Escursionista incrodato in un canale
Attorno alle 18 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in aiuto di un escursionista tedesco, che era rimasto incrodato in un ripido canalone, aggrappato con le mani alla roccia, dopo aver smarrito il sentiero, che stava seguendo in direzione del Rifugio Pramperet. L'uomo era partito dal Passo Duran dopo aver passato la notte in rifugio, con l'intenzione di percorrere il sentiero 536, ma, dopo aver superato Baita Angelini, anziché proseguire in costa, aveva probabilmente preso delle tracce di cacciatori iniziando a risalire un canalone, finché non era più stato in grado di muoversi. Avendo con fatica lanciato l'allarme, con la comunicazione difficile e le poche informazioni, l'equipaggio ha iniziato a perlustrare la zona, finché l'uomo non è stato individuato in una posizione assai precaria. Verricellato più in alto, il tecnico di elisoccorso è sceso una ventina di metri, lo ha assicurato a sé e con lui si è calato altri dieci metri, per arrivare al centro del canale e facilitare il recupero, avvenuto con 40 metri di verricello. L'uomo, che era illeso, è stato lasciato al Passo Duran.
Nel primo pomeriggio, a seguito della chiamata del gestore del Rifugio Vazzoler attivato dal marito, il Soccorso alpino di Agordo era invece intervenuto lungo il sentiero 554, per una escursionista statunitense di 62 anni, che si era fatta male a una caviglia in località Giaroi del Palanzin e non era più in grado di camminare da sola. Raggiunta da una squadra, l'infortunata è stata caricata in barella e portata fino al fuoristrada, con cui è stata accompagnata all'ospedale di Agordo.











