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“IL FASCINO DELL’ANTICO – Dall’Accademia ercolanense a Giò Ponti passando per Antonio Canova”.

Mostra a Feltre dal 30 marzo al 29 giugno 2014, presso la Galleria d’Arte Moderna “Carlo Rizzarda”

Orari
dal martedì al giovedì 10.30 - 12.30 e 15.00 - 18.00
venerdì 10.30 - 12.30
sabato, domenica e festivi 10.30 - 12.30 e 16.00 - 19.00

La mostra, ospitata nella prestigiosa struttura della Galleria d’arte moderna “Carlo Rizzarda”, nel cuore del centro storico di Feltre, propone una suggestiva carrellata sull’influsso che la riscoperta dell’antichità, a seguito del
rinvenimento dei siti di Ercolano, Pompei e Stabia, ebbe sull’arte decorativa dei secoli XVIII e XIX. Le campagne di scavo, condotte, non solo a Napoli, ma in diversi luoghi del territorio nazionale e la rivalutazione di testimonianze
in abbandono, come il tempio di Paestum, si inserirono in una tendenza già in atto fin dagli anni ‘30 del XVIII secolo.
La “nobile semplicità” e la “serena grandezza” degli antichi si sarebbe così contrapposta alla sovrabbondante ornamentazione rococò, giudicata ormai esausta.
Le suggestioni tratte dal Grand Tour, l’itinerario di formazione in Italia dei giovani di buona famiglia, venivano fissate in lettere, diari e resoconti di viaggio. Si diffusero inoltre testi teorici e, soprattutto, raccolte di disegni
e incisioni che contribuirono a veicolare temi e motivi. Si pensi all’opera di Jean Claude Richard di Saint-Non, il Voyage pittoresque, il cui secondo volume viene presentato nella rassegna, assieme a una selezione di acqueforti
e acquetinte realizzate dallo stesso.
L’impresa editoriale de Le antichità di Ercolano esposte (1757-1792), voluta dalla corte borbonica per mezzo dell’Accademia ercolanese, con le tavole, le iniziali istoriate, le testate e le finali minuziosamente incise al bulino, trasmise, anche attraverso le edizioni ridotte e le traduzioni,
un repertorio figurativo per i decoratori del tempo.
In mostra sono presenti i primi tre tomi degli esemplari de Le Antichità di Ercolano esposte, appartenuti ad Antonio Canova.
Motivi “pompeiani” comparvero, dalla seconda metà del ‘700 all’800, negli apparati di dimore di lusso italiane e straniere, persino oltreoceano.
Soggetti quali le Danzatrici e i Centauri, forti anche dell’entusiastico giudizio del Winckelmann, furono tra i prediletti della decorazione neoclassica, riprodotti in disparate suppellettili e oggetti d’arredo, dai mobili alle ceramiche. La mostra presenta una superba serie di tempere di fine Settecento, attribuite, col beneficio del dubbio, a Michelangelo
Maestri, tratte da Le Antichità di Ercolano esposte. Vi è inoltre una selezione di porcellane della Real Fabbrica Ferdinandea, ispirate dalle pitture di area vesuviana e dai vasi magno greci. Sempre alla pittura vascolare italiota si ispirano le ceramiche delle manifatture Del Vecchio e Giustiniani.
Tra le più famose collezioni di vasi antichi del XVIII secolo si annoverano quelle di Sir William Hamilton, ambasciatore inglese a Napoli. La prima raccolta, venduta nel 1772 al British Museum, fu divulgata dai volumi elegantemente illustrati delle Antiquités Etrusques, Grecques et Romaines con testi di Pierre-François Hugues d’Hancarville, ambasciatori di quel “vivere alla greca” che tanta parte ebbe nella stagione neoclassica. Una selezione delle tavole è presente in mostra. Nel settore ceramico la forza dell’ispirazione delle figure derivanti dagli affreschi campani fu
tale da percorrere oltre un secolo e permanere ancora con grande appeal nelle creazioni di Gio Ponti per Richard Ginori che concludono il percorso.
Una sezione è dedicata al massimo interprete del neoclassicismo italiano, Antonio Canova. Dalle ripetute visite ad Ercolano e Pompei lo scultore “riportò ricordi indelebili tali da permettergli di ricreare una sorta
di ‘micropinacoteca neopompeiana’”. Nelle tempere l’artista seppe rappresentare in maniera del tutto personale scene di fresca semplicità con minuzia descrittiva, toni delicati, una certa ironia di fondo e una palese
volontà teatrale.

Orari
dal martedì al giovedì 10.30 - 12.30 e 15.00 - 18.00
venerdì 10.30 - 12.30
sabato, domenica
e festivi 10.30 - 12.30 e 16.00 - 19.00
Biglietti
Intero Euro 4,00
Ridotto Euro 1,50
Biglietto ridotto:
ragazzi fino a 18 anni, studenti universitari fino a 26 anni su presentazione del tesserino, pensionati dai 60 anni d’età, comitive di almeno 15 persone, soci Coop, FAI, Touring club, possessori della tessera Biblioteche bellunesi. Inoltre, in occasione della mostra, per i visitatori del Museo e Gipsoteca Antonio Canova di Possagno che si presentino in mostra esibendo il biglietto di ingresso a tali strutture.
Ingresso gratuito:
giornalisti in possesso di tesserino professionale, bambini sotto gli otto anni, accompagnatori e/o guide turistiche di gruppi turistici organizzati, interpreti
turistici quando occorre la loro opera a fianco della guida, disabili ed eventuali accompagnatori.
Visite guidate:
a cura della S.C. Fenice - cell. 340 5557792
Laboratori didattici:
tel. 0439 885242 per informazioni e prenotazioni Possibilità di percorsi e itinerari sul territorio con le guide turistiche provinciali
Info e prenotazioni:
tel. 0439 885242-234
museo@comune.feltre.bl.it
sito web: musei.comune.feltre.bl.it

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