La Fine del Confine. Una performance di rete, in cui far la luce è fare un'azione, che connette e stimola il territorio.
Il viaggio de La Fine del Confine (della Mente) inaugurarerà i prossimi 5 e 6 marzo, con le prime due tappe, estremamente significative, sulla Diga del Vajont e sulla Tofana di Rozes, per poi proseguire alla volta del Circolo Polare Artico. Questa performance è, certo, un evento artistico.
Detto questo, non si è detto nulla, dato che l'arte è molte cose, e alle volte nessuna.
Quello che sta accadendo in questi giorni, mentre fervono i preparativi, è qualcosa che dimostra come l'arte sia in grado di accendere e innescare, oltre alle performance luminose, una serie di relazioni e reti.
Queste relazioni e reti sono il territorio.
L'arte quindi, nel modello aperto ed integrativo che propone Dolomiti Contemporanee, non è mai chiusa in sè stessa (confinata in sè, potremmo dire).
Essa riflette sul territorio, sulle specificità culturali, storiche, ambientali, umane, di luoghi e genti, attraverso le proprie tecniche visive, utilizzando lo spirito, l'idea, la ragione, la visione.
In questi giorni, e proprio in virtù di questo modello d'approccio alla realtà, il progetto sta dunque ottenendo il sostegno di numerose realtà istituzionali, tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, e di diversi partner privati.
La Fine del Confine. Confine fisico, e confine mentale, di chi alle volte non sa accettare la prospettive altre, le volontà accese, le sensibilità che rifiutano di stagnare, e muovono verso il rinnovamento, per idee, azioni, immagini.
Casso stesso, è un paese a cavallo tra Veneto e Friuli, che si trova contemporaneamente nella Provincia di Pordenone e nella Diocesi bellunese.
Un crinale culturale dunque, che dopo esser stato Bilico, e riapertura, diviene d'ora innanzi luogo di apertura e connessione, e non di divisione, attraverso lo s-confinamento, proposto in questo caso da DC con Stefano Cagol.
Questa performance quindi, come abbiamo detto, dimostra di saper assommare in sè molte valenze, e significati, anche al di là del puro fatto artistico.
Infatti, gli artisti sono cercatori di significati, non decoratori di campi vacui.
Questi significati vengono condivisi da molti enti e soggetti, che, insieme a noi, reputano quest'azione significativa per/dal/sul territorio.
Le visioni rinnovative sono utili, e necessarie.
Rispetto al territorio, alla sua storia, passata, presente e futura, alla sua cultura, alle immagini e alle spinte che esso stesso deve saper generare, per esser vivo.
Ai Patrocini dei Comuni di Erto e Casso, Claut, Cimolais, Longarone, Cortina d'Ampezzo, Castellavazzo e Vajont, si sono aggiunti in questi giorni quelli della Regione del Veneto e della Provincia di Pordenone.
La Regione del Veneto in particolare, sostiene il progetto Dolomiti Contemporanee, finanziariamente e politicamente, già dal 2011.
Anche per il 2013, essa ha delibarato un contributo di 70.000 euro, a favore di due progetti di comunicazione nei quali DC lavorerà insiema a Forte Marghera/Parco del Contemporaneo, in un collaborazione che si rafforza ogni giorno grazie anche all'azione di regia condotta dalla G.e.i.e. Marco Polo System.
Il lavoro con le istituzioni friulane, è iniziato da alcuni mesi, e procede anch'esso.
L'evento sarà il primo del programma previsto per le Celebrazioni del Cinquantennale della Tragedia, che la Fondazione Vajont sta ultimando. Esso ha ricevuto l'apprezzamento del Presidente dell'Associazione Superstiti, anche in questo caso dimostrando la leggibilità, e condivisibilità, di un messaggio che viene espresso attraverso una modalità contemporanea, semplice, diretta, non retorica.
Dopo il Parco Naturale Dolomiti Fiulane, anche la Fondazione Dolomiti Unesco ha concesso il proprio Patrocinio a The End of the Border, e alle attività che DC svilupperà nel corso del 2013 nelle Dolomiti, in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, restodelmondo.
La Fondazione ha sottolineato la coerenza tra gli obiettivi che essa stessa persegue a favore di questo Bene dell'Umanità e la modalità operativa di DC.
Il Museo Mario Rimoldi di Cortina d'Ampezzo è partner culturale, le stesse Regole d'Ampezzo sono state coinvolte.
Turismo Friuli Venezia Giulia e Cortina Turismo partecipano anch'essi.
Importante anche l'apporto di alcuni partner privati: il Gruppo Sina, sostenendo il progetto in virtù del proprio radicamento al territorio e di una politica di sostegno alla cultura, metterà a disposizione l'automezzo che per oltre un mese condurrà l'artista, e il suo raggio di luce, attraverso l'Europa.
Salewa, fornirà il vestiario tecnico ai membri della spedizione, tra cui alcuni piumini-prototipo estremi di ultimissima generazione, mai testati fin'ora.
CMI Sedico fornirà il gruppo elettrogeno che alimenterà il faro.
L'arte, nell'accezione pragmatica e relazionale che propone DC, non è autosegragazione, specificità contenutistica, nicchia, ma rapporto e inclusione.
Che recuperi e rilanci fabbriche abbandonate da decenni, che riapra pubblicamente edifici chiusi da mezzo secolo, che utilizzi un raggio di luce come metodo d'indagine poetica, essa è soprattutto una modalità di ripensamento e rivitalizzazione per il territorio e le sue risorse, sulle quali agisce e riflette.
Aprire è sconfinare. I confini sono occasioni di contatto, membrane, sinapsi: non dighe insuperabili, ma luoghi da attraversare, attraverso un pensiero concreto e immaginativo.
La luce è un'idea viva.
Gianluca D'Incà Levis, 22 febbraio










