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Il Premio Gambrinus Mazzotti a Fusine di Zoldo Alto BL promuove l'incontro con Francesco Erbani, autore di "Non è triste Venezia"

Non è triste Venezia
Francesco Erbani

L’appuntamento si terrà martedì 18 agosto alle 18.00 nella Sala Polifunzionale di Fusine di Zoldo Alto (BL)

L'incontro prevede l’intervento di Francesco Erbani, giornalista e scrittore, risultato vincitore della Sezione “Finestra sulle Venezie” nell’edizione 2019. L’introduzione e la conduzione sarà a cura di Domenico Luciani, già direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche e membro della giuria del Premio.

Il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, prestigioso e longevo (si è giunti alla XXXVIII edizione) concorso internazionale “per libri di montagna, alpinismo, esplorazione - viaggi, ecologia e paesaggio, artigianato di tradizione e Finestra sulle Venezie sulla civiltà veneta”, “sale” ai piedi del Monte Pelmo e del Civetta, tanto amati dal suo ispiratore Bepi Mazzotti, (Treviso, 1907 - 1981), eclettico intellettuale trevigiano che fu scrittore, alpinista, gastronomo, salvatore delle ville venete, per molti anni consigliere del Touring Club Italiano. Promuove martedì 18 agosto alle 18.00 alla Sala Polifunzionale di Fusine di Zoldo Alto, Belluno, con il patrocinio del Comune di Val di Zoldo, l’incontro con lo scrittore e giornalista Francesco Erbani, che presenterà il suo libro“Finestra sulle Venezie” è stato scelto il libro “Non è triste Venezia. Pietre, acque, persone. Reportage narrativo da una città che deve ricominciare” (Manni Editore, 2018), risultato vincitore nel 2019 del Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti nella sezione “Finestra sulle Venezie, per opere riguardanti aspetti della civiltà, della cultura territoriale ed ambientale del mondo veneto”. L’appuntamento sarà introdotto e condotto da Domenico Luciani, già direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche e membro della giuria del Premio.

Il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” ha proposto di presentare il libro “Non è triste Venezia” considerando lo speciale e antico legame tra Zoldo e Venezia, messo in risalto con grande efficacia dalla mostra “Le barche dei Casal – il capolavoro degli squerarioli di Zoldo a Venezia” dello scorso anno. Il reportage narrativo di Erbani analizza le criticità della situazione di Venezia, tra turismo e infauste scelte di governo del territorio, non dimenticando che oggi, purtroppo, la città lagunare si trova, come questa valle e molti altri territori, a fronteggiare in prima linea le gravi conseguenze connesse al cambiamento climatico.
Nello scegliere il titolo del libro, che volutamente richiama la celebre canzone di Charles Aznavour, Erbani ha voluto sfatare lo stereotipo: Venezia non è affatto triste o decadente, anzi, a Venezia, sostiene l’autore, esistono le condizioni per prefigurare un organismo urbano del futuro. La città lagunare infatti non cresce e non consuma suolo, perché non spreca risorse, perché riusa tutto (dall’acqua ai materiali edili) e si è sempre ricostruita su sé stessa, utilizzando moduli costantemente replicabili e mai monotoni, perché insegna la manutenzione, perché è ospitale, multiculturale e multietnica, perché si circola senza macchine, perché coltiva gli spazi pubblici, perché anche gli elementi più privati di un edificio hanno una dimensione pubblica, perché ha conservato per secoli (tranne che nell’ultimo) un’eccezionale relazione fra il costruito e il suo ambiente, cioè la Laguna.

Tuttavia oggi Venezia rischia di diventare il non luogo per antonomasia, quello ricostruito a Disney World, a Las Vegas o a Macao, ed è invece profondamente autentica, città più di altre città, un territorio unico e al tempo stesso esemplare che può costituire un modello di inclusione sociale e di progettazione urbana.
Dietro ai mille sistemi complessi e affascinanti che Venezia ha trovato per vivere con la sua inedita morfologia, Erbani mette sempre al centro l’uomo. Un libro per capire che cosa si perde se si perde Venezia

Erbani prima di “Non è triste Venezia” ha pubblicato “L’Italia maltrattata” (Laterza 2003), il libro-intervista con Tullio De Mauro “La cultura degli italiani” (Laterza 2004), “Il disastro. L’Aquila dopo il terremoto: le scelte e le colpe” (Laterza 2010), il libro-intervista con Leonardo Benevolo “La fine della città” (Laterza 2011), “Roma. Il tramonto della città pubblica” (Laterza 2013), “Pompei, Italia” (Feltrinelli 2015), “Roma disfatta” (con Vezio De Lucia, Castelvecchi 2016).

L’incontro è ad ingresso gratuito, posti limitati in base alle normative per la limitazione del contagio da Covid-19.

Il Premio è promosso dall’Associazione “Premio Letterario Giuseppe Mazzotti” e ne è main sponsor Intesa Sanpaolo, è patrocinato e sostenuto da Touring Club Italiano, Club Alpino Italiano, Regione del Veneto, Reteventi Provincia di Treviso, Comune di San Polo di Piave, Montura – Tasci s.r.l., Confartigianato del Veneto, Camera di Commercio Treviso - Belluno, Parco Gambrinus, Valcucine – Driade S.p.A. – FontanaArte S.p.A – Toscoquattro S.r.l, Stiga S.p.A.,  Consorzio Tutela Prosecco Doc - Consorzio Vini Venezia, Fondazione “Americo e Vittoria Giol”, Dieffebi S.p.A., Itas Mutua, Federazione Provinciale Coldiretti Treviso, Eclisse S.r.l., Latteria Soligo, Acqua Pejo S.r.l., Greenova Italia S.r.l., Assindustria Veneto Centro, Segmenti S.r.l., Generalvetri S.p.A, Confraternita del Raboso, Magis S.p.A., Umana S.p.A..

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