Le Università occupate e il conflitto israelo - palestinese Serata a Fonzaso con la testimonianza di due giovani studentesse
L’incontro “Siamo molto occupate” si terrà nella cornice della struttura Dolomiti Hub di Fonzaso martedì 25 giugno alle 20.30.
Da New York a Padova, da Amsterdam a Venezia una lunga scia di proteste ha portato gli studenti di decine di università italiane (e altrettante nel mondo) a occuparne le sedi nei mesi di maggio e giugno. La scintilla è stata provocata dagli ultimi accadimenti nel lungo e travagliato conflitto tra Israele e Palestina. Per due mesi si sono succedute occupazioni, mozioni, assemblee, azioni dimostrative con due caratteristiche comuni: la pratica nonviolenta e la sensibilizzazione sulla situazione della popolazione palestinese in seguito agli atroci attacchi di Hamas e la sproporzionata e vendetta dell’esercito israeliano.
Ma quali azioni precise sono state attuate nelle facoltà italiane? Cosa chiedono esattamente gli studenti e le studentesse? Perché la protesta ha tirato in ballo il Ministero degli Affari Esteri?
Qual è stata la risposta della comunità scientifica, civile, politica e militare a questa ondata di proteste che ha attraversato gli atenei italiani?
A queste domande Pace & Disarmo, coordinamento provinciale di Belluno ha chiamato a rispondere Francesca De Marchi e Serena De Marchi, entrambe studentesse di Arsiè che frequentano corsi di Scienze politiche all’Università degli Studi di Padova. Per chi lo desidera vi è la possibilità di partecipare alla cena di accoglienza delle relatrici che si terrà alle 19.30 (obbligatoria prenotazione al 347 0333432).
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