FESTEGGIATI I 60 ANNI DEL SOCCORSO ALPINO DI AURONZO
Auronzo di Cadore (BL), 26-05-14
Con i ricordi di chi nel '54 era presente alla nascita del Soccorso
alpino e di chi, oggi, porta avanti gli stessi valori di allora,
sabato sera la sala consiliare del municipio di Auronzo ha accolto
diverse generazioni di soccorritori per festeggiare i 60 anni dalla
nascita del sodalizio. Alla presenza numerosa delle famiglie e della
cittadinanza, da sempre sensibile alla funzione e all'attività della
Stazione, nonché dei rappresentanti di tutte le forze dell'ordine ed
enti che garantiscono la sicurezza di quanti vivono e frequentano le
montagne, durante la serata si sono ripercorsi i sei intensi decenni:
dai primi interventi, quando le montagne erano ancora prerogativa di
pochissimi, alle emergenze attuali, dove la tecnologia e l'utilizzo
dell'elicottero hanno migliorato l'operatività, ma dove lo spirito di
solidarietà, l'impegno, la fatica, i rischi, sono i medesimi di un
tempo.
Dopo i saluti del sindaco di Auronzo, Daniela Larese Filon, e del
presidente del Soccorso alpino e speleologico Veneto, Rodolfo
Selenati, un breve video fotografico ha mostrato le immagini dal
bianco e nero al colore di operazioni di recupero ed esercitazioni.
“Le Montagne, da sempre, costituiscono un richiamo per molte persone
che, a vario titolo e a diversi livelli, si avvicinano ad esse e
stabiliscono con loro un rapporto più o meno intimo. Troviamo perciò
varie figure che vivono la montagna in funzione delle loro passioni,
ambizioni, hobby: fotografi, escursionisti, alpinisti, bikers, runners
ecc.. Molto spesso queste figure si sovrappongono e rendono più
eclettiche le persone che frequentano la montagna. Queste, perciò, non
sono identificabili, per fortuna, con uno stereotipo, in quanto
esprimono preparazione, esperienza, capacità diverse. Ed è con queste
diversità e caratteristiche che la montagna viene affrontata. Nemmeno
la montagna però rientra in uno stereotipo; infatti basta osservarla
anche per pochi minuti per vedere come cambia la luce, il vento, le
nuvole, come essa si trasforma nell’arco della giornata e delle
stagioni; tanti sono i parametri che la influenzano, pensiamo alla
neve in inverno, alla pioggia d’estate. Le situazioni che si vivono in
montagna sono le più varie e molteplici e comportano, per chi le
affronta, l’adeguamento ad esse”.
Le parole di Giuseppe Zandegiacomo, capo della Stazione di Auronzo,
che a breve entreranno nelle pagine di una pubblicazione dedicata alle
montagne di Auronzo e ai 60 anni del Soccorso alpino locale, sono poi
state l'introduzione a due soccorritori, esempio di ieri e oggi: Tino
Pais, ventenne nel '54, i cui aneddoti hanno portato sorrisi e
commozione, e Luca Molin, 23 anni da compiere, il più giovane
componente della compagine attuale. Il delegato del Soccorso alpino
Dolomiti Bellunesi, Fabio Rufus Bristot, ha fatto il punto sullo stato
attuale e, infine, è stata consegnata una targa ai soccorritori
storici, come simbolico ringraziamento per la loro impagabile presenza
e per gli indispensabili insegnamenti tramandati a quanti li hanno
seguiti.










