ESTATE TIZIANESCA 2025 dal 3 all'8 agosto
Importanti novità e curiosità su TIZIANO/ A. Dumas e Tiziano/ Nella polizia della Serenissima un committente di Tiziano. Continuano, incessanti, gli appuntamenti dell’Estate Tizianesca
Importanti novità e curiosità su TIZIANO - Nei prossimi appuntamenti:
> ALEXANDRE DUMAS racconta Tiziano nell’affascinante biografia a lui dedicata, e i tanti volti dell’artista nelle pagine di viaggiatori e narratori d’arte francesi, tra Sei e Ottocento
> Il prezioso restauro del “TOBIOLO E L’ANGELO RAFFAELE” di Tiziano alla Madonna dell’Orto, finanziato da Save Venice con splendidi risultati, e la reinterpretazione dell’originale iconografia del dipinto alla luce delle indagini diagnostiche e in relazione al singolare committente GIOVANNI ANGELO STELLA, dirigente degli apparati di sicurezza della Serenissima, su cui studi recenti gettano nuova luce.
Continuano incessanti gli appuntamenti dell’Estate Tizianesca nelle terre di Tiziano e dei grandi artisti veneti: incontri con studiosi di fama internazionale intorno a Tiziano e ai grandi del Rinascimento, musica, itinerari, visite guidate con esperti, azioni di rigenerazione urbana:
> CRISTINA FARNETTI - Domenica 3 agosto ore 18.00 - Pieve di Cadore - Magnifica Comunità di Cadore
Dall’idea al colore: Tiziano in Francia dal Re Sole a Dumas
> ENRICO MARIA DAL POZZOLO - Lunedì 4 agosto ore 18.00 - Cortina d’Ampezzo - Sala Don Pietro Alverà
Paolo Veronese Serenissimo. Una vita (quasi) tranquilla
> MELISSA CONN, GABRIELE MATINO, ENRICA COLOMBINI E ELENA GALANTE - Venerdì 8 agosto ore 18.00 - Belluno - Museo Civico di Palazzo Fulcis
Il Tobiolo e l’Angelo Raffaele di Tiziano alla Madonna dell’Orto:restauro e novità
Agosto propone per l’Estate Tizianesca un calendario fittissimo.
I prossimi appuntamenti con storici ed esperti d’arte, per rivelare al pubblico nuovi aspetti e curiosità su opere e grandi artisti invitando a un modo alternativo di vivere le vacanze e il territorio, si concentreranno nei luoghi cari all’artista - Pieve di Cadore, Cortina d’Ampezzo e Belluno.
Protagonisti degli incontri: Veronese e soprattutto Tiziano su cui sono continui gli affondi di ricerche e scoperte divulgati al grande pubblico talvolta anche prima delle pubblicazioni scientifiche ufficiali proprio grazie all’Estate Tizianesca: la rassegna d’arte, musica ed esperienze di rivitalizzazione di luoghi e paesaggi promossa, con straordinario impegno e coinvolgimento di Istituzioni, partner e studiosi, dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore e dalla sua presidente Maria Giovanna Coletti. Così nei due incontri a lui dedicati scopriremo grazie a Cristina Farnetti l’affascinante biografia di Tiziano scritta da Alexandre Dumas - l’autore de I tre moschettieri e Il conte di Montecristo, qui investito del ruolo di influencer ante litteram per promuovere le opere e gli autori della Galleria degli Uffizi (1840) – ma anche i tanti volti dell’artista che emergono dalle pagine di viaggiatori e narratori d’arte francesi tra Sei e Ottocento. Quindi entreremo nel dietro le quinte del restauro, finanziato da Save Venice con splendidi risultati, del “Tobiolo e l’Angelo Raffaele” opera realizzata da Tiziano del 1540 circa, ora nella Chiesa della Madonna dell’Orto a Venezia. Nell’occasione, un’altra novità importante: una nuova lettura interpretativa dell’originale iconografia del dipinto in funzione devozionale proposta da Gabriele Matino, sostenuta delle indagini diagnostiche eseguite durante il restauro di Save Venice e in relazione al singolare committente, su cui gli studi di Matino gettano nuova luce: Giovanni Angelo Stella, dirigente degli apparati di sicurezza della Serenissima, dalla vita v e sanguinosa.
> 3 AGOSTO, PIEVE DI CADORE ore 18.00 - . Se è vero, come riteniamo di aver provato, che Michelangelo è il Dante della pittura italiana, Tiziano ne è l’Ariosto (Alexandre Dumas, Galerie de Florence 1840)
Che la letteratura artistica su Tiziano sia prolifica fin dai suoi contemporanei è un fatto noto, ma di grande interesse si rivela in particolare la letteratura francese che, tra memorie di viaggiatori curieux, riunioni dell’Académie royale de Peinture et Sculpture e trattazioni più impegnate o di taglio divulgativo, dall’età del Re Sole al XIX secolo, conta anche la testimonianza inaspettata del famoso romanziere Alexandre Dumas, che prima di dar vita ai suoi celebri "Il Conte di Montecristo" e "I tre Moschettieri", a Firenze nel 1840 riceve l’incarico di scrivere le biografie dei pittori del XVI e XVII secolo per la monumentale Galerie de Florence, una raccolta di oltre 300 incisioni di traduzione commentate dei dipinti degli Uffizi, introdotte da oltre 300 pagine di narrazione “pittoresca” di sua penna. Tra le 28 biografie da lui redatte, per questa sorta di guida museale con funzione turistica, c’è anche quella di Tiziano, che inizia così: “Al solo nome di Tiziano, pittore pieno di entusiasmo e appassionato del colore e della forma, mille idee di voluttà, piacere e amore si risvegliano anche nei cuori più freddi, nelle immaginazioni più ottuse. …. Se è vero, come riteniamo di aver provato, che Michelangelo è il Dante della pittura italiana, Tiziano ne è l’Ariosto.” A svelarci gli scritti del romanziere sull’artista veneto ma anche le fonti di Dumas e i connotati assunti dall’artista nelle biografie diffuse in Francia tra Sei e Ottocento, sarà la studiosa e archivista Cristina Farnetti, il prossimo 3 agosto presso la Magnifica Comunità del Cadore a Pieve, La Farnetti, che di recente ha curato la riedizione integrale in 7 volumi dell’opera fiorentina di Dumas (Parigi, Éd. du Chêne), ci rivela la passione dello scrittore per l’arte veneta - “...sarò ancora più franco, dichiarando a chiare lettere la mia predilezione per la scuola veneziana” – e come, per elogiare la grandezza del pittore di Pieve di Cadore, egli arrivi perfino a paragonarsi a lui, rammaricandosi con modestia di non aver mai potuto raggiungere i suoi “artistici: “Ahime! quante volte, nel rendermi conto di quanto la mia penna fosse inadeguata a rendere quel che vedevo così distintamente nella mia immaginazione, quante volte mi sono rammaricato di non avere, invece che quella penna impotente con cui mi sforzavo di scrivere, il pennello magico di Tiziano….”
Non mancheranno nel racconto attesissimo che proporrà la studiosa - come detto - i tanti Tiziano che tra la metà del ‘600 e gli anni in cui Dumas scrive, sono stati raccontati da viaggiatori e narratori d’arte francesi, anche alla luce dei dibattiti del tempo e della grande fortuna della sua arte.
Le opere di Tiziano furono ricercatissime in Francia: ne commissionarono l’acquisto Luigi XIV, Luigi XV, il Duca d’Orléans, ma anche molti collezionisti privati che ambivano ad ornare i loro hotels particulieurs. Tra le figure di “biografi” tizianeschi che emergeranno: Charlotte-Catherine Patin che in chiusura di XVII secolo scrive in merito agli affreschi della Scoletta del Santo a Padova; Charles-Alphonse Dufresnoy, pittore e scrittore francese che trascorse un lungo periodo a Venezia e a Roma tra gli anni trenta e cinquanta del secolo; André Felibien, tra i primi a dedicare una lunga trattazione a Tiziano, evidenziandone meriti e primati sugli altri; e poi via via, Isaac Bullart, Charles Perrault, fino a personalità come Charles-Nicolas Cochin, premier peintre dell’Académie Royale de Peinture, che degli inserti nel soffitto della chiesa dei Gesuati a Venezia scrive nel 1758: “composti in modo ammirevole, pieni di carattere, ben disegnati e dalle forme grandiose”.
> 4 AGOSTO, CORTINA D’AMPEZZO, ore 18.00
Da un gigante all’altro, da una biografia all’altra, sempre la grande arte veneta sotto i riflettori nell’incontro che il giorno successivo, il 4 agosto, si terrà invece a Cortina d’Ampezzo (Sala Don Pietro Alverà) con Enrico Maria dal Pozzolo, tra i più insigni studiosi dell’arte rinascimentale e tra i curatori dell’ambiziosa mostra dedicata a Paolo Veronese in corso al Museo del Prado a Madrid. Proprio la vita di Veronese, considerata per lo più anonima dal punto di vista biografico - nonostante la clamorosa convocazione del Tribunale dell'Inquisizione per l’atipica “Cena di Cristo” nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia – sarà oggetto da parte di Dal Pozzolo di una rivisitazione in termini di estremo interesse: ne emergerà una figura molto moderna, accorta, a un tempo mentalmente libera e attenta al particolare, soprattutto economico.
> 8 AGOSTO, BELLUNO, ore 18.00
Tiziano è fonte continua di nuove conoscenze, sulla sua arte e i suoi lavori, ma anche sul contesto storico-artistico del tempo. La presentazione del restauro della pala del Tobiolo e l’Angelo Raffaele di Tiziano in programma l’8 agosto al Museo Civico di Palazzo Fulcis a Belluno - con Melissa Conn, Gabriele Matino e le restauratrici Enrica Colombini ed Elena Galante - mettendo in luce le principali sfide affrontate e i risultati ottenuti, sarà l’occasione per comprendere l’iter e le tecniche esecutive del dipinto nonché per una rilettura innovativa dell’opera alla luce dei risultati delle indagini diagnostiche e di una committenza davvero singolare. Dipinta intorno al 1540 per l’altare dell’Angelo Raffaele nella chiesa veneziana di San Marziale, la pala di Tiziano è oggi conservata nella chiesa della Madonna dell’Orto a Venezia. Il restauro promosso nel 2024 da Save Venice, grazie al generoso contributo di Donna Malin, ha restituito nuova luce al capolavoro tizianesco, svelando al contempo sorprendenti novità sulla genesi e l’elaborazione del dipinto. Le radiografie e le riflettografie all’infrarosso condotte durante il restauro hanno rivelato il disegno sottostante e significative modifiche iconografiche intervenute durante l’esecuzione. Tiziano, infatti, rielaborò la composizione inizialmente basata su un cartone già utilizzato per una precedente versione dello stesso soggetto, dipinta per la chiesa di Santa Caterina e oggi alle Gallerie dell’Accademia. Tra le principali variazioni vi è l’inserimento, sullo sfondo, della figura di Tobi, padre di Tobia, raffigurato nell’atto di ricevere la grazia divina. Questa integrazione può ora essere meglio compresa alla luce di nuovi documenti rinvenuti da Gabriele Matino presso l’Archivio di Stato di Venezia. Tali fonti consentono di ipotizzare che la richiesta del soggetto sia venuta dal probabile committente della pala, GIOVANNI ANGELO STELLA — un personaggio di grande fascino e complessità, la cui vicenda biografica verrà ricostruita nei prossimi mesi da Matino sulle pagine di Studi Tizianeschi, la rivista scientifica della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore.
Di umili origini, Stella fece carriera durante il dogato di Andrea Gritti, fino a ricoprire un ruolo chiave negli apparati di sicurezza della Serenissima come Capitano delle barche del Consiglio dei Dieci: una posizione che lo vide spesso coinvolto in episodi di violenza, incarcerazioni e persino omicidi. Sul finire della sua turbolenta esistenza, Stella dovette commissionare a Tiziano il Tobiolo e l’Angelo Raffaele come atto di supplica per la propria redenzione. Pur in assenza di un documento esplicito di committenza, diversi elementi convergono in questa direzione: Angelo Stella figura, infatti, come proprietario dell’altare dell’Angelo Raffaele — lo stesso su cui si trovava la pala — e dove egli fu infine sepolto. Il titolo dell’altare, la sua funzione funeraria e l’identificazione onomastica sembrano costituire indizi convincenti della sua diretta committenza. “Letta in questa chiave – commenta Matino - l’opera di Tiziano non si configura dunque soltanto come un’immagine devozionale, ma anche come una preghiera profondamente personale di grazia e perdono, talmente intima da spingere l’artista ad abbandonare i modelli iconografici tradizionali per dar forma a una composizione di straordinaria originalità”.
ALTRI EVENTI IN QUESTI GIORNI
LE BUONE PRATICHE DI COMUNITÀ
> PROGETTO GENTE DI MONTAGNA - Martedì 5 agosto ore 18.00 - Evento dell’Associazione Pozzale Vive - Passeggiata fotografica e sonora con guida nel centro storico
> I SAPORI DI MONTAGNA (cena degustazione su prenotazione) - Martedì 5 agosto ore 20.00 - Agriturismo La Pausa.
L’appuntamento, inserito tra le Buone pratiche di comunità della rassegna dell’Estate tizianesca, prevede una passeggiata per ammirare ed ascoltare Gente di montagna, la mostra fotografica e sonora permanente sui muri delle case di Pozzale di Cadore, seguita da una cena degustazione presso l’Agriturismo La Pausa.
Il progetto "Gente di montagna" si propone di valorizzare i piccoli comuni montani, come Pozzale di Cadore, attraverso una mostra fotografica e sonora permanente. Grandi fotografie esposte sui muri delle case del paese, provenienti da varie regioni e paesi del mondo, raccontano la vita e le emozioni delle persone che abitano le montagne. Grazie all’intelligenza artificiale, le fotografie "parlano" e permettono di ascoltare suoni e storie legate a ogni immagine. In questo modo, la passeggiata fotografica diventa un'esperienza emozionante e unica.
L'iniziativa è curata dall'associazione Pozzale Vive, con il supporto del Comune di Pieve di Cadore e della Magnifica Regola di Pozzale. Il progetto mira a promuovere un turismo rigenerativo e sostenibile, che valorizza le bellezze dei borghi montani e favorisce lo sviluppo della comunità locale. La visita Pozzale di Cadore diviene un'occasione per lasciarsi incantare dalla magia della montagna e delle sue genti, attraverso le grandi fotografie sui muri delle case, i suoni e le storie che animano questo luogo unico, per condurre un'esperienza tra natura, cultura e tradizioni.
I CONCERTI
> NOEMI OLIVOTTO (flauto traverso) E FRANCESCO BACCICHET (chitarra) - Musiche di Schubert, Debussy, Ravel, Piazzolla, Bartok - 4 agosto ore 21.00 - Sala Congressi E. De Lotto - San Vito di Cadore
Il programma di questo concerto si snoda attraverso brani cameristici “salottieri”, di moda a Vienna nei primi del 1800 e danze di diverse culture come nel caso delle Danze popolari rumene di Bartok composte nel 1915 fino all' Histoire du Tango (1986), una delle opere più conosciute di Astor Piazzolla. Inizia infatti con 2 Valzer, n.1 e n. 6, tratti dalle “15 Danze originali” per violino (arr. flauto) e chitarra di F. Schubert per proseguire con la famosa Sonata “Arpeggione”, (strumento non più in uso, un misto tra chitarra e violoncello) sempre di Schubert. Prosegue con 6 Danze popolari rumene per orchestra trascritte per flauto e chitarra ed infine 4 brani tratti da Histoire du Tango che rappresentano la trasformazione del Tango, una danza nata alla fine.
> MIRIAM DAL DON violino, CARLO ROSSI clavicembalo - Musiche di A. Caldara, J.S. Bach, Ph. E. Bach - Mercoledì 6 agosto ore 21.00 - Chiesa di San Bartolomeo - Nebbiù di Cadore
Il programma prevede l'esecuzione di una serie di brani, inframmezzati da composizioni perclavicembalo solo, accomunati dalla forma della sonata per violino e basso continuo, molto diffusa nel periodo barocco, nella quale al violino è affidata - spesso con stilemi virtuosistici - la partemelodica accompagnata da uno o più strumenti (nel nostro caso il clavicembalo) con il ruolo disostegno armonico o, come nel caso della Sonata di Carl Philipp Emanuel Bach, di strumentoconcertante al pari del violino stesso. Il viaggio nell'Europa musicale a cavallo tra Sei e Settecento inizia con due compositori legatientrambi sia a Venezia che a Vienna: Antonio Vivaldi (1678 – 1741) e Antonio Caldara (1670 - 1736). Entrambi, infatti, nacquero a Venezia e morirono a Vienna, il primo per cercare, senza riuscirvi, fortuna musicale presso la corte imperiale, il secondo con la carica di vicemaestro di cappella alla corte di Carlo VI a partire dal 1717, ruolo che gli valse la sepoltura nella Cattedrale di Santo Stefano. Seguono poi sonate di G.F. Handel per clavicembalo solo, per violino e clavicembalo e il Preludio e Fuga in Do minore BWV 870 di J. S. Bach.
- Evento dell'Assessorato allam Cultura del Comune di Pieve di Cadore
> MARCO MARIANI clarinetto, LUCA VOLPATO viola, LORETTA FAVERO pianoforte - Musiche di Mozart, Schumann, Bruch - Giovedì 7 agosto ore 21.00 - Sala Congressi E. De Lotto - San Vito di Cadore
Un trio molto particolare, con toni caldi e morbidi del clarinetto e della viola, accompagnati dal pianoforte, eseguirà composizioni preziose e rare di Mozart, Schumann e Bruch. Il programma inizia con un trio di W.A. Mozart scritto forse mentre “giocava con i birilli” (traduzione dal tedesco di Kegelstatt) nel 1786, la cui esecuzione avvenne con il clarinettista Stadler, amico del compositore e Mozart stesso alla viola. Si prosegue quindi con due brani di Max Bruch, composti nel 1910 e che, anche se scritti in un momento di grande trasformazione, risentono ancora dell'influenza tardo romantica tedesca. Infine il trio di Schumann “Marchenerzahlungen” op.132 in cui si riflettono immagini sulla natura sempre collegate al pensiero e alla sensibilità romantica.
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