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La crisi del nostro Pianeta attraverso la fotografia d’autore: “Planet Book. La mostra”

Planet Book - Jonas_Bendiksen_Magnum_Photos

All’Orto Botanico di Padova mostra Planet Book fino al 24/10, organizzata in seno al progetto editoriale e con la collaborazione di Agenzia Contrasto e Università di Padova.

“Se un giorno alieni saggi e pacifici verranno a trovarci, la prima cosa che ci chiederanno è come ci siamo presi cura del nostro pianeta”
Tutti noi sappiamo che la Terra è in pericolo ed è ormai chiaro quali siano gli effetti del nostro stile di vita sull’ecosistema. La mostra Planet Book (https://www.ortobotanicopd.it/it/planet-book-la-mostra) ci presenta le grandi sfide del futuro: il cambiamento climatico, la crisi della biodiversità, la deforestazione, l’inquinamento e il problema dello smaltimento dei rifiuti plastici. Attraverso un’esposizione di 100 fotografie d’autore, il progetto intende riflettere su questi temi e lo fa con la voce di coloro che più di tutti subiranno le conseguenze ambientali: i millennials, o post-millennials, rappresentati in questo caso da studentesse e studenti dell’Università di Padova. A condurre questo progetto editoriale è Telmo Pievani, che ha curato il volume “Planet Book” (Contrasto, 2020), il primo libro totalmente ecosostenibile, realizzato con carta, inchiostri e adesivi naturali. Questa mostra non poteva trovare miglior sede che quella dell’Orto Botanico di Padova, patrimonio Unesco e luogo destinato alla tutela della biodiversità. Il 7 luglio, giorno dell’inaugurazione, l’Orto Botanico ha organizzato un’apertura straordinaria dalle 20 alle 23, dando l’opportunità, in queste ore serali, di visitare la mostra e il Giardino della biodiversità.
Gli scatti di fotografi nazionali e internazionali sono suddivisi sulla base dei quattro elementi, acqua, terra, fuoco e aria. A questi si aggiunge il quinto elemento costituito dall’essere umano e dalle sue controverse capacità costruttive e distruttive. Con il progetto Planet Book i giovani studenti dell’ateneo patavino hanno avuto la straordinaria occasione di commentare opere di grandi fotografi del nostro tempo, fra i quali: Sebastião Salgado, Bruno Barbey, Jonas Bendiksen, George Steinmetz, Frans Lanting, Thomas Hoepker, Chris Steele-Perkins, Matthew Abbott, Cristina de Middel, Stefano Dal Pozzolo, Ian Berry, Alex Bellini, Francesco Anselmi, Antoine d’Agata, Sim Chi Yin, Jean Gaumy, Paolo Pellegrin, Mikhael Subotzky, Ilaria Magliocchetti Lombi, Akintunde Akinleye.
Le storie che raccontano questi scatti d’autore rivelano un Pianeta tanto meraviglioso quanto ferito e deturpato, svelando i profondi mutamenti ai quali la nostra Terra è stata sottoposta a causa del continuo e talvolta impattante sfruttamento delle risorse naturali.
Un incontro tra linguaggi e generazioni, tra fotografia e giovani studenti, che hanno selezionato le opere di famosi autori ed artisti emergenti per occuparsi di un tema estremamente attuale, al quale si sono approcciati con una visione scientifica e allo stesso tempo ottimista.
Conoscere per poter meglio affrontare il problema della sostenibilità è uno dei messaggi di questa esposizione, che invita a rispondere al grido d’aiuto dell’ambiente che ci circonda. Attraverso queste immagini si potranno visitare luoghi come l’Antartide, minacciata dal riscaldamento globale che Florian Ledoux coglie con un magnifico scatto che raffigura un gruppo di foche stese su una lastra di ghiaccio. Cristina de Middel ci conduce in Mozambico, presentandoci una donna che si protegge dai raggi solari con un ombrello bucherellato, emblema che rimanda alle piogge acide. Vengono poi toccati il tema degli internazionali Fridays for Future con una foto di Ilaria Magliocchetti Lombi, come anche quello della gestione dei rifiuti plastici, grazie al fotografo Jordi Chias, che immortala l’immagine di una tartaruga Caretta caretta intrappolata in una rete da pesca abbandonata alla deriva del Mar Mediterraneo. Lo stesso argomento è il soggetto della foto di Alex Bellini, scattata nell’Oceano Pacifico, nel cosiddetto “Great Pacific Garbage Patch”, “il più grande accumulo di spazzatura galleggiante al mondo”, dove esistono le ghost nets, reti da pesca lasciate in mezzo all’Oceano che catturano cumuli di rifiuti non biodegradabili.
Il fotografo brasiliano Sebastião Salgado, che si è sempre occupato di tematiche ambientali legate alla globalizzazione, espone in questa mostra lavori come Un iceberg nel Mare di Weddel, tra Paulet Island e le isole Shetland Meridionali e Una delle tipiche slitte dei Nenci, popolazione nomade della tundra siberiana, dove la natura appare come un ambiente ostile e inospitale all’interno del quale, tuttavia, l’uomo riesce sempre a trovare un modo per sopravvivere.
I commenti degli studenti, spesso basati su dati scientifici, sono un’ottima guida per questa mostra fotografica che, nell’ampio spazio verde dell’Orto Botanico di Padova, ci apre gli occhi sulle bellezze e le fragilità del nostro Pianeta Terra.

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