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Matteotti Medley_Belluno Miraggi VIII_11 marzo

Matteotti Medley Teatro degli Incamminati

A Belluno Miraggi un documentario teatrale su Giacomo Matteotti - Sabato 11 marzo - quarto appuntamento dell’VIII edizione di Belluno Miraggi

Arriva sul palco del Comunale di Belluno "Matteotti Medley", spettacolo del Teatro de Gli Incamminati, un documentario teatrale con l’attore Maurizio Donadoni e le musiche eseguite dal vivo da Katerina Haidukova,in ricordo del deputato socialista rapito e ucciso dai fascisti nel 1924. 
Lo spettacolo apre una nuova sinergia tra SlowMachine e l’Associazione culturaleTina Merlin che ha collaborato nella programmazione dell’evento.

Cinque capitoli di un viaggio a ritroso nella vicenda storica, politica, umana del parlamentare socialista, aprendo nel contempo uno squarcio sull’Italia dell’epoca. Un’Italia fatta di ingenuo consenso popolare e di scaltri speculatori d’alto bordo; di bambini che offrivano  al duce i loro temi  sgrammaticati e d'alti gerarchi preoccupati  solo d'intascare tangenti;  di canzonette patriottiche e manganellate omicide;  di corruzione,  affari sporchi e insieme di entusiasmi giovanili e sincero amore per la patria. Sfondo su cui si delinea potente la figura di un uomo dall’aspetto  gentile, dal carattere inflessibile, dagli occhi cerulei, la cui condotta non deviò mai dalla difesa ad oltranza della democrazia.
Parlando a dei coetanei del tempo, un Giacomo Matteotti poco più che ventenne (si era iscritto al partito socialista a tredici anni) aveva detto: “Ogni epoca ha avuto i suoi martiri, le sue vittime, gli inutili eroi che col loro sacrificio, hanno aperto gli occhi e la strada agli altri”. Vent’anni dopo, il 10 giugno del 1924, in un lunedì di sole cocente, a Roma, sul lungotevere Arnaldo da Brescia, quel "ragazzo" veniva rapito e ucciso da un gruppo di “arditi” del fascio milanese, comandati da un certo Amerigo Dùmini, detto “dodici omicidi”. Era una squadra della cosiddetta “Ceka fascista”, organismo segreto, ma neppure tanto, voluto da Mussolini per mettere a tacere gli oppositori.
Oggi una via, un corso, una piazza “Giacomo Matteotti” esistono in molte città d’Italia e se qualcuno vuole sapere come ci si arriva, rispondiamo con facilità. Se però ci viene chiesto a bruciapelo chi era Giacomo Matteotti, pochi di noi saprebbero andare oltre un generico: “deputato socialista rapito e ucciso dai fascisti. Che si sappia così poco della storia di questo “inutile eroe”, grazie al cui sacrificio, e a quello di tanti altri, oggi viviamo in libertà, è un peccato. Il suo rapimento ed assassinio fu uno snodo fondamentale nell’affermazione del regime totalitario in Italia. Per qualche tempo, in seguito a quel delitto, il fascismo sembrò sul punto di “sfasciarsi”. L’occasione, com’è noto, fu persa dalle opposizioni che, ritiratesi dal parlamento, furono sbeffeggiate da Mussolini che poté impunemente dichiarare di assumersi tutta “la responsabilità politica, morale, storica” di quanto era avvenuto. E via, a passo di parata, verso la dittatura.
Ma anche la vicenda umana di Matteotti, che con quella politica si intreccia inestricabile, è davvero interessante.A partire (scorrendone al contrario la biografia) dal rapporto intenso e passionale con la moglie Velia; alle ore passate a giocare carponi sul pavimento di casa, in via Pisanelli 40, con Matteo, Giancarlo ed Isabella, i tre amatissimi figli; a quelle passate a spulciare bilanci dello stato nella biblioteca parlamentare; alle incomprensioni con alcuni compagni di partito a causa del suo status di “socialista milionario”; all’attività comunque instancabile a favore dei contadini del natio Polesine; agli scontri dentro e fuori la camera dei deputati con i fascisti; all’attaccamento per i due fratelli morti prematuramente, Silvio e Matteo, con cui giocava, a Fratta Polesine, nella bottega di mamma Elisabetta e papà Gerolamo.

“Teatro “civile”, - Racconta Maurizio Donadoni interprete e curatore del progetto -significa secondo me,  mettersi corpo, anima e mente, al servizio degli accadimenti, lasciando che i fatti raccontino i fatti, così che non vada perduta, insieme alle memorie, la funzione catartica dell'evento teatrale. Documentario teatrale vuol dire allora innanzitutto studio approfondito di documenti nella composizione  del testo, restituzione della storia il più possibile oggettiva ed efficace mediante selezione e impiego di testimonianze e materiali audio e video;  e  interpreti  che  sappiano vivificarne l'uso nella narrazione che, a differenza dei documentari televisivi, potrà dilatarsi, restringersi,  cambiare di sera in sera: racconto dal vivo, per viventi.”

CREDITS
documentario teatrale a c. di e con Maurizio Donadoni, regia Paolo Bignamini, musiche eseguite dal vivo da Katerina Haidukova, scene e costumi studenti del Biennio di Scenografia dell’Accademia di Brera coordinati da Edoardo Sanch, musiche di Stefano Indino, disegno luci Pietro Bailo, produzione Teatro de Gli Incamminati/deSidera

INFO - Inizio spettacoloore 21:00 - Teatro Comunale di Belluno - Sono attive le vendite online: info su www.slowmachine.org

CONTATTI:biglietteria@slowmachine.org / tel. 328 9252116

BIGLIETTI
>  Platea e Galleria Centrale: Intero 20 €  Ridotto* 15 €
>  Galleria Laterale:  Intero 15 €  Ridotto* 12 €
Biglietto speciale gruppi scuole secondarie: 10 €
*Riduzioni fino ai 30 anni
Per la Stagione Belluno Miraggi è possibile usufruire del Bonus Cultura 18app e della Carta del Docente

Ufficio stampa SlowMachine - comunicazione@slowmachine.org    tel. 339 8519111

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