videomusicali e all’animazione digitale».
L’importanza delle relazioni
Osservando attentamente i lavori esposti potremo comprendere come l’umanità, da un lato, si trovi a dover riconsiderare la propria identità alla luce del progresso tecnologico; dall’altro, si accorga di non essere più al centro dell’interesse antropologico, ma decentrata e inserita in un rapporto di dipendenza reciproca, biologica e politica, in continua trasformazione a causa delle crisi contemporanee, tra cui quelle ecologiche. Le opere, nelle espressioni di autrici e autori, dimostrano aver saputo intercettare ampiamente le attuali richieste di aiuto di donne e uomini in difficoltà. L’attuale disagio nasce da un contesto culturale non più favorevole al superamento delle situazioni di crisi, perché le strategie maggiormente proposte sono quelle cognitive.
La funzione di cura dell’opera d’arte
Ed è proprio questo l’errore fondamentale continuamente reiterato: non voler considerare la funzione curativa dell’opera d’arte, spesso in grado di favorire l’autoregolazione dinamica interna per il riadattamento interiore dell’individuo. Gli obiettivi di chi crea sono diversi, ma è percepibile il comune desiderio di voler risignificare il presente: attribuendo maggior valore alle relazioni, ritenendo fondamentale lo sviluppo di empatia mettendosi in ascolto, ed educando alla «consapevolezza verso la fluidità delle forme di vita e delle identità, via via più ambivalenti e indefinite.» (C. B. S.) L’espressione artistica è un’opportunità a tutti i livelli espressivi, uno strumento di grande importanza e potere per l’intera umanità: sia per chi crea, sia per chi osserva. Potremmo considerarla una modalità per trovare in sé un luogo adatto ad accogliere la crisi, quell’improvviso mutamento negativo delle condizioni esistenziali. Il “contenitore speciale” nel quale scomporre e ricomporre il dolore, esponendosi al pubblico, sarà rivelatore del personale percorso di superamento che a sua volta diverrà rassicurante per gli altri sguardi.
La scelta di un allestimento
Il curatore, Cesare Biasini Selvaggi, racconta di essersi riferito agli ensemble musicali, dove l’unione di più voci attenui l’emersione delle singole personalità affinché risulti perfetta l’armonia d’insieme. Questa polifonia espositiva si configura come una geografia emotiva dell’Italia, una raccolta di sensibilità condivise individuate da Nord a Sud della penisola per mezzo di una ricerca coinvolgente, poiché riferita a più valori della creatività contemporanea: «le atmosfere sedimentate nei luoghi, le tensioni latenti, le risonanze tra immaginari lontani che si scoprono contigui.» Ogni opera selezionata, “investita” da un accurato lavoro di analisi, dimostra di non essere luogo descrittivo, ma inevitabilmente abitato da integrazioni che vanno ben oltre la consapevolezza di chi l’ha creata. Dalle parole del Presidente Antonio Menon comprendiamo quanto sia importante per la Fondazione The Bank valorizzare la pittura di figura in Italia, sostenendo i percorsi di formazione di ogni artista. «Ensemble _2026 nasce come appuntamento ricorrente proprio per tenere traccia di questo percorso: un osservatorio che, di edizione in edizione, vuole rivelare le singolarità di un linguaggio che cambia da regione a regione, tenendo conto al contempo delle affinità e risonanze comuni che percorrono l’intera penisola. Restituendole trasformazioni della pittura italiana attraverso chi la pratica oggi, il progetto contribuisce alla promozione culturale del territorio e al rafforzamento del ruolo di Bassano del Grappa come centro attivo nella ricerca artistica contemporanea».
Guida all’esposizione
Le oltre cento opere in esposizione sono disposte sui due piani della Fondazione. Al piano terra il percorso si articola in più spazi con linguaggi diversi, espressione di continuità e sperimentazione. Il piano superiore, realizzato in collaborazione con Simone Ceschin – Conservatore delle collezioni e specializzato in scouting della pittura emergente in Veneto – è dedicato a una selezione regionale. Il Dott. S. Ceschin afferma: «Negli ultimi anni, il panorama emergente veneto, soprattutto quello veneziano, si sta rivelando un contesto sorprendentemente vivo. Molti dei lavori esposti condividono una dimensione intima e malinconica, mentre il passato emerge come traccia più che come rimpianto. La figura si afferma con forza insieme a una rinnovata attenzione per la materia; la superficie pittorica diventa uno spazio sensibile e quasi fragile, dove il tempo sembra depositarsi lentamente».
Vivere uno straordinario “contagio emotivo”
ENSEMBLE {2026} è un’esposizione significativa sia per la qualità delle opere esposte, sia per la loro ricchezza quantitativa. C. B. Selvaggi desiderava riportare alla memoria l’antica “quadreria”, termine di origine seicentesca usato per definire una collezione di dipinti considerata, a quel tempo, tra le prime raccolte private – di nobili o borghesi – nelle quali l’opera (finalmente) non fosse più intesa come un semplice elemento d’arredo o di devozione. Nelle quadrerie del Seicento i quadri alle pareti arrivarono a sfiorare il soffitto: non furono mai disposti secondo criteri cronologici o di scuola, ma accortamente accostati per ottenere un insieme armonico.
Quest’armonia, in ENSEMBLE _2026, è immediatamente percepibile, e con la stessa immediatezza si viene pervasi da una sensazione di piacere nell’attraversare con lo sguardo luoghi in cui perdersi, racconti di strade condivise o non ancora percorse. Viviamo in un’epoca buia, dove i pensieri rivelati con purezza si muovono alla scoperta delle misteriose cavità del cuore umano, interrogando il presente. Eppure, nell’osservare quanta attenzione e cura si sia dedicata al progetto, sorge spontaneo il pensiero sulla fortuna di autrici e autori, intercettati dall’impegno di Fondazione The Bank. Visitare ENSEMBLE _2026 permetterà di ammirare un’ampia selezione di opere e ricerche espressive. Ogni linguaggio è testimonianza di uno stadio della maturazione dell’artista, consapevole di dover conoscere sé stesso per comprendere come evolvere. Riconoscere sé stessi presuppone l’ammissione di dover lavorare su ciò che ci abita, coscienti dell’essere frammentati da personalità, desideri, interferenze e conflitti. L’artista è un “sistema aperto” che continua ad assorbire, coscientemente e incoscientemente, dalla società in cui vive. Egli trasferisce gli stimoli sintetizzando nell’oggetto creato gli opposti che attraversano ogni vita umana. La tensione creativa può essere un valido strumento d’aiuto, un percorso alternativo per superare una difficoltà. ENSEMBLE {2026} offre l’occasione, rara, di confrontarci con molti sistemi di comunicazione, molte verità trasformate nell’atto creativo, permettendo di vivere uno straordinario “contagio emotivo”, da cui poter trarre un profondo beneficio.
Gli artisti: Riccardo Albiero, Luca Andreatta, Ludovica Anversa, Daniele Antoniazzi, Francesco Ardini, Chiara Baima Poma, Edison Balla, Nicola Bindoni, Giovanni Bongiovanni, Johannes Bosisio, Sebastiano Bottaro, Verdiana Bove, Giuditta Branconi, Chiara Calore, Dario Carratta, Filippo Cegani, Elena Ceretti Stein, Martina Cinotti, Cecilia Cocco, Lorenzo Conforti, Lorenzo Conte, Ilaria Costaglia, Federico Crespi, Leonardo Dalla Torre, Anita Dal Sasso Ghellar, José Victor De Castro Negreiros, Barbara De Vivi, Sara Devetta, Gioacchino Luca Di Bernardo, Alice Faloretti, Bruno Fantelli, Matteo Faraci, Luca Federico Ferrero, Salvo Ficano, Andrea Fiorino, Alessandro Fogo, Rachele Frison, Marta Galbusera, Krizia Galfo, Carla Giaccio, Alessandro Giannì, Arianna Gobbi, Federica Gottardello, Andrea Grotto, Diego Gualandris, Alexander Koch, Sergio La Barbera, Keming Lai, Hongjing Lin, Enrico Loquercio, Besnik Lushtaku, Andrea Luzi, Giulia Mangoni, Vittorio Marella, Marco Mastropieri, Giuseppe Matera, Carlotta Mazzariol, Giulia Messina, Alessandro Miotti, Giacomo Montanelli, Emanuele Moretti, Daniela Moruz, Massimo Munich, Gabriele Napoli, Marta Naturale, Laura Omacini, Edoardo Ongarato, Flavio Orlando, Francesco Pacelli, Sara Pacucci, Evgeniya Pankratova, Chiara Peruch, Roberto Picchi, Cristiano Pizzi, Giulia Rinaldi, Filippo Rizzonelli, Domenico Ruccia, Guido Sarti, Bianca Schröder, Giuseppe Sciortino, Adelisa Selimbasic, Stefania Serio, Giacomo Serpani, Davide Serpetti, Nicole Sinigaglia, Sebastiano Sofia, Norberto Spina, Elia Strazzacappa, Nazar Strelyaev-Nazarko, Simone Stuto, Dorotea Tocco, Lorenzo Tonda, Mario Uliassi, Vittorio Valiante, Giuseppe Vassallo, Erika Verlato, Tommaso Viccaro, Fabiano Vicentini, Riccardo Vicentini, Raha Vismeh, Jacopo Zambello, Vittorio Zeppillo, Gahel Zesi.
ENSEMBLE {2026} - Fino al 30 Settembre 2026 - Osservatorio biennale sulla pittura emergente in Italia - A cura di Cesare Biasini Selvaggi
Fondazione The Bank ETS – Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea - Via Orazio Marinali, 52 – Bassano del Grappa (Vicenza)
Aperture: Sabato/Domenica – Dalle 16:00 alle 19:00 o su appuntamento. - Chiusura estiva dal 20 Luglio al 06 Settembre compresi. - Ingresso gratuito.
M. + 39 335 7180804 – info@fondazionethebank.org – www.fondazionethebank.org - www.facebook.com/thebankcontemporaryartcollection - www.instagram.com/fondazione_the_bank
- Posted by Elena Alfonsi
- in Posted in Recensioni











